Sindaci della Valdigne e Confcommercio contro il caro-Rav
La posizione della Valdigne
I Sindaci ribadiscono alcune riflessioni all’interno del dibattito complesso dei trasporti “che continua a rappresentare un nervo scoperto tutto valdostano” e precisano che “l’incremento della tariffa per l’anno in corso è da ritenere assolutamente inopportuno e dannoso per le comunità locali, per l’utenza, per tutto il sistema della Valdigne e non solo“.
I sindaci sottolineano, inoltre, le proprie forti preoccupazioni sul piano della sicurezza stradale, per il possibile incremento del traffico sulla SS26, per le conseguenze dell’indotto economico, oltre l’amarezza per la continua poca attenzione alle comunità locali e agli abitanti della Valle d’Aosta, “in particolare per coloro che non sono in possesso del telepass, che non possono continuamente essere vessati per un servizio fondamentale come la mobilità. E ancora, tale aumento penalizza, in un periodo economico già difficile per le famiglie, il traffico commerciale e turistico diretto verso la Valdigne”.
I sindaci apprezzano il mantenimento delle agevolazioni ma evidenziano come il tratto dell’Alta Valle rimanga uno dei più cari d’Italia. Annunciano dunque cge continueranno a portare avanti, in tutte le sedi politiche e istituzionali, queste criticità “per dare voce ai problemi della Valdigne e trovare soluzioni rispettose e sostenibili per l’intera comunità e per il sistema valdostano“.
La posizione di Confcommercio
Secondo Confcommercio, le Amministrazioni, gli enti e le associazioni private a tutela di esercenti, imprese e consumatori ma anche la società civile devono schierarsi “una volta per tutte e unitariamente contro i puntuali rincari delle tariffe autostradali applicati in Valle dalle società di gestione Rav e Sav“.
“Siamo apertamente contrariati e preoccupati – afferma il presidente Graziano Dominidiato – per le oscure dinamiche che determinano rincari che ogni anno si applicano automaticamente, senza che i gestori si preoccupino di confrontarsi almeno con le rappresentanze dell’utenza. Sarebbe molto più corretto e trasparente se minister dei Trasporti, Società traforo Monte Bianco-Sitmb, Anas insieme a Rav e Sav sedessero finalmente attorno a un tavolo per cercare soluzioni di introito più eque nel rispetto degli automobilisti residenti e delle realtà economiche, e sono tante, che in Valle d’Aosta vivono di commercio e di turismo”.
Confcommercio Valle d’Aosta ha anche qualche proposta, come l’installazione di cartelli stradali ad alto impatto visivo che, a Pont-Saint-Martin per chi sale in Valle e all’uscita dei trafori per chi vi entra da Francia e Svizzera, indichino con chiarezza i costi della tratta per ogni casello di uscita.
“Sarebbe anche indispensabile – aggiunge Dominidiato – frazionare i pagamenti delle diverse tratte (esempio Aosta Ovest, Morgex, Courmayeur sud) per facilitare turisti e viaggiatori”. Non sarebbero tuttavia “accorgimenti risolutori del problema, che sta diventando realmente oneroso per la comunità valdostana”.
Pubblicato / aggiornato
il 03/01/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione