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Aumentano del 10% i livelli occupazionali nelle grandi imprese della Valle d’Aosta

Aumentano del 10% i livelli occupazionali nelle grandi imprese della Valle d’Aosta

È stato pubblicato il rapporto di ricerca sull’occupazione maschile e femminile nelle grandi imprese della Valle d’Aosta.

Il rapporto è incentrato sul monitoraggio delle aziende che occupano più di 100 dipendenti e vuole essere un contributo conoscitivo in tema di pari opportunità tra donne e uomini.
Un contributo, dunque, alla riflessione rispetto ai processi di promozione, realizzazione e valutazione degli interventi in materia di parità di genere.

L’analisi aiuta a fare il punto su aspetti fondamentali della dimensione lavorativa, quali le professioni, i movimenti di ingresso e di uscita dall’occupazione, la formazione e le retribuzioni.

L’indagine è stata realizzata nel 2020 e i risultati si riferiscono a un periodo precedente la pandemia da Covid-19.
Gli effetti dell’emergenza sanitaria hanno modificato radicalmente il contesto di riferimento, tuttavia l’analisi costituisce la base per un possibile confronto tra il prima e il dopo pandemia e permette di mantenere un’osservazione costante e specifica su un importante segmento del mercato del lavoro.
Lo studio ha esteso il proprio campo di osservazione ampliando le conoscenze acquisite.

L’indagine non si è basata su di un campione, ma sull’universo delle imprese con più di 100 dipendenti. Nel complesso, ha riguardato 26 imprese, ma i dati si riferiscono a 23 casi, in quanto per 3 di essi, essendo imprese appartenenti a gruppi nazionali o plurilocalizzate, non è stato possibile isolare i dati relativi alle sole unità locali operanti in regione.

Nonostante questo insieme di imprese costituisca una percentuale minima del complesso delle imprese attive in Valle d’Aosta, esse occupano però, nel solo territorio valdostano, quasi 5.000 addetti, ovvero circa il 12% dell’intera occupazione dipendente regionale. Se poi nel calcolo si tiene conto dei soli occupati dipendenti del settore privato, l’incidenza sale a circa il 17%.

Si può rilevare che circa il 30% delle imprese intervistate opera nel settore industriale, occupando circa il 41% degli addetti complessivamente rilevati attraverso l’indagine; la restante parte è impiegata nel settore terziario, considerato che non risultano essere attive imprese con più di 100 dipendenti nel settore dell’agricoltura.

In termini di incidenza rispetto al complesso del lavoro dipendente si rileva che la copertura del settore industriale è decisamente più elevata di quella dei servizi, spiegando la prima circa il 25% del totale dell’occupazione dipendente del settore secondario, contro il 9% di quella del terziario, in ragione presumibilmente di una maggiore dimensione media delle imprese industriali.

Si può anche osservare che l’occupazione maschile risulta quasi polarizzata, considerato che il 51,3% lavora nell’industria e il restante 48,7% nei servizi, mentre la componente femminile è fortemente sbilanciata nel terziario (81,8%), confermando d’altra parte il dato che si riscontra osservando il complesso del mercato del lavoro. Ne consegue che se il tasso di femminilizzazione del totale delle grandi aziende è pari a circa il 30%, ma si riduce al 13,1% per quelle del settore industriale

Sulla base di quanto indicato dalle aziende intervistate, tra il 2018 e il 2019, l’occupazione dipendente delle grandi imprese valdostane è aumentata del 10%. In termini assoluti, l’aumento occupazionale corrisponde a +452 unità. Occorre ricordare come nel biennio 2016-2017, sulla base dei dati rilevati, l’occupazione di queste imprese era, invece, risultata in contrazione.

La crescita ha interessato sia la componente femminile (+17%), sia quella maschile (+7,2%), sebbene in misura sensibilmente più contenuta. Questa differenza è spiegata in particolare dalla diversa intensità di crescita dell’occupazione nei settori industria (+1,1%) e servizi (+17,3%), in quanto come abbiamo visto il terziario raggruppa la gran parte delle occupate donne. D’altro canto, va però anche rilevato che l’occupazione femminile registra performance migliori degli uomini in entrambi i settori: infatti, le occupate nel settore industriale aumentano del +2,3% (contro lo 0,9% degli uomini), mentre nel terziario crescono del +20,9% (+14,8% per gli uomini)

Confrontando questi dati con quelli generali, relativi al complesso del lavoro dipendente nel mercato del lavoro regionale, si può notare che l’occupazione delle imprese di più grandi dimensioni evidenzia risultati in linea generale migliori, fatta eccezione per il settore industriale. Infatti, il totale dell’occupazione dipendente nel periodo considerato registra una crescita del +1,6%, mentre nelle imprese con più di 100 dipendenti i livelli occupazionali aumentano del +10%.
Questo risultato si produce per effetto del fatto che gli occupati del settore terziario sono sostanzialmente stabili, a fronte di una crescita del +17,3%, mentre l’occupazione del settore secondario aumenta in misura maggiore con riferimento al complesso del lavoro dipendente rispetto ai livelli occupazionali delle grandi imprese (+5,9% rispetto a +1,1%).
Queste tendenze sono verificate per entrambi i generi: la componente maschile, infatti, mostra un saldo negativo dell’occupazione dipendente nei servizi, a fronte invece di un aumento dei livelli occupazionali tra le grandi imprese. Nel caso di quella femminile si registrano performance sempre migliori nelle imprese con più di 100 dipendenti rispetto al complesso dell’occupazione alle dipendenze. In particolare, si osserva una crescita delle donne occupate nelle grandi imprese del settore secondario, a cui corrisponde un saldo negativo a livello complessivo dell’occupazione femminile nel complesso del settore industriale.

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Rispetto al complesso del mercato del lavoro, le aziende di dimensioni maggiori evidenzierebbero, in generale e soprattutto nel settore terziario, performance migliori, dovute soprattutto al fatto che l’occupazione femminile di queste imprese cresce in misura maggiore rispetto all’occupazione dipendente riferita al complesso dell’economia.

Pubblicato / aggiornato il 09/09/2021 alle 15:35
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Categoria: Economia e Lavoro