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Corte costituzionale: RaVdA deve concorrere al sistema sanitario nazionale; Trento e Bolzano no

Corte costituzionale: RaVdA deve concorrere al sistema sanitario nazionale; Trento e Bolzano no

Con la sentenza 103, depositata il 23 maggio, la Corte costituzionale si è espressa in relazione ad alcune disposizioni della legge statale di bilancio del 2017, impugnate dalla Regione autonoma Valle d’Aosta perché vi si richiedeva un ulteriore contributo alla spesa sanitaria.

I giudizi di legittimità erano stati promossi dalla Valle d’Aosta, dalla Regione Veneto, dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Regione autonoma Sardegna, dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione Siciliana.
Le norme impugnate stabiliscono il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e le modalità attraverso cui le Regioni e le Province autonome concorrono al medesimo per le quote di loro spettanza, in vista del raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. 
La Valle d’Aosta provvede al finanziamento del proprio servizio sanitario autonomamente, cioè senza oneri a carico del bilancio statale e ha sostenuto che una richiesta di contributo non potesse essere avanzata dal Ministero della Salute in assenza di intesa. Un’intesa che la norma aveva previsto dovesse essere sottoscritta non oltre il 31 gennaio 2017, cioè entro un mese esatto dall’entrata in vigore della legge impugnata.
L’avvocatura dello Stato ha sostenuto che è previsto che anche le Autonomie speciali realizzino un risparmio sulla spesa sanitaria.
La sentenza definisce le motivazioni che hanno indotto la Valle d’Aosta a ricorrere basate su un “presupposto interpretativo che appare non rispondente alla lettera ed alla ratio delle disposizioni impugnate, con conseguente non fondatezza delle censure prospettate“.
Diversa la situazione della Regione Trentino Alto Adige e della Province autonome di Trento e Bolzano che hanno sottoscritto accordi con il Governo nel 2014, che definiscono i rapporti finanziari sino al 2022. La Corte ha escluso la possibilità di modifiche peggiorative, “salvo esigenze eccezionali di finanza pubblica e per importi predeterminati già nelle clausole del patto“.
La sentenza è stata commentata favorevolmente dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, che ha detto: “Sono particolarmente soddisfatto, perché si tratta di una sentenza pilastro per l’autonomia finanziaria della Provincia. Mentre i patti finanziari stipulati dalle altre autonomie speciali non hanno scongiurato l’imposizione di ulteriori contributi alla finanza pubblica, il nostro patto di garanzia ha tenuto all’esame della Consulta“.
Una sentenza dche conferma la debolezza della Valle d’Aosta nella trattativa finanziaria con Roma“, ha invece dichiarato il il consigliere regionale di Mouv’ Elso Gerandin, che ha aggiunto “Questo conferma quanto da noi più volte detto in Consiglio e cioè che è mancata una volontà politica ad Aosta come nel comportamento dei parlamentari valdostani precedenti di trovare una soluzione negoziata e di lungo periodo a difesa dell’Autonomia finanziaria valdostana con prelievi statali che hanno usato i nostri soldi come un bancomat”. A suo parere occorre “intervenire senza indugio per modificare la situazione“.

Pubblicato / aggiornato il 25/05/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione