Contoz: non mi ricandido ma resto in Uv
Questo il testo integrale: “Visto che da oggi ho preso ufficialmente il posto di Marco VIérin in Consiglio regionale approfitto per fare alcune considerazioni sull’anno che ho passato in questo consiglio anche perché, forse, sarà l’ultima opportunità che avrò di parlare al popolo valdostano da questa aula. Sono sempre stato appassionato di politica ed avevo più volte provato ad entrare in Consiglio regionale senza riuscirci.
In questa legislatura sono riuscito ad entrare dalla finestra ed in un solo anno sono stato sia in minoranza che in maggioranza.
Quando sono entrato avrei dovuto forse entrare nel movimento della Stella alpina che mi aveva candidato alle elezioni del 2013. Ma da questo movimento avevo già preso le distanze dal 2015, anno in cui sono uscito sbattendo la porta per come si erano comportati nei miei confronti e per i motivi che poi hanno portato all’esclusione dal Consiglio regionale di alcuni consiglieri regionali di Stella alpina.
Per essere coerente con me stesso e con la decisione che avevo preso nel 2015, sono entrato nel gruppo dell’Union valdôtaine con il quale mi ero avvicinato negli anni a seguire nonostante le lusinghe e le promesse di ogni tipo che mi avevano proposto i vertici del movimento della Stella alpina il 10 marzo quando sono entrato.
Da quando sono entrato nel gruppo dell’Union valdôtaine, anche se come indipendente, ho sempre partecipato ad ogni incontro sia di maggioranza che di minoranza non sono mai mancato a nessuna riunione di gruppo od altro ed ho quasi sempre condiviso il loro operato, anche se ho dovuto rinunciare, e di questo me ne rammarico veramente, a presentare in più di un’occasione, per non discutere sempre, quelle che erano le mie posizioni, su diversi temi quali:
1 il limite dei mandati (che non è vero che è incostituzionale perché la Regione Veneto ha approvato la legge e lo Stato italiano non l’ha impugnata).
2 la riduzione del numero dei consiglieri regionali (che era già una proposta del gruppo Union valdôtaine).
3 la proposta di permettere ai valdostani di poter entrare a giocare al Casino di Saint-Vincent, visto la grave crisi che sta attraversando.
4 la possibilità di prevedere un regolamento che consentisse al Consiglio regionale di svolgere il proprio lavoro a 35 consiglieri e non a 34 come è successo in buona parte di questa legislatura.
5 approvare un regolamento che impedisce di candidarsi a coloro che hanno pendenze con la giustizia o con i loro fornitori ed altro ancora.
Purtroppo però tutte queste mie proposte che erano state da me preparate sotto forma di mozione mi sono state bocciate dal gruppo perché giudicate populiste, mentre poi si sono rilevate vincenti al gruppo di Cinque stelle che gli ha permesso di portare una candidata a Roma. Non bisogna riempirsi la bocca con la parola autonomia bisogna anche ascoltare il popolo. Questa volta fare i populisti ha premiato eccome. Nonostante tutto sono rimasto sempre fedele al gruppo.
In minoranza ho portato diverse interpellanze che spero siano state utili ai valdostani. Mi sono astenuto sulla legge dei vitalizi, che non condividevo, e questa mia astensione ha permesso l’abolizione dei vitalizi in Valle d’Aosta grazie alla nuova legge poi approvata dal Consiglio regionale.
Ho partecipato alla votazione sulla nuova legge elettorale anche se ho convintamente votato per la preferenza unica.
Quando siamo passati in maggioranza l’Union mi ha chiesto di fare il presidente della quarta Commissione ed il vice capogruppo ed io ho accettato senza fiatare.
Adesso siamo arrivati alla fine legislatura ed io ero pronto a candidarmi alle prossime elezioni di maggio 2018 e vi dico, senza falsa modestia, che come non mai pensavo di essere rieletto perché la gente probabilmente vede in me il politico diverso non attaccato alla poltrona.
Approfitto per ringraziare i vertici dell’Union valdôtaine che mi hanno garantito il posto in lista. Anche se ad oggi il mio nome non è ancora stato ufficializzato ma mi fido della parola data.
