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25 aprile 2021

25 aprile 2021 Bandiera italiana

25 aprile 2021, Festa della Liberazione. Nessuna celebrazione pubblica ma comunque tante parole.

Union valdôtaine

Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrano vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell’Italia dal dominio fascista e nazista. In Valle d’Aosta la liberazione dagli oppressori avviene il 28 aprile, quando i partigiani entrano nella città di Aosta e il Comitato di Liberazione Nazionale valdostano nomina Prefetto Alessandro Passerin d’Entrèves e Sindaco di Aosta Giulio Torrione.

Questa data, settantasei anni fa, segna una svolta decisiva per il nostro paese che avvia il percorso per diventare una Repubblica democratica. I valori fondanti sono incardinati nella Carta costituzionale e nel nostro Statuto Speciale di Autonomia che ricordiamo essere una legge costituzionale.

Il 18 aprile, un altro evento di grande valore simbolico ha celebrato il suo settantesimo anniversario: il trattato costitutivo della CECA, la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, atto determinante per consolidare il percorso verso la futura Unione europea.

Due eventi importanti che ricorrono in un momento di grave crisi. Una crisi che quotidianamente mette a dura prova il ruolo delle singole Nazioni e dell’Unione europea.

Nei momenti di difficoltà il rischio di cercare scorciatoie e facili soluzioni è alto. In questi mesi non sono stati rari gli apprezzamenti a governi dittatoriali o autoritari, ad esempio Cina e Ungheria, per la loro capacità nella gestione della pandemia e delle campagne vaccinali. L’esercizio della democrazia è sicuramente più impegnativo e comporta la ricerca di compromessi. 

In Italia, forse in modo esasperato, si sono levate critiche in merito alla privazione della libertà.

L’insigne costituzionalista Sabino Cassese sostiene che i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri siano illegittimi ma le sue parole sono cadute nel vuoto. Viviamo una situazione in cui i diritti che si ritenevano inviolabili, garantiti, sono stati messi in discussione e osteggiati.

Mai come in questi dodici mesi, funzioni e competenze del Governo centrale e delle Regioni sono stati al centro di collaborazioni, confronti serrati e a volte scontri. Allo stesso modo, a livello europeo, la sfida al Covid ha evidenziato una coesione soprattutto nell’assunzione di scelte finanziarie, mentre l’assenza di una politica sanitaria comune ha visto ogni singolo paese adottare protocolli diversi che spesso hanno ingenerato confusione e hanno significativamente condizionato la realtà dei territori limitrofi.

Questi avvenimenti portano inevitabilmente a delle riflessioni. Nel corso di questa situazione straordinaria innescata dalla pandemia, abbiamo riscontrato per l’ennesima volta come la nostra autonomia necessiti di essere rafforzata. 

Purtroppo la crisi sanitaria ha avviato un fenomeno vergognoso di scarico di responsabilità. Lo stato confusionale delle strutture centrali, degli scienziati e dei vari responsabili ha disorientato la comunità e gli enti territoriali. Non abbiamo visto nessuna assunzione di responsabilità ma continui attacchi alle Regioni, autonome e ordinarie. Questo comportamento ha sminuito il ruolo delle Amministrazioni locali e le loro competenze al punto che, da più parti, si sono levate voci per modificare l’articolo 117 della Costituzione. 

Festeggiare oggi il 25 aprile significa ricordare la liberazione e la vittoria della democrazia sul fascismo ma nello stesso tempo esprimere la volontà di esercitare correttamente le nostre prerogative statutarie, figlie della resistenza e delle lotte dei nostri padri.

Per dare forza alla nostra posizione, per rivendicare le nostre legittime aspettative e per potere agire al più presto e con efficacia nel rilancio della nostra economia, tutti i Consiglieri regionali, al di là delle differenze ideologiche, devono fare fronte comune.

Alliance valdôtaine

I reduci e le staffette partigiane sono sempre meno, e la memoria orale, famigliare e intima che hanno tramandato nell’ultimo cinquantennio sarà inevitabilmente sostituita da una memoria storica, fatta esclusivamente di testi, video-interviste e musei.

La ciclicità della vita ha, inevitabilmente, il sopravvento su tutto e spetta a noi far sì che il #25aprile resti una festa di popolo, viva e vissuta, anche quando gli Ultimi e la loro testimonianza non ci saranno più.

I motivi per cui occorre festeggiare la resistenza e la lotta al nazifascismo sono tanti e sono sempre attuali.La nostra terra, che il fascismo l’ha subito, deve saper far memoria di ciò che hanno rappresentato il totalitarismo, il pensiero unico e la lotta alle diversità, che siano esse linguistiche, religiose, culturali o sessuali.

Être autonomiste, c’est être antifasciste. Sans liberté et sans autodétermination, on ne peut être pleinement autonome et sans l’autonomie notre région serait privée d’une grande partie de son ADN. Alliance Valdôtaine célébrera avec conviction le 25 avril et le fera parce qu’elle croit dans la liberté, la laïcité et l’autodétermination de chaque communauté.

