Assegno unico per figli minori: anche ad autonomi e disoccupati
(Mani che sostengono una famiglia) -
A partire da giovedì 1° luglio 2021, sarà possibile richiedere l’assegno unico per i figli minori.
Nel dettaglio, potranno richiedere il beneficio coloro che non percepiscono assegni al nucleo familiare e hanno un reddito Isee fino a 50 mila euro. Avranno un contributo medio di 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.
Per chi oggi percepisce assegni familiari e detrazioni in busta paga, la situazione resta invariata fino a fine anno 2021. Da gennaio 2022 partirà, invece, la riforma dell’assegno unico universale che interesserà tutte le famiglie e ingloberà gli altri aiuti.
Le domande potranno essere presentate da giovedì 1° luglio sul sito dell’Istituto o tramite patronato.
La novità è che non sarà più necessario allegare la certificazione Isee, ma saranno sufficienti il codice fiscale dei figli e il codice Iban del proprio conto corrente.
Inoltre, non c’è una scadenza per fare domanda, ma chi presenterà la richiesta entro il 30 settembre 2021 potrà richiedere le mensilità arretrate. Le somme saranno, poi, versate sul conto corrente dell’interessato. In caso di affido condiviso dei minori l’assegno sarò accreditato al 50 per cento sull’Iban di ciascun genitore, altrimenti sarà corrisposto al genitore affidatario.
L’importo dell’assegno è progressivo e sale con l’abbassarsi dell’indice, partendo da un massimo 167,5 euro a figlio (217,8 se si hanno almeno tre figli) per chi ha un Isee fino a 7 mila euro, a un minimo di 30 euro (40 dal terzo figlio) per chi ha un valore di 50 mila. Dopo questa soglia non si ha diritto a nessun beneficio. L’importo dell’assegno è maggiorato di 50 euro in caso di figli disabili.
Anche le famiglie che già ricevono gli assegni familiari potranno fare domanda all’Inps per avere un’integrazione, in attesa dell’assegno unico. Per i lavoratori dipendenti l’assegno universale arriverà a gennaio 2022, ma è già possibile richiedere una maggiorazione per i nuclei con i redditi più bassi. A questi ultimi spetta un’integrazione di 37,5 euro per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di 55 euro per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli.
«La vera e propria novità dell’assegno unico è che potranno riceverlo anche i lavoratori autonomi, liberi professionisti, fino a oggi esclusi dagli assegni familiari e dalle detrazioni. L’unico requisito necessario sarà avere la residenza e pagare le tasse in Italia. Il diritto al beneficio scatterà al settimo mese di gravidanza, il suo importo sarà modulato in base all’Isee familiare, ma secondo le anticipazioni sarà tra i 50 e i 250 euro per figlio, e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d’imposta, a seconda della situazione lavorativa e reddituale dei genitori. Sarà inoltre diviso in parti uguali tra i genitori, e prevede una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili.
I genitori avranno diritto a ricevere l’assegno fino ai 18 anni di età di ogni figlio, ma l’aiuto potrà proseguire fino ai 21 anni e andare direttamente ai figli, su richiesta, se i ragazzi sono iscritti a un corso o all’università, fanno un tirocinio o hanno un lavoro a basso reddito, sono disoccupati o in cerca di una prima occupazione.
Pubblicato / aggiornato
il 28/06/2021 alle 10:06
Categoria:
Economia e Lavoro