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Assemblea Adava: servono aiuti e un rilancio di sistema

Assemblea Adava: servono aiuti e un rilancio di sistema (©bobine.tv) - L'assemblea Adava del 6 maggio 2021

Giovedì 6 maggio 2021, si è riunita l’assemblea dell’Associazione albergatori e imprese turistiche turistiche Valle d’Aosta (Adava) per analizzare, a un anno dal primo lockdown, il contesto economico causato dalla pandemia e dalla chiusura forzata delle attività ricettive. Secondo i dati dell’Osservatorio turistico valdostano, sul territorio si contano 1.200 strutture ricettive. Prima della pandemia, la Valle d’Aosta registrava 3,6milioni circa di presenza annuali; da marzo 2020 il settore estivo ha subito un crollo del 65%.

In apertura, il presidente della Camera di Commercio Nicola Rosset ha spiegato che «già dai primi ristori, ci si è resi conto della necessità di offrire capacità di intervento a tutte le aziende in difficoltà. Un altro punto chiave su cui occorre focalizzarsi riguarda le esigenze concrete del turismo post pandemia. Serviranno un lavoro sinergico, che non escluda nessuno, e un accesso al credito rapido e a lungo termine per riuscire a centrare questi obiettivi».

La parola è poi passata al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Erik Lavevaz: «stiamo ancora lottando con il Covid-19 ma vediamo la luce alla fine di questo tunnel. Quindi, abbiamo l’urgenza di trovare una stabilità a livello sanitario e dobbiamo imparare, almeno per qualche anno, a convivere con questo virus». Ha infine annunciato che, entro il 7 maggiom sarà approvato il Decreto Sostegni.

È seguito l’intervento del presidente dell’Adava, Filippo Gérard: «Il 19 febbraio è una ferita che rappresenta il momento in cui sono venuti meno, da parte dello Stato centrale, il rispetto per il lavoro e per il particolarismo delle Regioni alpine. Lo sci e il concetto di vacanza sono stati trattati come prodotti quasi criminali, come nostri capricci. Quello che è accaduto ha contribuito ad aumentare il divario tra le comunità di montagna e lo Stato centrale. Le regole di Roma continuano a essere di difficile comprensione e ne è un esempio la possibilità di riaprire le attività di ristorazione solo all’aperto, dimenticando che le condizioni climatiche dei territori di montagna non lo permettono ancora».

Gérard ha poi proseguito analizzando la situazione dei ristori destinata al comparto. «Non possiamo non sottolineare la delusione per gli irrisori ristori ricevuti sino a oggi. Erogati ad aprile 2021 ma riferiti al 2020.
Il decreto ristori, con 4 mesi di ritardo, ha indennizzato le perdite del 2020 con sostegni inadeguati. Basti pensare a colleghi con perdite di fatturato di 300mila euro circa che hanno ricevuto 9mila euro circa di indennizzi». Ha poi portato l’esempio della Francia che ha indennizzato le attività turistiche gravemente colpite dalla crisi mese per mese: «la Francia, che ha sicuramente un prodotto interno lordo più elevato del nostro e un debito pubblico inferiore, ha avuto un approccio completamente diverso dall’Italia». Gérard ha chiarito che i ristori devono essere visti come mezzo per preservare il tessuto sociale e imprenditoriale. «Al Governo regionale, da otto mesi chiediamo aiuti, sostegni, ristori e contributi. Purtroppo, a oggi, non abbiamo ancora ricevuto nulla».

La riflessione si è poi spostata sulla legge dei mutui di Finaosta, in particolare sul provvedimento di sospensione delle rate da cui sono stati escluse le aziende che si trovavano in maggior difficoltà. «È stata modificata in corsa una legge che, un anno fa, prevedeva il rinvio dell’intera rata di mutuo per tutti, indipendentemente dal merito creditizio. La sospensione delle rate di mutuo è, per il nostro settore, una questione di sopravvivenza. Abbiamo rivisto il piano finanziario alla luce della modifica attuata a questa legge, aggiungendo così una quota interessi non prevista, perché pensavamo che le rate del mutuo fossero sospese fino al 2022. Purtroppo, però, circa 49 aziende valdostane non potranno sospendere le rate. Ci auguriamo che Finaosta torni a essere una Ferrari da Formula 1 per la nostra economia. A livello regionale, le maggiori risorse dovranno essere destinate al comparto turistico nella sua interezza. Non chiediamo aiuti per coprire l’utile» ha spiegato Gérard.