Sicuramente sono entrato in Consiglio regionale nella peggiore delle legislature della storia valdostana ed in un periodo in cui i soldi non ci sono più ed accontentare i valdostani, che erano ben abituati, diventa sempre piu difficile.
Negli ultimi mesi inoltre sono successi diversi avvenimenti che mi hanno fatto riflettere a lungo se il candidarmi alle prossime elezioni fosse giusto o no.
La Corte dei conti che indaga 21 consiglieri per aver votato un delibera che probabilmente avrei votato anche io e che era stata fatta per salvare il Casino della Vallée di Saint-Vincent dal fallimento mi ha fatto riflettere a lungo.
A questo punto allora ogni volta che il Consiglio delibera deve fare attenzione! E chi giudica se e’ giusto o no? La Corte dei conti? Per ogni votazione quindi ci vuole un avvocato che ti consigli cosa fare? È diventato tutto troppo complicato.
Senza poi parlare del vento dell’antipolitica che soffia ogni giorno di più sui politici sia sui media che sui social. Ogni giorno che apri i giornali leggi di nuove indagini su tutto ciò che è stato fatto dalla politica negli ultimi anni e questo non aiuta di sicuro ad amare la politica. I risultati si sono visti nell’ultima tornata elettorale.
Inoltre un altro fatto che mi ha fatto male è questo: io che non faccio politica per professione ed ho dato una buona parte del mio stipendio in beneficenza, quando vado al bar mi sento dire ‘voi politici siete tutti ladri uguali’ chiedo a voi cosa dovrei rispondere?
Il blocco dei conti correnti che in misura cautelare è stato fatto dalla Corte dei conti a tutti i consiglieri indagati mi ha fatto ancora pensare di più. E se fossi io al loro posto? Mi sono visto in questo ultimo mese le facce di tutti i miei colleghi e vi assicuro che tutta la voglia che avevo di fare politica mi è passata. Tutti i miei sogni le mie idee sulla politica sono morti.
Io per la mia passione della politica dovrei mettere a rischio il lavoro mio e della mia famiglia di anni ed anni di sacrifici? Non mi sembra giusto.
Inoltre mi ero battuto per entrare in maggioranza ed avevo contribuito alla nascita di questo rassemblement nel quale credevo moltissimo. Tutto cancellato dai venti dell’antipolitica.
Ho paura che nella prossima legislatura ci sarà ancora di più da litigare perché nonostante la nuova legge elettorale non penso che nessuno riesca ad arrivare al 42% ed io non so se ho la voglia e la forza di litigare per 5 lunghissimi anni.
Purtroppo non vedo un futuro migliore anzi, sicuramente prenderanno piede i movimenti nazionalisti Cinque stelle, Lega e Forza Italia che sicuramente non hanno a cuore l’autonomia valdostana.
Vedo 5 anni di continui litigi in un momento in cui i valdostani vogliono fatti e non parole. Gli agricoltori vogliono sapere se i loro soldi arrivano o no. I lavoratori del casino vogliono sapere se la loro azienda va bene, come è venuto a dire il signor Di Matteo in Commissione, oppure no, come sembra ai lavoratori.
A luglio bisognerà rifinanziare il Casino e chi avrà il coraggio di farlo? Se voti il finanziamento hai paura che la Corte dei conti intervenga, se non lo voti il Casino rischia il fallimento. Che fai? Ai nuovi eletti l’ardua sentenza.
Inoltre da valdostano che crede ancora nei valori e nell’autonomia con la a maiuscola mi auguro che nella prossima legislatura governino ancora le forze autonomiste perché altrimenti la parola autonomia rimarrà solamente una parola astratta.
Spero che la sberla presa alle politiche serva a rimettere insieme tutte le forze autonomiste, ho detto tutte e coinvolgo questa volta anche alpe e mouv e tutti coloro che credono in questo progetto prima che la Valle d’Aosta diventi per sempre un pezzo del vicino Piemonte.
