Docenti Conservatoire: prosegue l’iter per parificazione con gli statali
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Il Conservatoire de la Vallée d’Aoste
Giovedì 10 marzo 2022, le organizzazioni sindacali della scuola Flc-Cgil, Savt-École e Snals-Confsal hanno incontrato il senatore Albert Lanièce e l’assessore regionale all’istruzione, Luciano Caveri, per un’informativa richiesta dagli stessi sindacati.
L’oggetto della riunione è stato l’iter, in Commissione paritetica Stato/Regione, di una proposta di norma di attuazione, che consentirà ai docenti dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta di ottenere un trattamento identico a quello dei Conservatori statali per quanto riguarda alcuni aspetti contrattuali, fra i quali spicca la mobilità.
L’assessore Caveri ha smentito le voci su una presunta interruzione del percorso di approvazione della norma per l’opposizione dell’Ufficio legale della Regione, confermando che è intenzione della Regione mantenere la proposta già concordata con i sindacati.
Da parte sua, il senatore Lanièce ha ricordato come i lavori della Commissione siano stati rallentati, perché, a ogni cambiamento di governo, la Commissione decade e occorre ricominciare il percorso già intrapreso. Ha anche annunciato che è in preparazione una riforma del Regolamento sul reclutamento dei docenti di Conservatorio a livello statale. Di conseguenza, è in atto un dialogo tra il Ministero dell’università e ricerca e la Regione autonoma Valle d’Aosta. Ciò consentirebbe l’introduzione di un nuovo Regolamento in grado di colmare la disparità di trattamento dei docenti dell’Istituto musicale pareggiato rispetto ai loro colleghi del Conservatorio.
La reazione di Cisl scuola VdA
All’incontro di giovedì 10 marzo 2022, la Cisl scuola VdA non ha partecipato, «pur avendo promosso in modo unitario con le altre sigle sindacali lo stato di agitazione dei docenti del Conservatoire, che era stato sospeso proprio nell’attesa di trovare risposte da parte della politica. Non siamo a conoscenza della richiesta di tavoli separati sul Conservatoire, se anche così fosse, come organizzazione scolastica rappresentativa, tra l’altro allo stato attuale la più rappresentativa tra i docenti dell’Istituto, avrebbe dovuto ricevere l’informativa», ha affermato il sindacato.
Ha poi sostenuto che fosse «quanto mai grave nei confronti della Cisl scuola e soprattutto di coloro che rappresenta, l’atteggiamento dell’assessore e del senatore, che dovrebbero essere garanti dell’imparzialità dell’azione sulla rappresentanza sindacale». E ha aggiunto: «Mai vorremmo pensare che la scelta di non convocarci al tavolo derivi dal fatto che gli aderenti alla Cisl scuola si sono espressi a favore del processo di statizzazione, che non contrasta con l’informativa sull’iter sulla norma di attuazione».
Le vicende passate
Martedì 2 novembre 2021, agli Affari di Prefettura della Regione, si era svolto il secondo tavolo di raffreddamento dello stato di agitazione dei docenti del Conservatoire de la Vallée d’Aoste con la presenza delle sigle sindacali e dell’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta Luciano Caveri.
Le parti si erano accordate e lo stato di agitazione era stato revocato.
Si era concordato di lavorare su alcuni punti della norma di attuazione in materia, in seguito posti all’attenzione della Commissione Paritetica, e di trovare una soluzione concordata sull’annoso tema del riconoscimento ai fini della carriera di un certo numero di insegnanti.
Lo stato di agitazione per i docenti del Conservatoire de la Vallée d’Aoste era stato indetto poco dopo la metà di ottobre 2021, i sindacati Flc-Cgil, Cgil scuola, Savt école e Snals VdA.
Alla base della decisione, la mancata statalizzazione dell’Istituto, richiesta nel 2019, da 29 dei 34 docenti.
«Il Conservatoire rilascia, comunque, titoli di studio riconosciuti, affinché i lavoratori possano godere dei medesimi diritti, istituti contrattuali e previdenziali di cui godono i loro colleghi dei Conservatori statali» hanno spiegato le organizzazioni sindacati in una nota.
Lo stato di agitazione era stato notificato al presidente della Regione, nell’esercizio delle sue funzioni prefettizie.
Pubblicato / aggiornato
il 11/03/2022 alle 11:17
Categoria:
Economia e Lavoro