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Aosta: farmacie e grattacielo del Quartiere Cogne in Commissione

Aosta: farmacie e grattacielo del Quartiere Cogne in Commissione (©bobine.tv) - La quinta Commissione del Comune di Aosta, riunita lunedì 15 novembre 2021

La quinta Commissione del Comune di Aosta, con funzioni di controllo politico-amministrativo per favorire l’integrazione dei rapporti tra l’attività di indirizzo e controllo del Consiglio comunale e l’attività propositiva e di amministrazione esercitata dalla Giunta, si è riunita lunedì 15 novembre 2021.

Audizione del presidente Aps

È stato audito il presidente di Aps Matteo Fratini.
«Abbiamo il compito di rimettere in piedi questa società in modo che possa erogare i servizi, richiesti dal Comune, alla cittadinanza. Ci sono stati affidati obiettivi importanti anche rispetto a quello che è la città di Aosta in un futuro sia breve sia lungo. Stiamo lavorando per rendere appetibile i parcheggi, fra i quali, in primis spunta, il Parcheggio de la Ville. Abbiamo aumentato, dall’oggi al domani, la sicurezza all’utenza del parcheggio Carrel. Anche sul fronte del cimitero, ci siamo mossi e stiamo continuando a lavorare per renderlo più accogliente e più sicuro.
Stiamo lavorando anche sul tema delle assicurazioni. Stiamo infatti valutando di perfezionare un contratto sui reati informatici» ha esordito Fratini.

In merito al programma delle nuove assunzioni, Fratini ha chiarito che è in programma un piano per le Risorse umane. Oltre a questo è anche oggetto di studio da parte dell’Aps il mantenimento dell’orario continuato di alcune attività della città: «nelle mie valutazioni, ho cercato di fare rispetto a ciò che sono le possibilità manageriali possibili. Ciò è fattibile con riorganizzazioni del mondo del lavoro, prime fra tutti delle farmacie andando a irrobustire queste attività» ha commentato Fratini.

Un altro aspetto preso in analisi è stato quello dei parcheggi.
Il Comune di Aosta ha ridotto del 50% il canone per l’occupazione del suolo pubblico per i parcheggi blu: l’importo passa così da circa 950mila a 425mila euro.
«L’Aps verserà meno Cosap (Canone Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche) al Comune per il 2021. In passato, l’Aps versava circa 300mila euro. La Cosap cubava per circa 900.000 euro, le mancate entrate nel 2020 sono state importanti, soprattutto nella sezione parcheggi e aree di sosta. L’aumento era stato proposto in un momento in cui il Comune rischiava uno squilibrio di bilancio. La sostenibilità di questa misura si verificherà nel tempo, la scelta è stata fatta per restituire all’Aps il giusto rapporto tra occupazione del suolo pubblico e la sua attività» ha spiegato Nuti.

La parola è poi passata al presidente della quinta Commissione, Giovanni Girardini: «Aps è stata voluta come braccio operativo dall’Amministrazione comunale. Qualche volta, però, come imprenditore, ho la sensazione che Aps abbia le fortune di essere una spa ma non fino in fondo, perché alle spalle ha l’Amministrazione. Una fra le voci che pesano di più sull’economia globale di un’azienda è il costo del personale. Mi stupisce, ad esempio, che le farmacie comunali siano, a livello di marketing, dormienti rispetto a quelle private. in termini di aggressività commerciale».
«Sicuramente sono attività che sono soggette a un mio studio e saranno implementate a seconda delle loro potenzialità e a seconda della loro posizione geografica strategica» ha risposto Fratini.

Gli accordi di programma

È seguita la verifica periodica dello stato degli adempimenti degli accordi di programma e dei deliberati del Consiglio comunale.
Audizione del sindaco Gianni Nuti e dei membri dell’Esecutivo

Il sindaco, Gianni Nuti, ha spiegato: «Gli interventi prioritari individuati dalle precedenti Amministrazioni erano: la costruzione di un palazzetto dello sport, di un complesso tennistico e di una struttura dell’atletica indoor. A questi si aggiungeva la messa a norma del maneggio e la realizzazione di un campo di tiro con l’arco. nello stesso accordo erano anche inclusi lo sgombero dell’area Puchoz, il trasferimento dei campi da tennis di via Mazzini. C’era anche un accordo con la Regione autonoma Valle d’Aosta per delocalizzare lo stadio cittadino».

I lavori sono proseguiti con l’analisi di un accordo di programma, datato 1995, con il Coni e la RaVda, che prevedeva la realizzazione di opere sportive nella città e la gestione del Palaindoor.
Questo è stato rinnovato nel gennaio 2007. Ad oggi, però, il Coni non ha più le competenze per svolgere una funzione uguale a quella ricoperta allora. «Direi che questo accordo di programma dovrebbe essere chiuso, per via di un cambiamento dell’assetto giuridico della società Coni» ha commentato il sindaco.

Un altro accordo di programma riguarda la riconversione dell’area Cogne che ha subito, ultimamente, una battuta d’arresto. «Occorre prevedere per quell’area un progetto di riqualificazione e di collegamento con la restante parte della cittadina. È dunque in fase di stesura»

Sono stati verificati i testi aggiornati relativi agli accordi di programma vigenti e all’elenco degli immobili delle proprietà dell’Amministrazione regionale o di suoi soggetti partecipati/controllati, ubicati nel territorio comunale di Aosta.

È stato preso in esame il progetto di demolizione del grattacielo del Quartiere Cogne.
«Il progetto definitivo ha avuto un momento di meditazione profonda, perché, dopo alcuni carotaggi sulle strutture portanti, si è notata la presenza di tracce di amianto. Di conseguenza gli Uffici hanno disposto un affido per effettuare altri prelievi che hanno confermato le tracce di presenza di amianto nel calcestruzzo. Quindi, le macerie non potranno essere smaltire nelle discariche per materiali inerti e il costo di smaltimento aumenterà. Sono in corso analisi da parte della regione, dell’Arpa e auspico che l’appalto per la demolizione possa essere fatto a breve».

Le osservazioni di Potere al Popolo

Potere al popolo Valle d’Aosta ha espresso, in una nota, la sua perplessità in merito al ritrovamento di tracce di amianto nella struttura portante del grattacielo: «siamo sicuri che sia necessario abbattere questa struttura? Esiste un reale rischio di crollo? L’amianto non si può bonificare? Ci sono circa 100 appartamenti lì dentro che potrebbero essere rimodernati e servire a dare alloggio pubblico, a prezzi equi, a centinaia di persone strozzate mensilmente dalla giungla degli affitti privati».

Il gruppo si è anche interrogato sul motivo per cui sarebbe necessario abbattere una struttura già esistente e che potrebbe rivelarsi ancora utile in futuro.
Potere al Popolo auspica «che una tale decisione non sia stata presa soltanto in virtù di un giudizio estetico, perché in tal caso sarebbe molto pericoloso e reazionario pensare di eliminare dalla faccia della terra tutto quello che non corrisponde a presunti canoni di bellezza e di perfezione».

Pubblicato / aggiornato il 15/11/2021 alle 17:59
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Categoria: Politica e Amministrazione