Non Una di Meno critica il Consiglio Valle
(©consiglio.vda.it) -
Andrea Manfrin
L’associazione Non Una di Meno – Valle d’Aosta si è dichiarata «sconcertata per il triste spettacolo messo in scena da alcuni consiglieri» a seguito di alcune affermazioni del consigliere Andrea Manfrin (Lega VdA) e di alcuni comportamenti di altri consiglieri durante il Consiglio Valle di giovedì 22 luglio 2021.
In merito al finanziamento da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta di alcuni progetti tramite il bando per i contrasto alla violenza di genere (Festival delle Ragazze e Big Bang Gender), il consigliere Manfrin ha interrogato la Giunta sull’attinenza di questi progetti rispetto al tema della violenza di genere e della Giornata contro la violenza sulle donne: «alla presa d’atto da parte della Giunta della relazione di attività del forum permanente contro le molestie e la violenza di genere per il periodo giugno 2020-giugno 2021, nella quale si comunica che il Piano triennale 2021-2023 degli interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere è ancora in elaborazione: siamo a luglio 2021, quali sono i motivi del ritardo della stesura della definizione della tematica oggetto del bando di finanziamento dei progetti antiviolenza? Sempre in questa relazione si parla dell’iniziativa formativa “Il conflitto e la violenza nelle relazioni familiari”: verrà organizzata in futuro? Potranno parteciparvi figure maschili? Vorremmo anche sapere che cosa contenesse il progetto, non realizzato, “Big Bang Gender” e ci chiediamo quali attinenze potessero avere con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne le iniziative realizzate nel novembre 2020 alla Cittadella dei Giovani».
Manfrin ha poi proseguito «ritengo che il fischio rivolto a una ragazza per strada sia un comportamento maleducato, ma paragonarlo a una violenza sia esagerato. Ci confrontiamo tutti i giorni con atteggiamenti che non ci fanno piacere: ad esempio, scriviamo sui social, riceviamo delle critiche, ma sarebbe assurdo classificarle tra le forme di violenza. La teoria del “politicamente corretto” che sta sempre più prendendo piede può esporre una persona a reazioni anche per un’affermazione magari inopportuna, ma pur sempre innocua. Invito a una riflessione, perché la violenza psicologica o la violenza fisica sono davvero tutt’altra cosa.»
Secondo Non una di meno VdA «il consigliere stesso ha dileggiato e minimizzato la portata culturale e professionale di alcuni interventi di studiosi che hanno partecipato e portato le loro competenze sul tema degli stereotipi di genere, da sempre uno dei principali motori di innesco della violenza contro le donne e ha ironizzato sulla costruzione dei discorsi di odio che generano profonde ferite nelle persone che ne vengono colpite (prevalentemente donne, ma anche stranieri/e, gay, lesbiche, bisessuali, trans). Anche l’assessore regionale alla Sanità Barmasse, dopo aver letto la risposta di rito redatta dagli uffici, si è lasciato andare ad alcune battute misogine che hanno a loro volta dato la stura a una serie di motteggi, corredati da risate, volti a minimizzare e ridicolizzare i problemi inerenti alla violenza psicologica e al bullismo, come il body shaming, il cat calling, e a trattare alla stregua di una burla importanti tematiche legate alle pari opportunità, come il gender gap, o alle discriminazioni in senso lato».
L’associazione ha quindi rimarcato: «ricordiamo agli eletti in quella sede che rappresentano l’intera collettività e che, seppur nella libertà delle loro prerogative politiche e istituzionali, hanno il dovere di rispettare tutti, anche quelli che non li hanno votati e che non li voteranno mai. Ci chiediamo anche se sia opportuno che un’Aula istituzionale si trasformi in luogo in cui a una lecita interpellanza di un consigliere seguano battute e motteggi tesi a sminuire problemi che toccano in modo drammatico la vita di molte persone».
Pubblicato / aggiornato
il 23/07/2021 alle 16:41
Categoria:
Politica e Amministrazione