Dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti Carrefour
(©Gianfranco Zanata per Bobine.Tv) -
Le organizzazione sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, congiuntamente al Savt Commerce, hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori di Carrefour Italia in seguito al piano presentato dall’impresa il 1° ottobre 2021.
La determinazione è stata presa in quanto: sono stati dichiarati 615 EFT in esubero, senza alcuna indicazione sui criteri adottati dall’azienda per giungere a tale quantificazione; è stata annunciata la scelta di cedere in franchising 106 punti vendita, omettendo quali saranno i negozi da dismettere; non è stato fornito alcun piano di rilancio convincente sulla rete vendita diretta.
Il Piano di ristrutturazione
Venerdì 1° ottobre 2021, la GDO (proprietaria del marchio Carrefour) ha annunciato un piano di ristrutturazione che definisce «finalizzato a rafforzarne la crescita, consolidando il modello in franchising sulla rete di vendita, migliorando la competitività degli ipermercati e supermercati diretti e snellendo la sua organizzazione interna, con l’obiettivo di concentrarsi sulle attività al servizio dei punti vendita».
Secondo Cisl Fisascat, si tratta invece di un piano «estremamente pesante, con esuberi in 9 Regioni e la cessione di 106 negozi su tutto il territorio nazionale. Da una prima analisi, se le intenzioni della Società dovessero concretizzarsi, i posti di lavoro a rischio sarebbero circa 1.800».
Dopo un primo confronto avvenuto il 1° ottobre a livello nazionale, Fisascat-Cisl Valle d’Aosta, insieme alle altre sigle sindacali, annuncia incontrerà nella seconda metà del mese di ottobre la direzione Nord-Ovest Italia della multinazionale francese: «sarà il luogo appropriato per comprendere meglio se la portata del piano di trasformazione coinvolgerà anche i lavoratori delle filiali presenti sul territorio valdostano».
Dal canto suo, la multinazionale definisce la questione del personale in questi termini: «Per rendere sostenibile il progetto di trasformazione per il rilancio di Carrefour in Italia, l’azienda prevede, nell’ambito del confronto con le organizzazioni sindacali, l’attivazione di un piano sociale esclusivamente su base volontaria, che potrà prevedere interventi di formazione e riqualificazione del personale per favorirne il ricollocamento interno ed esterno, programmi di sostegno all’imprenditorialità e incentivi all’esodo. L’impatto sull’impiego è stimato in circa 600 collaboratori impiegati nei punti vendita diretti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, e circa 170 persone impiegate presso la sede centrale».
Pubblicato / aggiornato
il 11/10/2021 alle 15:58
Categoria:
Economia e Lavoro