Avati assolto perché il fatto non sussiste
Lunedì 1° luglio, Domenico Avati, 55 anni, dipendente del Casino de la Vallée SpA è stato assolto dall’accusa di corruzione elettorale.
La sentenza
Al termine del rito abbreviato, il giudice Davide Paladino ha accolto la richiesta dei suoi difensori Corinne Margueret e Alessandra Fanizzi. Le indagini, condotte dal sostituto procuratore Luca Ceccanti e conclude nel dicembre 2018, portavano a ipotizzare che l’accusato avesse offerto utilità in cambio di voti ed effettuato pressioni a fini elettorali nell’ambito del luogo di lavoro.
Non hanno però trovato conferme testimoniali da parte delle persone che s’ipotizzava potessero aver ricevuto promesse di vantaggi nel caso in cui avessero dato la loro preferenza all’imputato in occasione delle elezioni 2018 per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, quando Avati era candidato nella lista dell’Union valdôtaine. Egli avrebbe sì chiesto il loro voto ma questo non è da considerarsi condotta illecita. Non ha dato risultati accusatori neppure l’indagine interna condotta da Casino de la Vallée SpA. L’ipotesi accusatori è dunque risultata priva di riscontro probatorio.
Le indagini
Nella mattinata di lunedì 28 maggio 2018, i Carabinieri della Compagnia di Châtillon avevano effettuato perquisizioni nella residenza e nel domicilio aostano di Domenico Avati.
L’azione è stata decisa in seguito alle informazioni acquisite nell’ambito di un’altra indagine: la Do ut des (che ha portato all’arresto del responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Valtournenche e a una serie di altre misure cautelari e denunce).
Pubblicato / aggiornato
il 28/05/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
