Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato per la scuola di Chesallet
(©comune.sarre.ao.it) -
La scuola Octave Bérard di Chesallet
Il Comitato Salviamo la scuola dell’infanzia di Sarre Chesallet ci ha inviato una lettera, chiedendone la pubblicazione.
«La chiusura di una scuola dell’infanzia è una sconfitta per tutti noi. In un periodo in cui l’Italia registra un tasso di denatalità inquietante, la possibile decisione di chiudere quello che, fino a pochi anni fa, era stato definito un fiore all’occhiello del comune, pare quanto mai insensata.
Anni fa è stata chiusa la scuola primaria di Chesallet, ma fu assicurato che la scuola dell’infanzia, edificio completamente ristrutturato, sarebbe rimasto aperto, per mantenere viva la comunità.
La dirigente scolastica ha comunicato che per il prossimo anno si prevede l’apertura di soli 5 sezioni di scuola dell’infanzia, e di attivarne due a Sarre capoluogo, due al Montan ed una sola a Chesallet, nonostante quest’ultimo sia il plesso con maggiori iscrizioni, nello specifico Chesallet 31 bambini, Montan 27 e Sarre capoluogo 30 (dati aggiornati a fine aprile). Questo è solo il primo passo verso la chiusura definitiva del plesso.
Pensiamo che le modalità con cui si sia intrapresa la decisione, da parte del Comune con il sostegno dell’istituzione scolastica J. B. Cerlogne, di chiudere il plesso O. Bérard, sia stata affrettata e abbia mancato di rispetto alle famiglie e ai loro bambini, in quanto hanno lasciato che questi si potessero iscrivere per poi non essere accettati. Inoltre non si darà modo nell’a.s 2022/2023 ai bambini rimasti di terminare un ciclo educativo con continuità didattica e sociale, venendo smistati negli altri plessi del comune.
Chesallet, scuola di eccellenza, è frequentata dai bambini provenienti dal comune di Sarre per la qualità della didattica (50% in lingua francese, con momenti dedicati anche al patois e all’inglese) e per il coinvolgimento e attaccamento al territorio, con la partecipazione anche dei nonni per l’orto scolastico e per la collaborazione di più aziende agricole del comune.
Chiudere una scuola in questo periodo di emergenza sanitaria, che ha duramente colpito il mondo intero, sembra pertanto insensato. Una decisione che non sembrerebbe tener conto del benessere delle future generazioni e guardare alla qualità di un servizio veramente efficiente. Per non parlare dei fondi pubblici investiti».
Il Comitato ha anche lanciato una petizione on line.
Pubblicato / aggiornato
il 11/05/2021 alle 10:23
Categoria:
Politica e Amministrazione