Affrontando la questione del Fondo ristori per la Montagna, il presidente Adava ha affermato: «a livello nazionale, il Fondo non ha ancora trovato una collocazione precisa per quanto riguarda le finanze delle nostre aziende. Anche su questo, permettetemi di evidenziare che siamo stati penalizzati per una mancanza della politica. Così come avvenuto l’anno scorso per la città di Aosta, che si è vista escludere da un importante contributo economico statale destinato ai centri storici per non aver raggiunto un certo parametro di presenze turistiche ufficiali. Anche con il Fondo ristori destinati alla Montagna, le risorse per la Valle d’Aosta saranno inferiori rispetto a quelle che ci spetterebbero, perché sono state ripartite tra le diverse regioni alpine e province autonome in proporzione alle presenze turistiche ufficiali. A differenza della maggior parte delle altre Regioni, infatti, non siamo ancora riusciti ad approvare una norma regionale che disciplini gli affitti turistici brevi e che imponga, per esempio, la registrazione delle presenze ai fini Istat e il pagamento dell’imposta di soggiorno».

Gérard ha poi concluso la sua riflessione chiarendo le aspettative del comparto: «ci auguriamo che cogliate questa opportunità per dimostrare che il turismo interessa davvero la Valle d’Aosta, ritenendolo un asset strategico per il benessere, lo sviluppo economico di questo territorio».

L’assessore al Turismo della RaVdA Jean-Pierre Guichardaz è intervenuto, spiegando: «la vostra categoria è stata quella che ha ricevuto meno imposizioni ma che, alla fine, a causa delle restrizioni di contorno, ha subito gravi danni. Questa apparente deroga rispetto alle chiusure totali imposte alle altre attività ha generato molte più perdite che benefici, nella maggior parte dei casi. Apparentemente, avete potuto scegliere di tenere aperto ma in uno scenario di guerra. La Regione autonoma Valle d’Aosta ha cercato di fronteggiare la situazione con le leggi ristoro e con le ordinanze».

Analizzando i sostegni per il settore turistico, Guichardaz ha poi spiegato che, oltre alle misure nazionali, sono previsti altri sostegni: 200 milioni di avanzo accertato, di cui 15milioni di euro accantonati dalle minori entrate, che quindi danno un avanzo disponibile pari a 185milioni di euro. 65-70 milioni di euro saranno destinati ai ristori Covid. Saranno 70-73 i milioni di euro provenienti dal Fondo ristori per la Montagna. 28-29 milioni di euro circa saranno poi destinati alle imprese turistiche, 4 milioni di euro ai maestri di sci e 40 milioni di euro circa per gli impianti di risalita. Ha anche aggiunto che la legge Covid prevede l’istituzione di una struttura ad hoc, finanziata in parte con gli avanzi d’amministrazione, per far funzionare la quale l’Amministrazione regionale prevede l’assunzione di nuovi soggetti.

I lavori si sono conclusi con un dibattito tra le Istituzioni e l’Adava.

Cristina Rore, delegato Adava di Châtillon, ha chiesto chiarimenti riguardo alle misure sanitarie programmate, affinché le possibilità di contagio abbiano il minor impatto sulle strutture ricettive. L’assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse ha rimarcato l’importanza della vaccinazione: «dopo la cura dei cittadini, il maggior impegno della sanità valdostana è l’impegno alla vaccinazione. La VdA è quella che ha usato l’84% dei vaccini disponibili. Per quanto riguarda altri tipi di provvedimenti, stiamo organizzando alcuni centri su tutto il territorio valdostano, dove sarà possibile effettuare tamponi gratuiti».

Giorgia Vigna Lasina, presidente Giovani Albergatori, ha chiesto delucidazioni riguardo ai benefici e le ricadute del Next Generation Plan. L’assessore agli Affari europei Luciano Caveri ha illustrato: «ci troviamo di fronte a un impegno gravoso. I fondi, a livello italiano, ammontano a 191 miliardi di euro fra cifre stanziate in sovvenzioni e prestiti, a cui si aggiungo altri 40milioni di euro di fondi complementari. Nel mese di ottobre 2020, abbiamo spedito a Roma 51 progetti che toccano più o meno tutti i settori. Dobbiamo capire come saranno gestiti questi fondi che, tra l’altro, sono da spendersi entro il 2026. L’Italia ha deciso di investirli nella digitalizzazione, competitività e cultura, salute e nell’ inclusione sociale».

