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38 minuti per uccidere Elena Raluca

38 minuti per uccidere Elena Raluca Gabriel Falloni

Nella serata di mercoledì 21 aprile 2021, un 36enne di origine sarda, Gabriel Falloni, è stato arrestato. È indagato per l’omicidio di Elena Serban Raluca.

A suo carico, una serie di indizi: tabulati telefonici e immagini che lo collocherebbero nella zona del delitto in orari compatibili con i fatti.

Gli inquirenti avrebbero anche ricostruito i suoi movimenti fra la Valle d’Aosta e la Liguria, nei giorni successivi all’omicidio.

Il ritrovamento del cadavere e l’avvio delle indagini

Alle 8.23 di domenica 18 aprile 2021, i Vigili del fuoco di Aosta sono usciti dalla Caserma, a seguito di una richiesta giunta al 112: la sorella di una donna aveva chiesto di aprire la porta del suo appartamento, poiché non riusciva a contattarla dalle ore 18 del giorno precedente. Ha aggiunto che le aveva anche inviato messaggi che non sono stati visualizzati.

I Vigili del fuoco sono recati in viale Partigiani, dove hanno proceduto all’apertura della porta. All’interno, nel bagno, è stato rinvenuto il cadavere di una 32enne di origine rumena, Elena Serban Raluca, non residente in Valle d’Aosta.

Elena Serban Raluca
Elena Serban Raluca

Sul posto, sono confluiti gli uomini della Squadra mobile e della Polizia scientifica della Questura di Aosta (ai quali si sono aggiunti i colleghi della squadra sopralluoghi di Torino) e i vertici della Procura di Aosta (il procuratore Paolo Fortuna e il sostituto procuratore Luca Ceccanti).

I medici legali hanno avviato l’esame della salma, rilevando una ferita alla gola, compatibile con l’ipotesi di essere stata inferta con uno strumento da taglio.

20210418 Omicidio Donna Viale Partigiani
Il palazzo di viale Partigiani, ad Aosta, dove domenica 18 aprile è stato rinvenuto il corpo privo di vita di Elena Serban Raluca

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere

Si legge sull’ordinanza di custodia cautelare in carcere che sono state individuate cinque utenze telefoniche intestate o in uso alla vittima, alcune delle quali abbinabili «a siti per appuntamento e siti di escort utili per farsi pubblicità e procacciarsi i clienti». Sono anche state acquisite le registrazioni di quattro videocamere di sorveglianza operative in zona.

L’incrocio fra i dati dei tabulati e le immagini delle registrazioni ha focalizzato l’attenzione su un soggetto, «con giubbino scuro, con anche il cappuccio indossato e mascherina, che alle ore 18.19 entrava nel palazzo (dopo aver effettuato una chiamata col cellulare) per uscirne alle ore 18.57». La chiamata si suppone sia servita per far aprire il portone del palazzo. L’utenza della chiamata ricevuta dalla vittima esattamente a quell’ora è risultata essere intestata a Gabriel Falloni. All’uscita, avrebbe avuto con sé una borsa sportiva che non aveva all’ingresso e che, secondo gli inquirenti, sarebbe servita per allontanare l’arma del delitto dalla scena del crimine.

Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Colazingari, ha giustificato la custodia cautelare in carcere con il pericolo di fuga.

L’indagato

Falloni, residente a Nus, è un pregiudicato per reati di natura sessuale. Nel 2012, era stato arrestato (poi condannato a quattro anni di reclusione) dopo la denuncia presentata da due prostitute romane che accusavano di averle sequestrate, picchiate e rapinate. Nel 2013, è stato arrestato per tentata violenza ai danni di un medico di Sassari. Nel 2014, era stato arrestato, sempre a Sassari, per il tentato stupro e il sequestro di una giovane donna, che aveva su Facebook, utilizzando un’offerta di lavoro come esca. Anche in questo caso, era stato condannato a quattro anni di reclusione.

Pubblicato / aggiornato il 22/04/2021 alle 14:08
Categoria: Cronaca