Ordine professionale e Barmasse sulla fuga dei medici
(©OMCeO VdA) -
Roberto Rosset
L’Ordine dei medici della Valle d’Aosta ha diramato una nota per esprimere alcune valutazioni in merito al dibattito sulla fuga dei propri iscritti dalla Valle di Aosta.
Ricorda che, nel mese di ottobre 2005, aveva fatto un’indagine fra i 670 medici valdostani e gli esiti erano stati presentati il 20 novembre al Palazzo regionale: «Il disagio era già molto evidente allora e ben poco è stato fatto per attenuarlo – scrive il presidente Roberto Rosset –: quei dati avevano suscitato un certo interesse alla 9a World Conference Unesco di Napoli proprio perché provenienti da una Regione da tutti considerata privilegiata».
Le maggiori preoccupazioni dei medici valdostani, riepiloga l’Ordine, non erano per le retribuzioni ma per la burocratizzazione dell’assistenza sanitaria, per il rischio sempre maggiore di essere chiamati in giudizio per eventi avversi indipendenti dalla loro volontà, per la politicizzazione della sanità, per la difficoltà a curare con risorse sempre minori, per la medicalizzazione di molti problemi esistenziali, per le difficoltà di comunicazione con i pazienti, per le aggressioni verbali e i conflitti, per le implicazioni etiche di coscienza sulle decisioni. «Sono questi i motivi per cui forse è poco appetibile la nostra Regione e qualche medico decide di trasferirsi in altri contesti in cui forse il sapere non è illusoriamente alla portata di tutti e in cui i medici sono ascoltati, hanno una loro autorevolezza che nessuna fake new o facebook può minacciare. I medici non possono essere considerati passacarte con contratti a gettone: questa è la vera grande minaccia alla salute. Le crisi sono tuttavia un elemento positivo, una possibilità di crescita, e l’arrivo di un commissario Ausl medico, per di più specializzato in statistica medica ed epidemiologia, già direttore generale dell’Asl/To5 e direttore sanitario dell’Asl/To4, non può che essere interpretato come una inversione di rotta per una profonda volontà di cambiamento al fine di realizzare finalmente un progetto di medico e di medicina all’altezza dei tempi», prosegue Rosset.
E conclude: «È umiliante per tutti l’avvento di una medicina amministrata in cui il potere burocratico-amministrativo obbliga la professione a procedure poco adeguate alle complessità di un cittadino che da paziente è diventato una persona che rivendica i propri diritti».
La risposta dell’assessore alla Sanità
In relazione alle dichiarazioni del presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, l’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta, Roberto Barmasse, precisa: «La carenza di personale medico all’Ospedale Parini di Aosta deriva da cause multifattoriali (limitati ambiti di ricerca, possibilità di carriera ridotte rispetto alle grandi aree metropolitane, minori occasioni di libera professione, per esempio), inserendosi in una realtà professionale molto complessa. Tuttavia, serenamente e senza ipocrisia, dobbiamo ammettere che anche il trattamento economico del personale sanitario, aspetto di cui tenere legittimamente conto in quanto giusto riconoscimento della professionalità, ha una sua rilevanza nella ridotta attrattività delle nostre strutture, soprattutto se paragonato ad altre realtà italiane e straniere a noi vicine».
Pubblicato / aggiornato
il 20/08/2021 alle 17:09
Categoria:
Politica e Amministrazione