Potere al popolo: non ci saremo alle elezioni ma continuiamo esserci
Ciò nonostante, ringrazia “tutti i sostenitori e i sinceri democratici che hanno fornito la loro firma affinché si potesse presentare, anche in Valle d’Aosta, il proprio progetto per le elezioni regionali. Ringraziamo anche i notai che si sono resi disponibili, quando hanno potuto, dovendo conciliare il loro lavoro e il loro impegno per le altre liste candidate. Ringraziamo tutti i militanti che con grande spirito di sacrificio e convinzione si sono spesi e organizzati in queste ultime settimane per poter sperare di raggiungere e superare l’elevato e assurdo numero di sottoscrizioni richieste“.
E resta il rammarico “perché l’entusiasmo e l’impegno hanno accompagnato ogni singolo appuntamento di raccolta pubblica di firme. Non sono mancate code e attestazioni di stima. Questo ci è piaciuto molto perché sono anche occasioni di ascolto, di legame e di suggerimento. Quel che non siamo riusciti a fare, però, è stato conciliare le nostre possibilità con le occupazioni di suolo pubblico e le disponibilità limitate di notai e sindaci (uno solo per la verità – Mario Borgio del Comune di Saint Vincent che menzioniamo e ringraziamo in particolar modo)“.
La critica è dunque per la legge elettorale regionale, poiché PaP ritiene che con regole di raccolta simili a quelle previste per le elezioni politiche, dove anche i consiglieri comunali potevano certificare, il risultato si sarebbe potuto raggiungere: “Questa legge elettorale è un vero e proprio attentato alla democrazia partecipata così come chiaramente inteso nella nostra Costituzione. Non esiste da nessuna parte, almeno in Italia, l’obbligatorietà di dover raccogliere firme per quasi l’1,5% di tutto l’elettorato. Numero che si moltiplica con il numero di liste che vogliono presentare la propria candidatura. Non fosse sufficiente già questo, si deve aggiungere che la legge prevede un numero limitatissimo di tipologie di certificatori. Troviamo incredibile che si debba ricorrere, per gli appuntamenti pubblici dei banchetti, ad una categoria per giunta privata: i notai. Chi l’ha pensata, l’ha pensata proprio bene. Ben sapendo che molti cittadini valdostani hanno timore ad esporsi sottoscrivendo presso il proprio ufficio elettorale, magari del proprio piccolo Comune dove tutti si conoscono, data la ‘peculiarità’, tutta valdostana, di avere una assodata tradizione nel controllo del voto“.
Potere al popolo definisce la legge per l’elezione del Consiglio Valle una “nefandezza politica“, spiegabile in questi termini: “Questa legge serve ad impedire la concorrenza con nuove compagini politiche che avrebbero potenzialmente raccolto il malcontento popolare contro i partiti tradizionali oramai giunti al crepuscolo del loro potere indeterminato. Ma è servita anche a dare maggior potere a quei consiglieri regionali in cerca di un comitato elettorale per la propria ri-elezione. Costituendo un gruppo in Consiglio Regionale, minimo due, si può avallare un qualsiasi progetto di loro scelta. Magari quello che forniva loro maggiore garanzia di ri-elezione. Procurando, in cambio, la possibilità di non dover raccogliere le firme. Ancora echeggiano nell’aria gli appelli, le risposte, i cambi di nome di gruppo e di casacche avvenute in pochissimo tempo proprio a tal fine. Questo mostruoso meccanismo è stato capito sia dai componenti della maggioranza che da quelli della minoranza. Anche quando queste si sono invertite e invertite ancora. Forse qualcuno si ricorda di grandi polemiche sollevate ‘dal di dentro’ quando questa legge fu approvata o modificata? Noi no“.
Potere al Popolo comuqneu non demorde e non abbandona il progetto “di una nuova, vera, sinistra. Potere al Popolo è nato in periodo elettorale ma non è nato con il fine delle elezioni. Quelle sono solo un mezzo. Anzi. È nato per ripartire da zero, o quasi, lavorando sul territorio. Tra e con il popolo e con chi ci sta. Siamo convinti che una sinistra che vuole essere chiamata tale è dal basso che deve ricominciare il proprio fondamento. Senza scorciatoie. Ed è quello che stiamo facendo e che continueremo a fare. A partire dal lavoro e dalle condizioni sociali dei nostri cittadini“.
Non manca una stoccata nei confronti di Alexandre Glarey, candidato al Senato di Potere al popolo alle politiche e candidato consigliere regionale con Impegno civico: “Ribadiamo inoltre, data un po’ di confusione rilevata nei media, che nessun esponente di PaP-VdA è candidato presso altre liste e non autorizza di conseguenza nessuno a parlarne per proprio conto“.
La sesta Assemblea aperta di PaP-Vda si terrà domenica 22 aprile, presso l’Espace Populaire di Aosta, alle ore 18.
Pubblicato / aggiornato
il 17/04/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