Progetto civico progressista

Il dovere della memoria e della gratitudine nei confronti delle Madri e dei Padri della Repubblica che, con la Resistenza e il loro sacrificio, ci hanno consegnato la Democrazia cade, ormai per la seconda volta, in un periodo molto difficile della vita del Paese e della Valle d’Aosta.

76 anni fa scelte difficili, sacrifici e lutti, abbandoni, fatiche e sofferenze collettive furono alla base della rinascita del paese.

Oggi, in condizioni certo diverse e con alle spalle la solidità di un grande cammino di sviluppo sociale e democratico come quello dalla nostra Autonomia regionale, dei nostri enti locali, della Repubblica e della Costituzione Italiana e dell’Europa, di fronte alla tragedia della pandemia non possiamo non riconoscere quegli stessi sacrifici, fatiche e sofferenze nella vita di tante cittadine e cittadini.

Famiglie in lutto, economie a pezzi, perdita del lavoro, angoscia per il futuro, incertezza sono le esperienze che ormai proviamo tutte e tutti in una Regione, come la nostra, particolarmente provata dalla crisi sanitaria, economica e sociale.

Ecco allora che l’esercizio del “ricordare” la Liberazione, che non è mai stato per noi una semplice celebrazione, assume ancor di più il significato originale: insieme è possibile lottare e riscattare un futuro migliore. 

È possibile ritrovarci, come allora, uniti per la libertà, rendendo sempre più marginali i distinguo di coloro che, per dividerci, esitano nel condannare apertamente la dittatura fascista o alimentano sospetti, ambiguità, falsità e discredito senza assumersi responsabilità vere.

Ricordare è essenzialmente “riportare al cuore”, fare della memoria storica il motivo per agire nel presente e sul futuro. Non c’è vera memoria senza spinta al cambiamento.

Ricordiamo le Madri e i Padri della nostra Repubblica che con le loro scelte e azioni hanno costruito la Democrazia e il Paese che conosciamo.

Prendiamo esempio da loro per uscire più forti e solidali da questa crisi ridando lavoro, sicurezza e futuro, a noi, e ai nostri figli.

Pour l’autonomie

È con un rinnovato senso di responsabilità che dobbiamo festeggiare il 25 aprile, ricordando e ritrovando lo spirito, l’entusiasmo e l’esigenza di libertà, di unità e di fiducia che nell’aprile del ’45 pervadeva in tutti coloro che hanno creduto nella Liberazione.

I principi ispiratori di quella lotta, propria di chi voleva costruire un futuro migliore per i propri figli e per la propria comunità, così vivi sul territorio valdostano, devono essere ancora oggi i valori dai quali partire per far fronte al difficile momento sociale che stiamo vivendo. 

È oggi più che mai necessario prendersi cura degli ideali di libertà, di giustizia, di solidarietà e di uguaglianza, attraverso il mondo della scuola, così come attraverso i gesti della quotidianità.

I rappresentanti di Pour l’Autonomie ritengono che il 25 aprile e la celebrazione dell’anniversario della Liberazione debbano quindi essere un momento di riflessione e di riscoperta della necessità di vivere ed agire, cittadini ed amministratori, sulla strada della giustizia e dell’uguaglianza, difendendo il diritto di ognuno di esprimersi e di essere libero. Il miglior modo per rendere omaggio a chi per la nostra libertà ha sacrificato la propria vita.

Alberto Bertin, presidente del Consiglio Valle

Il 25 aprile è uno dei nostri simboli di libertà, ma è anche emblema di rinascita, di speranza, di fiducia.

Il 25 aprile ci ricorda che da una situazione drammatica si può uscire, se c’è la forza di resistere da parte di tutti. 76 anni fa, dalla resistenza e dalla lotta al nazifascismo è nata la nostra democrazia. Oggi come allora, dobbiamo avere la capacità di indirizzare le forze nel resistere, con un rinnovato senso di solidarietà e di rispetto per la libertà degli altri, in modo da poter uscire dalla pandemia che ci sta condizionando e ripartire. È questo anche il modo migliore per omaggiare la memoria di chi ha combattuto e sacrificato la propria vita per assicurare una rinascita.

Erik Lavevaz, presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta

Il 25 aprile non è una semplice ricorrenza, né la mera celebrazione di un passato eroico: è l’occasione per ciascuno di noi di caricarci sulle spalle uno zaino pieno di responsabilità e di ispirazione. Quel nostro passato ci dà un esempio chiaro di che cosa significhi ricostruire, ripartire: è inevitabile creare un parallelo tra ciò che i valdostani sono chiamati a fare oggi e quello che hanno dovuto compiere dopo il fascismo e la guerra. La storia della Valle d’Aosta e dell’Italia repubblicana ci insegna come la nostra società abbia in sé grandi forze, che nascono dall’intreccio tra l’esperienza e l’entusiasmo: la festa della Liberazione è un’opportunità, per tutti noi, per trovare la forza di fare le scelte giuste e il coraggio di guardare al futuro e di costruirlo migliore del presente.

Pubblicato / aggiornato il 25/04/2021 alle 00:01
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Categoria: Politica e Amministrazione