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The Families of Man

Fino a domenica 10 ottobre 2021, è stata aperta al pubblico al Museo archeologico regionale di Piazza Roncas, ad Aosta, la mostra The Families of Man.

Il progetto espositivo, a cura di Elio Grazioli e Walter Guadagnini, ha raccontato i grandi temi dell’uomo e della società degli ultimi decenni. «Attraverso le immagini ripercorriamo il periodo che va dalla caduta del muro di Berlino, che ha segnato la fine di numerose questioni (1989), al 2020, anno dello scoppio della pandemia Covid-19» ha spiegato Grazioli.

L’indagine da cui è scaturita l’esposizione ha dato vita, nel corso degli anni, a numerose letture: archetipo di tutte è la mostra fotografica The Family of Man ideata da Edward Steichen (1955, New York, MoMA) a cui il titolo del progetto di Aosta rimanda. Presentata in piena guerra fredda e dopo la Seconda Guerra Mondiale, The Family of Man fece il punto su di un’epoca di cambiamento e fu pensata per celebrare la dignità umana. 

Il progetto rifletteva l’impostazione della mostra degli anni Cinquanta in chiave esplicitamente sociale, a partire dagli eventi culturali, politici, tecnologici che hanno determinato la formazione del mondo di oggi. L’esposizione, guardando a quel modello leggendario in un contesto storico e culturale radicalmente diverso, ha organizzato la narrazione intorno a due assi portanti: cronologico (1989-2000; 2001-2019; 2020) e tematico (la fine della modernità; il mondo connesso; la pandemia), per dare vita a un racconto per immagini dei più significativi sviluppi della società tra fine Novecento e primi decenni del Duemila, a partire dal cambiamento dell’immagine dell’uomo e di ciò che lo circonda.

Le opere di oltre 50 fotografi italiani hanno composto un grande affresco sulla contemporaneità storica, sociale, economica, ambientale degli ultimi trent’anni: a partire dalla caduta del muro di Berlino, fino agli eventi legati al fenomeno ancora in corso della pandemia, che ha iscritto il 2020 tra le date storiche dell’umanità. La scelta di presentare solo autori italiani intendeva evidenziare la peculiare interpretazione che la nostra fotografia ha dato di accadimenti di portata universale, svelando il continuo dialogo tra identità e globalizzazione. In mostra si alternano fotografie di cronaca a fotografie di ricerca, comprendendo tutti i generi, così da restituire tanto il clima del periodo quanto l’evoluzione del linguaggio fotografico, legato anche agli sviluppi tecnologici oltre che alla società che i fotografi vivono, descrivono e interpretano.

La mostra era accompagnata da un catalogo che, oltre ai saggi dei due curatori, comprende un testo di taglio storico di Silvia Paoli dedicato alla mostra di New York. Le sezioni fotografiche sono accompagnate da brevi scritti che trattano di società, diversità di genere, tecnologia, sperimentazione virtuale, religioni, ecologia nell’arco temporale degli ultimi trent’anni.

«La storia della tradizione umana è un succedersi di cesure temporali, di Storia e di storie. Questa mostra rappresenta la dualità umana, passando attraverso una moltitudine di sfumature, tra la vita e la morte, il bene e il male, e tanti altri opposti. Si tratta di una rappresentazione dell’essere umano in tutte le sue sfaccettature, uno spaccato della quotidianità» ha commentato l’assessore ai Beni culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta Jean-Pierre Guichardaz.

I fotografi in mostra

Gli artisti dell’esposizione sono: Marina Ballo Charmet, Gian Paolo Barbieri, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Sara Benaglia, Jacopo Benassi, Gianni Berengo Gardin, Silvia Bigi, Tommaso Bonaventura, Michele Borzoni, Francesco Bosso, Luca Campigotto, Alfa Castaldi, Vincenzo Castella, Francesca Catastini, Giacomo Costa, Nicolò De Giorgis, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Giorgio Di Noto, Mario Dondero, Luigi Erba, Irene Fenara, Gianni Fiorito, Pierluigi Fresia, Gabriele Galimberti & Paolo Woods, Andrea Galvani, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Francesco Jodice, Armin Linke, Nicola Lo Calzo, Alex Majoli, Tancredi Mangano, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Walter Niedermayer, Adrian Paci, Mattia Paladini, Paolo Pellegrin, Antonio Rovaldi, Paolo Roversi, Simone Schiesari, Ferdinando Scianna, Alberto Sinigaglia, Lamberto Teotino, The Cool Couple, Toni Thorimbert, Oliviero Toscani, Franco Vaccari, Carlo Valsecchi, Paolo Ventura, Massimo Vitali, Lorenzo Vitturi, Alba Zari, Michele Zaza.

Anche un artista valdostano in mostra

Mattia Paladini di Issogne che ha portato la fotografia Valtournenche 2020, selezionata all’interno del progetto Refocus 2020 del Mibact-Dgcc: «ho voluto cogliere un momento del primo lockdown da Covid-19, nella primavera 2020: un paesaggio immobile, silenzioso, in cui l’unica presenza vivente è costituita da due cavalli al pascolo. In primo piano anche la realtà che si è fermata: un cantiere lasciato a metà immerso in una natura silenziosa» ha spiegato l’artista.

Mattia Paladini
Mattia Paladini

Informazioni utili

L’allestimento è aperto tutti i giorni, dalle ore 9 alle ore 19.

Nel video le interviste a Mattia Paladini, Ezio Grazioli e Walter Guadagnini.

Museo archeologico: la mostra The Families of Man

Pubblicato / aggiornato il 01/02/2022 alle 17:18
Categoria: Cultura / Video