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Comitato ampliamento del Parco del Mont Avic: il progetto è bloccato da RaVdA

Comitato ampliamento del Parco del Mont Avic: il progetto è  bloccato da RaVdA (©bobine.tv) - Il Parco del Mont Avic

Il Comitato promotore per l’ampliamento del Parco naturale regionale del Mont Avic lamenta il fatto che l’iniziativa, promossa dall’8 luglio 2018, dopo due anni di lavoro, è bloccata in Regione «con una delibera che non sembra proseguire il suo iter».

Il comitato e i suoi intenti

Il comitato nacque di fronte alla volontà di alcuni proprietari di terreni, situati lungo il versante orientale del Vallone di Clavalité, di promuovere l’ingresso nel parco di una zona di territorio particolarmente interessante, sotto l’aspetto naturalistico per la sua conformazione geologica, per la fauna e la flora presenti e per la storia di una vallata utilizzata per l’estrazione di minerali, quali magnetite e calcopirite. Tracce desunte da alcuni sondaggi di ricerca sono, infatti, presenti alla Petite Balla-Lana (serpentinite scistosa), alla Grande Balla-Lana (serpentiniti irregolarmente mineralizzate) e nei pressi del Col de Raye – Chevrère (serpentini ricchi in magnetite).

Da fonti di archivio, si è venuti a conoscenza della presenza di una fabbrica di ferro presente nel 1651, presumibilmente alla confluenza tra i torrenti Clavalité e Savoney, dove è possibile ancora oggi rinvenire alcune tracce di scorie di fusione.

La stessa fonte di archivio rileva che, nel 1652, fu stipulata una convenzione per la costruzione di un forno per fondere il minerale estratto nel Vallone del Ponton e di una fucina a Barche- Misérègne per la lavorazione della magnetite estratta nella valle di Clavalité.

La finalità del progetto

La proposta è l’inserimento nel parco di nuovi 1.549 ettari che, sommati agli attuali 5.744 ettari di estensione del parco, porterebbero a una nuova superficie di ben 7.293 ettari. Tra i 1.549 ettari previsti dall’ampliamento, 1.458 arrivano da proprietà private, tra cui anche l’Istituto Diocesano, mentre 91 ettari sono desunti da proprietà del Comune di Fénis. Tutta l’area di ampliamento è già riconosciuta come Zps, ovvero zona di protezione speciale per la tutela dell’avifauna.

L’iter finora svolto

Il 18 settembre 2019, l’Amministrazione regionale aveva riunito i sindaci di Fénis, Chambave, Pontey, Châtillon, Champdepraz e Champorcher, chiedendo a ogni Comune di esprimersi sulla cartografia che la regione aveva redatto. A seguito dell’intervento della Struttura aree protette sul patrimonio naturale valdostano, è stata presentata una raccolta ed elaborazione dei dati sul territorio in ampliamento e, nella stessa riunione, avvenuta nel mese di febbraio 2020, l’Amministrazione regionale aveva confermato l’interesse verso il progetto di ampliamento del parco, limitatamente all’area indicata dal Comitato promotore.

Così, il 31 dicembre 2020, l’Assessorato Ambiente, Trasporti e mobilità sostenibile della Regione ha convocato per il 18 gennaio 2021 una riunione istruttoria circa il progetto di ampliamento del Parco naturale Mont Avic.

Il 18 gennaio, in videoconferenza, erano presenti:

  • Struttura biodiversità, sostenibilità e aree naturali protette
  • Parco naturale Mont Avic
  • Comune di Fénis
  • Comitato per l’ampliamento del Parco naturale regionale del Mont Avic
  • Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio 
  • Corpo forestale della Valle d’Aosta 
  • Forestazione e sentieristica 
  • Flora e fauna
  • Investimenti aziendali e pianificazione agricolo-territoriale
  • Patrimonio paesaggistico e architettonico
  • Pianificazione territoriale
  • Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta
  • Comitato regionale gestione venatoria
  • Politiche regionali di sviluppo rurale
  • Legambiente – Circolo della Valle D’Aosta e Club Alpino Italiano- Sez. Verrès

Lo scopo della riunione era la raccolta di elementi a supporto del progetto o di criticità, al fine di concludere l’iter amministrativo per il progetto di ampliamento, inquadrato nei suoi confini, versanti, altitudini e particolarità morfologiche.

Il progetto aveva trovato favore quasi all’unanimità: unica eccezione è stato il no del Comitato caccia, che ha individuato nell’ampliamento una ricaduta sulla circoscrizione n. 4 di Fénis, già in sofferenza per il rapporto tra densità faunistica e numero di cacciatori. 

Nella stessa riunione, era stato comunicato che il comitato scientifico del Museo regionale di scienza naturale Efisio Noussan, dopo aver esaminato l’istruttoria nella seduta del 4 dicembre 2020, aveva espresso anch’esso un parere favorevole alla proposta di ampliamento del parco.

Di fronte alle positive risultanze della riunione istruttoria e a seguito della comunicazione d’assenso del Comune di Fénis, l’iter amministrativo era proseguito con la consegna della delibera al presidente di Giunta, avvenuta a luglio 2021.

Da allora il silenzio

«Nulla è più stato fatto per questo progetto», scrive il comitato in una nota, aggiungendo che «non riceve notizie, nonostante tutto l’iter percorso e nonostante tutte le promesse fatte dallo stesso presidente di Giunta». 

Così il Comitato, «oltre a interrogarsi circa le motivazioni che possano tenere ferma questa delibera», lancia anche un appello alla politica, «che non solo è al servizio del cittadino ma che sempre più, negli ultimi anni, si mostra impegnata in termini di politiche e salvaguardia ambientale. Questa proposta non intende altro che valorizzare un parco che, contando 30mila visitatori nel pre-pandemia, ha sempre ottenuto interesse».

L’appello stimola a completare l’iter finora svolto.

Pubblicato / aggiornato il 17/12/2021 alle 14:59
Categoria: Politica e Amministrazione