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Gli strascichi dell’istanza Zucchi

Gli strascichi dell’istanza Zucchi (©bobine.tv) -

Mercoledì 1° dicembre 2021, durante la seduta del Consiglio Valle, è stata discussa l’istanza presentata da Alberto Zucchi in merito all’avvio della procedura di accertamento della sussistenza di incompatibilità per sei consiglieri in carica, condannati dalla Corte dei Conti.

Le diverse posizioni assunte dai gruppi consiliari, già esplicitate nel dibattito in aula, hanno avuto strascichi a seguire.

Progetto civico progressista

Nel dibattito, Erika Guichardaz e Chiara Minelli hanno evidenziato che fin da fine agosto, quando si è iniziato a discutere sulla sentenza della Corte dei Conti, avevano sottolineato la necessità di approfondimenti in Commissione. Ricordano anche di non aver aderito alla richiesta di convocazione di un Consiglio straordinario non preceduto da un lavoro istruttorio in Commissione. 

«Il presidente del Consiglio– commentano le consigliere di PCP -, che in altri tempi è stato molto attento al metodo, a riguardo dell’istanza presentata invece di dare avvio ad un approfondimento in Commissione ha preferito seguire altre strade a scapito della chiarezza. Oggi ci siamo quindi trovate a discutere di una istanza senza una adeguata analisi della materia, ed è paradossale che ciò sia avvenuto perché un cittadino l’ha presentata e che senza tale istanza la questione non sarebbe neanche stata sottoposta all’attenzione del Consiglio.
A nostro avviso era importante avere il quadro completo della situazione, richiedere da parte del presidente del Consiglio autorevoli pareri legali, essere insomma trasparenti e mettere il Consiglio nelle condizioni di esprimersi sulla base di elementi più strutturati e non su semplici interpretazioni. Invece è stato fatto tutto nel segno della completa segretezza, con una delibera di Giunta secretata, una documentazione non fornita e un quadro generale della situazione non chiarito. La procedura seguita, pertanto, a nostro avviso non è stata corretta. Abbiamo quindi chiesto che tutta la documentazione venisse trasmessa alla competente Commissione consiliare per un doveroso atto di trasparenza, ma nel merito dell’istanza abbiamo esplicitato che, in assenza di robusti elementi a suo sfavore, dovesse essere accolta.
La maggioranza ha chiesto il voto segreto, a cui non hanno partecipato la Lega VdA e altri due consiglieriIl risultato, alla presenza in Aula di 34 consiglieri, è stato di 3 voti a favore e 18 contrari. Ciò significa che anche alcuni dei Consiglieri condannati dalla Corte dei Conti hanno votato contro una istanza che li coinvolge direttamente, scelta che ci appare inopportuna e discutibile».

Maggioranza

Anche la maggioranza ha diffuso una nota in proposito.

I gruppi consiliari Union Valdôtaine, Federalisti Progressisti – Partito Democratico, Alliance Valdôtaine – Vallée d’Aoste Unie, Stella Alpina e Gruppo Misto hanno scritto:«Gli uffici del Consiglio regionalein collaborazione con quelli della Giunta, hanno condotto un’attenta ed articolata istruttoria che ha portato a ritenere di non dover dare corso d’ufficio alla contestazione dell’incompatibilità nei confronti dei consiglieri condannati, poiché il procedimento non è da ritenersi concluso in quanto, in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione, la sentenza non può considerarsi passata in giudicato. Un’istruttoria che è stata sviscerata in tutti i suoi aspetti, così come è stata approfondita l’istanza presentata: abbiamo valutato che il percorso tecnico-giuridico fosse corretto e ci siamo comportati di conseguenza nell’assoluto rispetto delle norme.  In merito ad un fantasioso conflitto di interesse in occasione del voto in consiglio regionale è opportuno precisare che nessun componente della maggioranza ha dei debiti nei confronti della Regione».

Ambiente-Diritti-Uguaglianza

Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta definisce, quello di mercoledì 1° dicembre, un voto non scontato «perché la legge regionale 20/2007, sul punto, si presta come minimo a differenti interpretazioni: il debito dei condannati nei confronti della Regione è liquido ed esigibile, quindi perché non dovrebbe scattare l’incompatibilità, come avviene per il  cittadino comune? Dubbi legittimi, che meriterebbero spiegazioni approfondite. Come mai, allora, a differenza di quanto avvenuto altre volte (come per il conflitto di attribuzioni, ad esempio) non si è ritenuto di acquisire, nemmeno a fronte della formale istanza presentata da un elettore, un parere legale da un esperto? 
Ma l’aspetto più scandaloso è legato proprio al voto. Può un condannato/debitore su cui pende il dubbio della decadenza decidere sulla sua decadenza? Si chiama conflitto di interesse. E come si affronta? In un paese le cui istituzioni sono rappresentate da persone civili con l’astensione. 
In Valle d’Aosta, no. In Valle d’Aosta la soluzione è il voto segreto. Lo chiede Chatrian, e fa contenti tutti i diretti interessati. “Votiamo a nostro favore, tanto non ci vede nessuno”, avranno pensato. Ma la vergogna si sente, è nell’aria. E lascia una lunga scia che, guarda caso, porta proprio di loro
».

Pubblicato / aggiornato il 02/12/2021 alle 09:45
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Categoria: Politica e Amministrazione