Domenica 15 aprile, marcato rischio valanghe in VdA
Il grado di pericolo valanghe è moderato, marcato nelle ore più calde della giornata nel nord-ovest della regione, e marcato nel sud-est.
I problemi valanghivi principali sono: neve bagnata e neve ventata.
L’attività valanghiva spontanea è fortemente legata all’azione del sole:
– sotto i 2000 m, a monte dalle scarpate stradali, nelle ore più calde della giornata, alle esposizioni più soleggiate sono possibili scaricamenti di neve umida/bagnata che, in singoli casi, possono raggiungere la viabilità ostruendola;
– grandi quantitativi di neve al suolo che devono ancora assestarsi, maggiormente nel sud ed est della regione. Con il riscaldamento dovuto all’azione del sole, possono staccarsi alcune medie e singole grandi valanghe, anche di fondo. Possono anche raggiungere i fondovalle e la viabilità cariche di terra e detriti e seguire percorsi inaspettati a causa dei numerosi vecchi accumuli da valanga già presenti;
– oltre i 2300-2600, sono possibili scaricamenti di neve a debole coesione dai pendii molto ripidi, principalmente nei canali abituali e dalle barre rocciose.
In relazione ai distacchi causati da sciatori/escursionisti, le variabili sono tante ed è difficile interpretare le diverse situazioni che si possono incontrare: molta neve a debole coesione, influenza importante della temperatura con evoluzione della stessa nell’arco della giornata, presenza di un piano di scorrimento possibile dove appoggiano le nevicate della settimana.
La neve recente alle quote più alte e in alcune zone è ancora instabile per la presenza di diversi strati al suo interno.
Nei pendii soleggiati, il problema valanghe è legato al grado di umidità della neve e quindi alla possibilità di provocare il distacco di valanghe bagnate. Occorre prestare attenzione perché, con l’arrivo del sole, le condizioni peggioreranno repentinamente.
Nei pendii in ombra la situazione è più subdola, perché è possibile andare a sollecitare gli strati deboli interni e provocare il distacco di lastroni, anche grandi e spessi. I punti più a rischio sono: sopra i 2500 m, dove c’è meno neve, perché è più facile arrivare agli strati deboli.
Infine, sopra i 2500-2900 m, sono presenti recenti accumuli di neve con vento da sud-est, nei pressi di creste, colli e localizzati nei cambi di pendenza.
Pubblicato / aggiornato
il 14/04/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
