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Riceviamo e pubblichiamo da Arcigay VdA

Riceviamo e pubblichiamo da Arcigay VdA (©bobine.tv) - La manifestazione, in piazza Chanoux ad Aosta, di sabato 15 maggio 2021 a sostegno del ddl Zan

Arcigay VdA ha inviato una lettera al senatore Albert Lanièce in merito alla proposta di legge Zan che ci ha chiesto di pubblicare:

«Ci rivolgiamo a Lei con questa lettera pubblica perché, dopo un quarto di secolo, finalmente è arrivato il momento che aspettavamo: ovvero, la discussione in Parlamento sulla proposta di legge Zan, che prevede misure di contrasto alle violenze omobitransfobiche, per l’abilismo e per la misoginia. Dopo essere stato approvato alla Camera dei Deputati, oramai molti mesi fa, la proposta di legge è arrivata nell’Aula del Senato, dove lei rappresenta la nostra Regione. La comunità LGBTQIA+ ha bisogno di questa legge, così com’è stata approvata alla Camera dei Deputati, senza nessuna modifica: un qualsiasi suo cambiamento significherebbe dover tornare al vaglio della Camera e, inevitabilmente, comporterebbe un suo definitivo affossamento.

L’Italia è tra gli ultimi paesi europei a non avere una normativa specifica che tuteli le persone dalle violenze causate dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere, dal sesso, dall’abilismo. E questo non è accettabile, anche perché è l’Unione europea stessa a richiederla, da diversi anni. Il ritardo legislativo pesa sulle nostre vite, sul nostro lavoro, sulla nostra sicurezza e sul nostro benessere, costantemente sotto attacco, ogni giorno: l’Italia è, infatti, uno dei paesi europei dove le violenze e le discriminazioni, particolarmente contro la comunità LGBTQIA+, sono più numerose, in costante crescita, e sempre più spietate.

Non è il tempo di mediare sulle nostre vite, sulla nostra pelle, sulle nostre identità, sulla nostra autodeterminazione. La legge forse non sarà perfetta, inevitabilmente, ma è già vecchia rispetto alla legislazione di altri paesi europei, tra cui la Francia e recentemente la Spagna. Il Ddl Zan non tiene conto delle persone intersex, ad esempio, e di quelle asessuali. Sono limiti che ci scontentano ma sappiamo che non si può più attendere oltre.

Vorremmo ricordarLe che la stessa identità di genere, una delle parti considerate “scandalose” della legge e sulla quale dover trovare una mediazione con chi plaude a leggi anti-LGBTQIA+ di altri paesi europei, è stata definita dalla Corte Costituzionale, nella sentenza 221 del 2015: “L’identità di genere è elemento costitutivo del diritto all’identità personale, rientrante a pieno titolo nell’ambito dei diritti fondamentali della persona”. 

Con la presente lettera, in definitiva, Le chiediamo di manifestare la sua intenzione, o meno, di votare questa legge, per garantire anche alla nostra comunità LGBTQIA+ valdostana delle tutele e delle protezioni, a rispetto della nostra vita, delle nostre famiglie e del nostro benessere. Perché anche noi siamo cittadin* degn* di pari diritti, come recita il meraviglioso articolo 3 della nostra Carta costituzionale».

Pubblicato / aggiornato il 13/07/2021 alle 15:12
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Categoria: Politica e Amministrazione