Lorenzo Piccinno presenta La fleur de la canaille
Lorenzo Piccinno presenta il libro La fleur de la canaille: immigrati, autoctoni, emigrati.
Questo lavoro segue uno stretto sentiero, che risale tutta la storia contemporanea della Valle d’Aosta, passando per alcuni particolari snodi. Lo scopo è quello di descrivere l’identità regionale, un “nous” che vede la luce nello scambio, ma anche nel conflitto, con un’identità concorrente: quella italiana. La costruzione della valdostanità si plasma per contrasto e per confronto con lo Stato unitario e con i suoi agenti: l’amministrazione, la burocrazia, il mercato, le diverse fasi storiche e politiche, ma anche semplici donne e uomini che, nel tempo, arrivano in massa a vivere e lavorare ai piedi delle Alpi.
Questo lavoro si muove con due diversi passi: quello della storia dei Popoli con la P maiuscola, della storia nazionalista o micronazionalista, della storia di un popolo idealizzato in un corpo monolitico che tende ad un’unica direzione – una concezione che, a queste latitudini, raccoglie molti successi – e quello di una storia degli uomini, che prende atto delle sostanziali differenze – sociali, economiche, di genere – all’interno di una società piccola, ma a ben vedere tutt’altro che omogenea, e fa emergere come, di fronte a ogni bivio della storia recente della regione, ci siano stati dei vincitori e dei vinti.
Il percorso tracciato in questo lavoro fa intravedere una chiusura di un cerchio che nessuno vorrebbe chiudere, che parte da una Valle d’Aosta povera di mezzi, cul de sac incastrato nelle Alpi – lassù gli ultimi – e approda ad una Valle che rischia di impoverirsi anche sotto l’aspetto esistenziale, un realtà periferica e in debito di idee: una Valle che guarda all’indipendentismo della ricca e produttiva Catalogna, nel mentre che rischia di somigliare sempre più ad una vallata spopolata del Piemonte, che teme l’arrivo di qualche richiedente asilo dall’Africa, nel mentre che la criminalità organizzata dalla Calabria ambisce a sedere nelle sue istituzioni.
Nel mezzo, fortunatamente, ci sono anche ragguardevoli traguardi. La storia della comunità valdostana di oggi è la storia di un melting pot tutto sommato riuscito, senza che mai siano stati neanche sfiorati i surriscaldamenti etnici di altri lidi, anche vicini. Se spesso, di fronte alle “aggressioni esterne” all’identità valdostana non ci sono state valide alternative oltre a quella di sopportare, altrettanto frequentemente la scelta di non giocare alcune carte – quelle appunto del conflitto etnico – è stata lucida e continua nel tempo da parte della classe dirigente e intellettuale locale: un’élite che, tutto sommato, ha saputo trovarsi pronta di fronte a importanti appuntamenti con la storia, realizzando il sogno di una società più prospera e che non escludesse nessun valdostano, che fosse di antica o recente origine.
«I temi principali della mia ricerca sono i flussi di immigrazione in Valle d’Aosta dalle altre regioni italiane e quelli di emigrazione dei Valdostani, il dibattito sull’identità valdostana che si lega alla nascita e all’affermarsi del regionalismo politico e lo stato delle lingue praticate nella regione, che funge quasi da cartina di tornasole all’interno del succitato dibattito e si lega al tema centrale della gestione della pubblica istruzione, altro metro per misurare l’apertira o la chiusura di una società – spiega l’autore -. Questi temi, pur non sovrapponendosi, si incrociano di continuo nella narrazione della storia contemporanea di queste latitudini».
La presentazione si svolgerà martedì 30 agosto 2021, alle ore 17.30, alla libreria Briviodue di Aosta. È possibile prenotare il proprio posto telefonando al 3466286717
Pubblicato / aggiornato
il 28/08/2021 alle 20:30
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Categoria:
Cultura / Video