Penalisti in sciopero
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato lo sciopero degli avvocati dall’attività giudiziaria per i giorni 29, 30 e 31 marzo 2021.
Le motivazioni della proclamata astensione sono molteplici:
- La protesta per la riforma della prescrizione penale entrata in vigore all’inizio del 2021, che prosegue, continuando L’UCPI a lamentarne l’iniquità;
- La segnalazione della mancanza di iniziative riguardo la crisi di autorevolezza che la magistratura sta attraversando a seguito della nota “vicenda Palamara”, che l’Associazione Nazionale Magistrati sembra voler relegare ad un problema di “poche mele marce”, anziché spingersi ad una riflessione più profonda sulla degenerazione dei meccanismi di indipendenza del governo della Magistratura;
- La protesta riguardo l’introduzione di un meccanismo di gestione del processo penale telematico del tutto inadeguato e, al momento attuale, malfunzionante. Con riferimento a tale ultimo aspetto, è noto che il legislatore con il D.L. 137/2020 ha imposto il deposito di tutti gli atti difensivi successivi alla notificazione dell’avviso di ultimazione delle indagini preliminari attraverso un “portale” appositamente predisposto.
Il successivo Decreto Ministeriale 13 gennaio 2021 ha esteso l’obbligatorietà di tali modalità di deposito anche ad ulteriori atti, fra i quali, a titolo di esempio, gli atti di querela. L’UCPI condivide appieno l’opportunità di introdurre anche nel procedimento penale meccanismi di carattere telematico atti a semplificare e velocizzare alcune fasi processuali. Basti pensare che in passato l’UCPI ha più volto proposto l’introduzione della possibilità di depositare gli atti di impugnazione attraverso l’utilizzo della posta elettronica certificata, ma tale richiesta non è stata mai presa in considerazione. - Solo con l’adozione del D.L. 137/2020 e la successiva conversione in legge 176/2020, tale ultima possibilità è stata introdotta e disciplinata, peraltro mantenendo comunque ammissibili le forme tradizionali di deposito delle impugnazioni o degli altri atti processuali nella fase dibattimentale. Tuttavia, per gli atti che i difensori devono o possono depositare nel corso delle indagini preliminari, in particolare nelle segreterie delle procure, o per quelli indicati dal DM del 13 gennaio 2021, fra i quali le querele di parte, l’unica modalità di deposito prevista dal legislatore è tramite il “portale telematico”.
- Tale obbligo è stato introdotto quando ancora il “portale telematico” non era nemmeno funzionante, essendo stato progressivamente implementato solo successivamente, e comunque senza che esso fosse preceduto da un adeguato periodo di test, durante il quale fossero consentiti anche i depositi nelle modalità tradizionali.
- Il portale telematico penale si è dimostrato sin da subito realizzato “frettolosamente” con numerosissimi difetti che di fatto possono, in molti casi, impedire o comunque ostacolare pesantemente l’esercizio dell’attività difensiva in tali fasi, con grave lesione dei diritti delle persone sottoposte alle indagini preliminari, delle persone offese vittime di reati e dei cittadini in generale. In particolare:
- molto spesso il portale risulta non accessibile in diverse ore della giornata;
- il difensore per poter depositare un atto attraverso il portale deve essere “abilitato” ad accedere al relativo fascicolo. Molto spesso la richiesta di “abilitazione” non è riscontrata dal personale delle procure o il riscontro viene dato a distanza di tempo notevole, così che il difensore è impossibilitato a depositare gli atti difensivi, alcuni dei quali hanno termini di decadenza o sono comunque urgenti (si pensi ad istanze per l’adozione di provvedimenti di protezione), dal momento che non è possibile depositarli in forma cartacea;
- in alcuni casi il difensore, pur regolarmente iscritto all’albo e esercente la professione, non è nemmeno inserito nel sistema con le credenziali corrette (per esempio codice fiscale, foro di appartenenza, ecc…), così che, se tenta di accedere, non viene riconosciuto dal sistema, con le conseguenze di cui sopra;
- Per il deposito di querele, il difensore incaricato, stanti le difficoltà sopra indicate, che possono allungare in modo imprevedibile i tempi del deposito, potrebbe non riuscire, per cause da lui indipendenti, a depositare l’atto tempestivamente, prima che il termine per proporre querela sia trascorso;
Quelli sopra indicati sono solo alcuni fra problemi che gli avvocati penalisti stanno riscontrando e che progressivamente l’UCPI sta raccogliendo in un elenco compiuto.
Nonostante le proteste avanzate sia dai singoli avvocati, sia dalle Camere Penali a livello locale sia dall’UCPI riguardo i malfunzionamenti e la palese inaccettabilità della situazione attuale, nessuna iniziativa volta alla soluzione di tale problema, è stata adottata da nessuna autorità e solo localmente, grazie alla sensibilità e alla disponibilità di singoli uffici o magistrati, sono stati adottati provvedimenti volti ad ovviare alle problematiche riscontrate.
Pubblicato / aggiornato
il 27/03/2021 alle 09:52
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Categoria:
Economia e Lavoro