Il turismo in VdA nell’anno della pandemia
(©Ilaria Bersi) -
il castello di Fénis
I numeri del turismo in Valle d’Aosta, nel 2020, le incidenze della pandemia Covid-19 e gli aspetti che hanno inciso maggiormente sull’economia turistica valdostana sono gli aspetti chiave analizzati dall’Osservatorio turistico della Valle d’Aosta, per dare un quadro riassuntivo del 2020.
Il primo elemento in analisi è l’offerta ricettiva delle diverse aree valdostane. Sono state prese in considerazione 1.245 strutture, 15.260 camere e 57.189 posti letto.
Il comprensorio più gettonato dagli utenti risulta essere il Monte Bianco (25%), seguito dal Monte Rosa (17,8%), Gran Paradiso (17,6%) e Monte Cervino (14,3%). Agli ultimi posti Aosta e dintorni (11,2%), la valle centrale (7,8%) e il Gran San Bernardo (6,3%).
Un altro elemento in analisi è la domanda turistica. Nel 2020, si è registrata una maggiore presenza italiana (66,9%) rispetto a quella straniera (33%). I turisti lombardi sono stati quelli più numerosi, seguiti da quelli piemontesi e liguri. A livello internazionale, invece, i Britannici, invece, sono stati gli stranieri più presenti sul territorio valdostano, seguiti da Francesi e Svedesi.

I flussi turistici erano partiti discretamente, a inizio anno 2020, per subire un drastico calo, dovuto al primo lockdown, in primavera, e per poi riprendersi, almeno in parte, nel corso dell’estate. Con l’aggravarsi della situazione sanitaria in autunno, anche le presenze turistiche sono scemate fino a scomparire a novembre e dicembre.
Confrontando le presenze invernali 2020 con quelle del 2018 e 2019 risulta un -24,4% nell’inverno 2020 e un -33,1% nell’estate 2020. Negli altri mesi dell’anno 2020, si è registrato un -83,2% rispetto agli altri del 2019.

Per avere un quadro più completo, sono stati analizzati anche i siti web turistici. Lo strumento più utilizzato risulta essere lo smartphone, seguito dal pc. Poco successo, per questa tipologia di ricerche, per il tablet.

Rispetto al 2019, si è osservata una decrescita di visite ai siti di servizi del -16,4% e una riduzione si è anche notata per gli utenti medi mensili che sono scesi del -14.3%. Un trend inverso si è, invece, registrato per le visite ai siti di strutture ricettive: queste sono infatti cresciute del +9.8% rispetto all’anno precedente.

La principale provenienza degli utenti di siti web turistici è l’Italia, seguita, a distanza, da Francia, Svizzera, Regno Unito e Germania.
Infine, l’ultima voce in analisi riguarda gli ingressi ai siti culturali. Il Castello di Fénis, con 46.279 accessi, è in pole position, seguito, dal Teatro romano di Aosta (40.488 accessi) e dal cripoportico forense di Aosta (33.611 accessi). Il picco di ingressi si è registrato nell’estate 2020, in particolare nel mese di agosto, con poco più di 100mila accessi: quasi 25mila in più rispetto allo stesso periodo 2019.
Pubblicato / aggiornato
il 05/03/2021 alle 19:10
Categoria:
Cultura