Flash mob ad Aosta: Milleret e Boniface si difendono e Lavevaz annuncia sanzioni
(©Luca Pupolin) -
Il flashmob non autorizzato a favore della cultura di sabato 1° maggio 2021
Sabato 1° maggio 2021, una trentina di musicisti si sono ritrovati in piazza Chanoux, ad Aosta, per dar vita a un flash mob non autorizzato a sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo. Hanno suonato e cantato la canzone Danser encore. Molta gente si è fermata ad ascoltarli e a ballare con loro. E, sui social, numerose persone sono insorte perché non sono state rispettate le norme sanitarie.
Fra i partecipanti, anche Philippe Milleret che, domenica 2 maggio, ha spiegato su Facebook: «È nato tutto spontaneamente. Se poi le persone di fermano, hanno voglia di cantare, c’è chi ha voglia di ballare, c’è chi non ha la mascherina, ma che cosa ci possiamo fare? È colpa nostra che abbiamo deciso di suonare e c’è stato un assembramento?».
Abbiamo sentito telefonicamente Rémy Boniface, che ci ha detto: «Ci siamo sentiti telefonicamente e accordati per far un momento di musica in piazza Chanoux, non un concerto del 1° maggio. La gente si è riunita ad ascoltarci ma non stava a noi dir loro di separarsi o di indossare la mascherina. Poi abbiamo pensato di andare anche in piazza Arco d’Augusto. Lungo il tragitto, la gente ci ha seguito ma non era un corteo non organizzato».
La reazione del prefetto
Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta è intervenuto su quanto accaduto, con una nota diffusa il 2 maggio.
«Il fondamentale diritto a manifestare e ad esprimere la propria opinione – dichiara Erik Lavevaz – non può essere lo strumento per violare le regole. Le immagini di quanto accaduto in piazza Chanoux sono un’offesa verso gli sforzi fatti da tutti i Valdostani che rispettano le regole per permettere alla nostra regione di ritrovare normalità.
L’insofferenza per le tante limitazioni alla nostra libertà personale è comprensibile ma, di certo, non giustifica gesti che non solo possono essere pericolosi per il contagio, ma alimentano anche l’idea che le misure di distanziamento siano inutili o superflue. La soluzione arriverà con la campagna vaccinale, sulla quale abbiamo molto investito, ma non possiamo permetterci leggerezze fino a quando la popolazione non sarà messa al sicuro. I dati del contagio in Valle d’Aosta sono comunicati giorno per giorno, proprio per permettere a tutti di cogliere quanto l’emergenza sia ancora in corso: agire come se questo non esistesse è dannoso e irrispettoso dell’impegno della nostra comunità e di chi vede limitato il diritto al lavoro.
In questi mesi, le ordinanze regionali hanno messo in campo aperture che adattano le limitazioni nazionali alla specificità del nostro territorio: queste però sono possibili solo se tutti i Valdostani si assumono una responsabilità comune.
Le violazioni saranno sanzionate a termini di legge. Nei prossimi giorni ci incontreremo nuovamente con le forze dell’ordine e con il sindaco di Aosta, per valutare la situazione e le linee di intervento. I controlli però devono necessariamente essere accompagnati dall’azione di ognuno di noi, fondata sul rispetto reciproco e sulla certezza che solo insieme possiamo uscire da questa terribile situazione».
Pubblicato / aggiornato
il 02/05/2021 alle 18:01
Categoria:
Cronaca