Matteo Zanetti, delegato Adava del comprensorio di Cervinia ha affermato: «l’ultimo provvedimento riguardante Finaosta prevede sia la non possibilità di interrompere la quota parte di interessi sia quella di non poter ottenere la sospensione delle rate nemmeno per la parte in conto capitale. Così gli albergatori già in difficoltà sono ulteriormente penalizzati. Domando quindi perché la legge approvata nel marzo 2020 sia stata cambiata e se sia possibile pensare a una rinegoziazione del debito». L’assessore alle Finanze della RaVdA, Carlo Marzi, ha replicato: «nel momento in cui abbiamo dovuto occuparci della legge 5/2021 abbiamo deciso di occuparci delle 98% delle pratiche iniziali e fare un ragionamento diverso in merito al 2% delle pratiche a credito deteriorato. In totale, l’86% delle pratiche è attualmente nella possibilità di sospendere le rate del mutuo. Abbiamo dovuto tracciare una linea rossa rispetto all’interlocuzione consiliare della nostra finanziaria. Inoltre abbiamo voluto riattivare un rapporto diretto con il settore alberghiero, per permettere di avviare un percorso che porti alla normalità. Non dobbiamo tralasciare la possibilità, per Finaosta, di spostare la durata del mutuo, fino a un massimo di 5 anni».

Camillo Rosset, vicepresidente Adava, ha detto: «con la legge regionale 8/2020, erano stati previsti contributi per l’acquisto di prodotti agricoli. Mi domando se vi sia la volontà, da parte dell’Amministrazione regionale, di replicare questa misura». L’assessore all’Agricoltura della RaVdA Davide Sapinet ha illustrato: «quella del voucher può essere una soluzione sia per il settore turistico sia per quello agricolo. Stiamo definendo i dettagli. Ritengo sia importante dare una continuità anche negli anni, per diffondere una cultura del territorio».

Ilaria Sonatore, rappresentante bed&breakfast ha dichiarato: «Al G20 del Turismo, il nostro presidente del Consigli, Mario Draghi ha annunciato che è giunta l’ora di prenotare le vacanze in Italia. Dobbiamo rimarcare che c’è chi ha capacità maggiore di noi d’intercettare i turisti e la concorrenza, dopo sei mesi di stop, sarà ancora più agguerrita. Qual è la strategia di rilancio del territorio valdostane, quali sono le risorse stanziate?» L’assessore Guichardaz ha spiegato: «per fare un esempio, l’organizzazione del Trentino non è solo a carico della Provincia ma vi sono forme di collaborazioni fra pubblico e privato che vanno nella stessa direzione. in VdA, al contrario, sono state fatte scelte diverse. Occorre lavorare tanto sul marchio, sulle strutture, sull’organizzazione, sulla comunicazione. Prima dobbiamo lavorare sul prodotto Valle d’Aosta e, in un secondo momento, sul marchio Valle d’Aosta. Nel frattempo, stiamo mettendo in campo iniziative promozionali, lavorando molto sul mercato italiano e di prossimità (Svizzera, Francia, Belgio, UK, Germania). Abbiamo anche iniziato con una serie di spot e di programmi tv per lanciare l’immagine del nostro territorio. Stiamo facendo una campagna pubblicitaria per l’offerta sportiva e culturale».

A conclusione dell’Assemblea, il presidente Gérard ha chiesto all’assessore allo Sviluppo economico della RaVdA Luigi Berthschy quali siano gli aiuti messi in atto dalla RaVdA. Questi ha spiegato che, da poco, è stato approvato il Piano politiche del Lavoro con cui saranno definite le strategie per il lavoro, la formazione e lo sviluppo. «Eravamo convinti di rilanciare con la legge 8 ma questo entusiasmo è durato poco perché, nell’autunno 2020, ci siamo ritrovati a fronteggiare l’ondata autunnale pandemica. Le scelte fatte allora vanno riverificate in un’ottica differente. Ci stiamo confrontando per definire la legge Aiuti Covid 2021 e alcune azioni riguarderanno la parte operativa del Piano politiche del Lavoro, sperando che gli investimenti abbiano ripercussioni concrete sull’occupazione. Le azioni che dobbiamo effettuare devono permettere di dare, in breve tempo, risposte che guardino al medio-lungo termine».

Pubblicato / aggiornato il 06/05/2021 alle 18:57
Categoria: Economia e Lavoro