Ristoratore valdostano truffato per 100mila euro
(©Questura) -
La somma rinvenuta dalla Polizia a casa del presunto truffatore di un ristoratore valdostano
La Polizia di Stato ha effettuato un importante sequestro di denaro a un uomo ritenuto essere un truffatore seriale.
Il 50 enne, residente in Valle d’Aosta, con artifici e raggiri, avrebbe convinto un ristoratore a investire 100 mila euro in quella che gli sarebbe stata presentata come una grossa operazione finanziaria internazionale.
Il truffatore si è finto un esperto della finanza, millantando nei confronti dell’imprenditore rapporti con banchieri e manager, con la promessa di un investimento altamente remunerativo.
Affinché la truffa andasse a segno, il truffatore è accusato di aver messo in atto una strategia criminale capace di vincere eventuali resistenze del bersaglio. È diventato innanzitutto un cliente abituale del ristorante, isntaurando un rapporto di fiducia con il ristoratore. poi avrebbe lanciato l’esca, ingenerando nel truffato la convinzione che il truffatore avesse una capacità di spesa elevata, giustificata dalla remuneratività delle transazioni e speculazioni finanziarie operate. Ad accordo raggiunto, il ristoratore avrebbe consegnato 100 mila euro in contanti al truffatore, con la speranza di vedere fruttare il suo denaro, per dare respiro a un periodo di calo dei guadagni a causa delle restrizioni Covid 19.
La convinzione di essere stato truffato è maturata quando, alle richieste sull’andamento dell’investimento, il truffatore avrebbe risposto con giustificazioni generiche, attribuendo il ritardo a una poca reattività dell’economia internazionale. Insospettito, il ristoratore ha tentato avrebbe chiesto la restituzione del denaro, sentendosi rispondere che il recesso dall’operazione avrebbe comportato penali ingenti.
Il ristoratore, convinto di aver perso i propri soldi, ha denunciato i fatti in Questura.
Gli investigatori della Sezione Anti Rapina della Squadra Mobile hanno ricostruito il modus operandi del truffatore, riuscendo a raccogliere le dichiarazioni di altri imprenditori che erano stati avvicinati dall’indagato, con tentativi di truffe similari.
Nell’ambito del procedimento penale aperto dalla Procura di Aosta, seguito dal sostituto procuratore Manlio D’Ambrosi, è stata richiesta d’urgenza una perquisizione domiciliare dell’indagato, avendo fondato motivo di ritenere che il truffatore avesse ancora la disponibilità del denaro contante provento della truffa, da poter spendere all’occorrenza.
Dopo una minuziosa ricerca all’interno dell’appartamento dell’indagato, è sono stati rinvenuti 74 mila euro in contanti, divisi in 10 mazzette nascoste in barattoli, borsoni, dvd, sparsi per tutta casa.
L’indagato dovrà adesso rispondere di truffa aggravata dall’ingente danno patrimoniale cagionato alla persona offesa.
Pubblicato / aggiornato
il 25/06/2021 alle 17:43
Categoria:
Cronaca