Ospedale Beauregard: uno studio sul dolore nei neonati prematuri
Un team del reparto di Patologia neonatale dell’Ospedale Beauregard ha condotto e pubblicato su Scientific Reports uno studio scientifico sulla risposta al dolore da procedura nei bambini prematuri.
Un campione significativo di neonati prematuri è stato osservato durante l’esposizione a due diverse situazioni specifiche nel corso di procedure cliniche dolorose: i suoni ambientali o la viva voce della madre che parlava o cantava.
Lo studio è stato avviato per comprendere come l’intervento vocale della madre possa intervenire sui segnali di percezione del dolore nei prematuri, sulla quantità di ossitocina e sui livelli di cortisolo nel plasma.
«Durante le procedure dolorose a cui i neonati prematuri sono sottoposti è stato chiesto alle madri di parlare o cantare accanto al neonato. Contemporaneamente sono stati dosati i livelli di ossitocina nella saliva e del cortisolo nel sangue – spiega il direttore della Struttura complessa Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Beauregard, Paolo Serravalle – e il livello di dolore è stato rilevato, attribuendo un punteggio clinico internazionale validato.
Si è evidenziato come la voce diretta delle madri, rispetto ai soli rumori ambientali, contribuisca in maniera significativa alla riduzione sensibile della percezione del dolore.
Contemporaneamente si è assistito ad un incremento significativo dei valori di ossitocina nella saliva, non sono state invece rilevate differenze significative nei valori plasmatici del cortisolo. Lo studio ha dunque evidenziato che l’ossitocina endogena liberata durante il contatto vocale materno sembra in grado di innescare un meccanismo di protezione che è attivato durante le procedure dolorose».
Gli studi hanno dunque dimostrato che la presenza vocale della madre ha effetti benefici sul dolore innescato nel neonato.
Pubblicato / aggiornato
il 02/12/2021 alle 11:43
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Categoria:
Salute