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FdI chiede le dimissioni di Barmasse, Pap e AduVdA il ritorno alla sanità pubblica con i concorsi

FdI chiede le dimissioni di Barmasse, Pap e AduVdA il ritorno alla sanità pubblica con i concorsi (©Consiglio Valle) - Roberto Barmasse

Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, venerdì 7 maggio 2021, dopo aver appreso che nell’elenco delle persone assunte dall’Ausl VdA con contratto di somministrazione vi sarebbero anche la figlia dell’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta e il suo fidanzato, chiede le dimissioni di Roberto Barmasse.

In una nota, il coordinatore Alberto Zucchi afferma: «La voce sulla quale Fdivda ha chiesto chiarimenti è pertanto diventata una notizia.
A quella che riteniamo essere stata una negativa gestione dell’emergenza sanitaria, priva di una seria programmazione atta a fronteggiarla e culminata con il posizionamento della nostra regione come unica in Italia in zona rossa, si aggiunge questo improvvido evento che rientra nella sfera della totale inopportunità politica, resa ancora più evidente dalla crisi pandemica in corso. 
Riteniamo pertanto che l’assessore Barmasse debba prendere coscienza della situazione venutasi a creare e, con un sussulto di dignità, rassegni le proprie immediate dimissioni porgendo le scuse ad una comunità a cui non può esimersi di rendere conto
». 

Potere al popolo

Potere al popolo, in una nota, dice di aver appreso «con sgomento» la notizia delle indagini in corso da parte della Digos, entrata nell’Ospedale regionale Parini per acquisire documentazione sui lavoratori interinali: «non possiamo non stigmatizzare una situazione che continua a perdurare sin da prima dell’avvento della pandemia: la precarizzazione del lavoro all’interno del servizio sanitario regionale. Precarizzazione che trova nelle agenzie interinali e negli appalti a loro affidati dall’ente pubblico, parliamo di decine di milioni di euro, la sua massima espressione».

Potere al popolo ritiene che «quando il ricorso a questo metodo di organizzazione del lavoro raggiunge una tale cifra di denaro pubblico e una tale quantità di lavoratori impiegata, non possa essere considerato e giustificato come straordinario e temporale». E ciò perché «Il ricorso alle agenzie interinali, oltre che a costare di più (sennò dove starebbe il guadagno di un intermediario?) permette anche una indubbia compressione dei diritti dei lavoratori. Inoltre, se già non bastasse, questo metodo facilita intrinsecamente la “preferenza” della committenza verso un lavoratore piuttosto che ad un altro. Se poi si aggiunge pure un punteggio di accredito in caso di concorso pubblico, ecco che il pacchetto di servilismo a norma di legge viene servito».

Potere al popolo aggiunge, ritenendolo un’aggravante, che «tutto questo avviene mentre altri lavoratori stanno scioperando perché da mesi sono lasciati senza stipendio. Ci riferiamo al personale della azienda Sirio spa, vincitrice dell’appalto dei bar dei nostri ospedali regionali».

L’alternativa suggerita è «un ritorno completo ad una sanità pubblica e di qualità. Che sia sempre al servizio dei cittadini e non dei privati o del potente di turno».

AduVdA

Ambiente, diritti, Uguaglianza Valle d’Aosta commenta che, al di là della questione giudiziaria, «Resta la questione etica, per cui, in una Valle d’Aosta sfigurata dalle clientele, sarebbe opportuno evitare assunzioni di familiari di politici, senza una procedura concorsuale. Come diceva Borsellino: non bisogna solo essere onesti, ma apparire onesti. Resta la gravità di una sanità pubblica stravolta da tagli al personale e fondata sul precariato dei lavoratori costretti al lavoro in affitto. In questo caso, il responsabile non è l’attuale assessore, ma Baccega e i suoi predecessori. Ora, però, si proceda senza indugi ai concorsi e, ove possibile, alle stabilizzazioni del personale».

Rinascimento Valle d’Aosta

Rinascimento Valle d’Aosta vuole «rimarcare un dato, ossia 10,5 mln di euro di lavoro somministrato comprato da Ausl VdA nel 2020, elemento che presenta i seguenti evidenti punti critici:

  • non stabilizza (spesso sono mesi estemporanei);
  • costa fino al 48% in più di un contratto di assunzione diretto (apprendistato, tempo determinato o tempo indeterminato) – elemento già oggetto di segnalazione da parte della Corte dei Conti;
  • non consente un percorso di crescita professionale pianificato;
  • svincola dall’organizzazione gerarchica da parte del reale Ente per cui si lavora, con un effetto di allontanamento dalla missione aziendale e conseguente demotivazione». 

Conseguentemente sostiene che «non è accettabile la scusa Covid per ogni inefficienza, in questo caso per non fare i concorsi e le procedure di assunzione previste».

AuslVdA chiarisce sul personale somministrato

L’Azienda Usl della Valle d’Aosta è stata sollecitata da più fronti a chiarire le proprie scelte in merito alle procedure di acquisizione di personale in regime di somministrazione.

Per mezzo di una nota diffusa il 6 maggio 2021, spiega che l’esigenza di acquisire personale somministrato deriva dalla necessità di garantire l’erogazione dei servizi essenziali di assistenza, attraverso la piena operatività delle proprie strutture anche per la gestione dell’attuale emergenza pandemica.

È in essere un contratto di servizi,  aggiudicato attraverso una gara europea, con un raggruppamento temporaneo di imprese (che è il datore di lavoro del personale). La procedura per la formalizzazione dell’attivazione del contratto di somministrazione, nel rispetto del capitolato di gara, è contenuta in un apposito regolamento pubblicato sul sito intranet aziendale.

Si procede a seconda del fabbisogno di personale, per singoli profili e qualifiche, sulla base delle graduatorie di concorso esistenti e  della programmazione dei concorsi da bandire.

Nella somministrazione sono coinvolti tre soggetti, con l’agenzia di somministrazione che è intermediario tra lavoratore e impresa/ente utilizzatore. Il rapporto è regolato da due contratti: uno di somministrazione fra l’intermediario e il datore di lavoro; uno fra l’intermediario e il lavoratore.

La ricerca, la selezione e l’assunzione del lavoratore competono esclusivamente all’Agenzia di somministrazione. 

Pubblicato / aggiornato il 07/05/2021 alle 08:30
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Categoria: Politica e Amministrazione