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Comune Aosta: una Consulta per la parità e la non discriminazione

Comune Aosta: una Consulta per la parità e la non discriminazione (©comune.aosta.it) - Paolo Tripodi

La terza Commissione permanente del Comune di Aosta, competente in materia di politiche sociali e abitative e pari opportunità, mercoledì 17 novembre 2021, ha approvato all’unanimità il Regolamento della Consulta per le pari opportunità e la non discriminazione.

Il presidente della Commissione, Paolo Tripodi, lo ha definito un «lavoro veramente soddisfacente».

L’assessore Clotilde Forcellati si è espressa in questi termini: «Si arriva a questo documento condiviso grazie alla collaborazione di tutte le persone che in quell’ambito lavorano. È un primo passo: il Comune ha bisogno di avere un’istituzione dove discutere di pari opportunità e non discriminazione. Dopo l’approvazione in Consiglio comunale, bisognerà riempierla di contenuti e azioni concrete».

Auspicio condiviso anche dal consigliere Paolo Laurencet, il quale ha chiesto che «le azioni concrete siano subito avviate».

Le precedenti discussioni

La Commissione si era riunita già giovedì 4 novembre 2021. «È importante attivarsi rispetto a questa mancanza relativa alle pari opportunità. Con il nome vogliamo aprirci, focalizzandoci sugli aspetti di genere» aveva affermato l’assessore alle Pari opportunità, Clotilde Forcellati.

«Il regolamento è stato pensato per essere il più snello e semplificato possibile. Fra i membri vi sono anche rappresentanti delle associazioni locali così da ampliare il concetto di democrazia e arrivare a una democrazia partecipata» aveva aggiunto il presidente della Commissione, Paolo Tripodi.

La Consulta sarà composta dall’assessore comunale alle Pari Opportunità, dal presidente della Commissione Pari Opportunità, da sei consiglieri comunali (tre per la maggioranza e tre per la minoranza), dai rappresentanti delle associazioni locali di volontariato, promozione sociale e sportiva operanti nell’ambito delle pari opportunità.
La durata dell’organismo sarà quinquennale e saranno previste almeno due convocazioni l’anno.

Erano state poi audite alcune associazioni: Non una di meno – VdA, Dora – Donne in Valle d’Aosta, Centro donne contro la violenza di Aosta, Arcigay Valle d’Aosta Queer VdA.

«La scelta di confrontarci per poi prendere decisioni politiche è una scelta d’indirizzo che connota questa maggioranza e connota anche alcune forze o politiche appartenenti della minoranza. Dunque questa decisione è una decisione. Vorremmo essere promotori di opportunità, di confronti e il nostro compito è di trasformare tutto ciò in azioni. Abbiamo anche immaginato dei gruppi di lavoro perché è lì che si lavora, si produce e ci si confronta» aveva affermato Forcellati.

Giulio Gasperini, Arcigay Valle d’Aosta Queer VdA, aveva sottolineato come, in merito al regolamento «quando si parla di le finalità sarebbe opportuno inserire un approfondimento sull’identità di genere, in riferimento alle persone trans, che sono quelle più vittimizzate all’interno della nostra comunità. Occorre anche riflettere sulle violenze sul posto di lavoro che possono subire questi cittadini».

Viviana Rosi, Non una di meno – VdA, aveva commentato: «il nome della Consulta mi fa venire qualche dubbio: parità mi sa pensare a una partita di calcio, si potrebbe optare per consulta per le pari opportunità».

«La nostra idea, almeno inizialmente, era quella di pubblicare una manifestazione d’interesse per favorire l’adesione di tutte le associazione e provveder, in un secondo tempo, all’istituzione formale della Consulta» aveva concluso Tripodi. La proposta ha trovato parere favorevole da parte dei rappresentanti delle associazioni.

Pubblicato / aggiornato il 17/11/2021 alle 09:29
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Categoria: Politica e Amministrazione