Se personalmente potessi servire in un futuro, che spero sia prossimo, a fare diventare realtà questo progetto, saò’ molto contento di esserci percheé nonostante tutto penso sempre che i valdostani vogliono essere governati da partiti valdostani.
Forse questo primo progetto di rassemblement non è piaciuto alla gente perché è stato portato avanti dai big della politica valdostana.
Allora proviamo a lasciare spazio ai giovani, perché il fututo è dei giovani, e noi ne abbiamo di veramente bravi e li abbiamo visti in campo nel comizio di chiusura delle politiche e questo fin dalla prossima legislatura prima che sia troppo tardi.
Mi ero messo in politica per cercare di fare il bene della gente ma questo mi sembra veramente difficilissimo in questo clima. Sono convinto che sia più facile e meno pericoloso fare del bene fuori dall’ambito politico.
Mi dispiace veramente moltissimo perché avrei voluto portare in Consiglio regionale diverse idee, sopratutto nel settore del turismo, che sicuramente avrebbero portato benefici alla nostra regione.
Fare il consigliere regionale e magari l’assessore al turismo era un sogno che seguivo da anni e quando finalmente sono arrivato ad un passo vedo che non ci sono le condizioni per poter lavorare serenamente.
È tutto troppo difficile: non ci sono più ideali, solo slogan, solo parole, solo minacce, non è questa la politica in cui io credevo e per la quale mi sono sempre battuto. Mio padre diceva sempre che nella vita contano i fatti e non le parole. Nella vita da imprenditore è più facile in politica e sopratutto in questo momento è veramente difficile.
Governare in questo clima, senza soldi con le minacce della minoranza, con i mega controlli della Corte dei conti è veramente impossibile.
Avevo anche pensato di spogliarmi di tutto il mio patrimonio e lasciarlo a moglie e figli, ma vi pare giusto? È una questione di principio. E poi quando l’avessi fatto mi troverei a scontrarmi con una maggioranza che non c’è più con il mio capogruppo che lascia passare solamente quello che decide lui, con una minoranza che và avanti a 116 ed esposti alla Corte dei conti, con una Corte dei conti di cui senti il fiato sul collo ogni volta che devi votare. L’unica soluzione sarebbe stare in minoranza e sparare a zero su tutto ma non fà parte del mio carattere. Per me èveramente impossibile lavorare in queste condizioni. Tradirei la fiducia dei valdostani che da me si aspettano fatti concreti.
Io sono un imprenditore imprestato alla politica e quindi torno a fare l’imprenditore, ripeto questa non è la politica che ho sempre sognato.
Chiedo scusa a tutti coloro che credevano in me come politico vero e mi avrebbero sostenuto a portare avanti le mie idee nella campagna elettorale e questa volta sarebbero stati veramente tanti. Ma governare con questo clima per me è impossibile.
Per questi ed altri motivi saluto tutti i consiglieri regionali, gli impiegati e dirigenti e tutti coloro che ho avuto modo di conoscere, ringrazio tutti i colleghi dell’Union valdôtaine che devo dire hanno avuto con me un buon rapporto nonostante tutti i loro problemi e con i quali mi sono trovato bene.
Augurando un buon lavoro ai prossimi eletti nel consiglio regionale della Valle d’Aosra in data odierna dichiaro che io se, non cambieranno gli scenari attuali, non mi presenterò alle prossime elezioni regionali ma che rimarrò nell’Union valdôtaine perché rimane l’unico movimento in cui io credo personalmente in questo momento, nonostante tutto, anche se penso abbia bisogno, dopo le elezioni regionali, di fare un repulisti e di ripartire dalle sezioni e dai giovani per ricostruire una nuova Union valdôtaine ed io se avrete bisogno di me ci sarò ad aiutarvi.
Come ha detto il collega Rosset Andrea, ‘non scappo’ ma rimango in attesa di momenti migliori.
Non getto la spugna abbandono il ring del Consiglio regionale perché in questo momento il gioco è troppo complicato e confuso ed io voglio rimanere pulito e vederci chiaro”.
Pubblicato / aggiornato
il 28/03/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione