Via libera delle assemblee al nuovo Ccnl Sanità
Dopo dieci anni, è stata firmata la preintesa del contratto di lavoro in ambito sanitario.
Tra le principali novità, vi è l’aggiunta media di 85 euro (mensili lordi) in busta paga, con il mantenimento del bonus introdotto dal governo Renzi. Inoltre, è stato ampliato l’ambito di applicazione di varie indennità (per esempio, l’indennità di rischio): ora, spettano anche a chi riveste ruoli tecnici, come gli Oss.
La preintesa prevede che, al momento della firma del contratto, sarà convocata una commissione paritetica che (entro il 31 luglio) riscriverà le declaratorie relative alle varie mansioni; questo perché alcune declaratorie sono datate e non più applicabili a causa dell’evoluzione tecnologica e delle responsabilità.
Secondo quando affermato dai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Savt santé, la preintesa è un atto che da forza alla contrattazione integrativa, a livello aziendale, e alla Rappresentanza sindacale unitaria. Sul punto, è stata aggiunto l’obbligo di informazione preventiva, per cui i dirigenti e/o coordinatori, prima di prendere una decisione, dovranno consultarsi con i rappresentanti sindacali.
È stato evidenziato il fatto che la preintesa rappresenta il superamento della Legge Brunetta, quindi l’ampliamento della gamma dei diritti dei lavoratori. Infatti, sono state aggiunte diciotto ore di permesso all’anno, che si vanno a sommare ai tre giorni di permesso già previsti. Sono poi stati inseriti dei congedi speciali per donne vittime di violenza: 90 giorni di permesso sono concessi alla lavoratrice inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati. Particolarmente apprezzata dai lavoratori è la previsione di ferie solidali.
Alla fine delle assemblee sindacali di presentazione del documento ai lavoratori, Pietro Trovero (Fp Cgil) e Chiara Pasqualotto (Cisl Fp) hanno evidenziato come “i lavoratori sanitari hanno manifestato un grande interesse riguardo alla presentazione delle novità contrattuali. Bisogna ricordare che, sulla questione, ha avuto luogo una campagna forviante portata avanti su Facebook da alcuni sindacati corporativi“. “La risposta è stata positiva – ha detto Natale Dodaro (Uil Fp) -. I lavoratori hanno apprezzato l’inserimento dell’obbligo di concertazione tra l’Unità sanitaria e i rappresentanti sindacali per le questioni rilevanti: in particolare, orari e organizzazione del lavoro“. Inoltre, è stata apprezzata anche l’aggiunta delle 18 ore di ulteriori permessi.
Tuttavia, nel corso dell’assemblea, i lavoratori hanno lamentato alcune carenze: in primis, vi sono state polemiche riguardo al fatto che, per rivestire incarichi organizzativi, non si tiene sufficientemente conto dei differenti titoli di studio (la laurea specialistica non fornisce più punti di quella triennale). In aggiunta, alcuni infermieri hanno segnalato il fatto che, nonostante la differenza di responsabilità, il loro salario resta molto simile a quello degli Oss.
Il Ccnl che si andrà a firmare resterà in vigore fino al 31 dicembre 2018, tuttavia, già nel mese di ottobre, saranno aperte le trattative per il nuovo contratto triennale 2019/2021.
Umberto Nigra (Savt santé), Pietro Trovero (Fp Cgil), Chiara Pasqualotto (Cisl Fp) e Natale Dodaro (Uil Fp) hanno espresso la speranza che “le novità introdotte rappresentino la base da cui si partirà per la futura contrattazione“.
Pubblicato / aggiornato
il 22/03/2018 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
