La Valle d’Aosta nel 2021
(©Valeria Serradura per Bobine.tv) -
Conferenza stampa di fine anno
Martedì 28 dicembre 2021, nell’Auditorium dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta, si è svolta la conferenza stampa di fine anno.
Consiglio Valle
Per quanto riguarda il lavoro messo in atto dal Consiglio regionale nel 2021, è stato riferito che una parte significativa si è concentrata su attività di sostegno alla pandemia e alle conseguenze di questa. Un terzo delle leggi approvate ha un collegamento con questo sostegno.
Il Consiglio Valle è stato uno fra i pochi con attività in presenza, senza particolari interruzioni.
«Abbiamo cercato collaborazioni con altre regioni, in particolare con quelle a Statuto speciale», ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, Alberto Bertin. È stato preso un accordo con il Friuli Venezia Giulia e con il Trentino Alto Adige/Bolzano per affrontare le tematiche più importanti di quest’anno. È stato organizzato un convegno di fiscalità differenziata e sono stati affrontati anche aspetti legati alla legalità, come l’adesione ad Avviso pubblico, la rete di Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie.
«Nell’ambito della Conferenza delle regioni, abbiamo assunto il ruolo di coordinamento dell’obiettivo di valutazione regionale. È stato istituito il Comitato paritetico di valutazione delle politiche regionali, con una nuova funzione di valutazione, che permetterà di avere leggi migliori, più efficaci. Per quanto riguarda la Conferenza sul futuro d’Europa, la Valle d’Aosta parteciperà, per far sentire la sua voce anche a livello europeo, in quanto Regione a Statuto speciale», ha continuato il presidente.
La Giunta
«La visione che stiamo cercando di sviluppare è quella di un settore che diventi sempre più strategico nello sviluppo economico della regione e sempre più a sua disposizione», ha spiegato Luigi Bertschy, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, formazione e lavoro. Si garantisce lavoro a circa mille persone nel periodo invernale. Si riesce a gestire un’economia turistica invernale ed estiva di assoluta rilevanza e si vuole investire in infrastrutture sempre più sicure. Da poco è stato lanciato il progetto con il Consiglio regionale per essere sempre più competitivi: l’obiettivo è rendere questi servizi sempre più completi.
Il 9 giugno 2021, è stato approvato il Piano regionale di interventi di politica del lavoro: le prime azioni importanti sono stati gli incentivi all’occupazione, con la possibilità di fornire nuovi contratti a tempo indeterminato per 850 persone. Le azioni partite nel del 2021 sono state: l’organizzazione di piani formativi, l’introduzione di un sistema di voucher per professioni regolamentate, gli interventi per dare sostegno alla formazione, in particolare per i maestri di sci e le guide alpine, ma anche per il personale socio-sanitario. Per il prossimo triennio è previsto un finanziamento importante: circa 8 milioni di euro per l’occupazione e tutte le risorse dedicate alla formazione. In questo modo, si vuole contrastare la povertà e dare risposte formative e occupazionali a tutti, in particolare ai giovani.
Riguardo al reinsediamento industriale, la Legge regionale n. 8 del 2016 permette di sostenere progetti di ricerca, di occupazione e di sviluppo. In Valle d’Aosta ci sono alcuni siti inoccupati da tempo, quindi questo Governo mira al progetto di loro ripopolamento.
Sul tema dell’idrogeno, nella regione è presente un’azienda importante che produce energia idro-elettrica. «Negli ultimi giorni siamo stati dal ministro Giovannini per parlare di progetti sperimentali di strategia e programmazione ecologiche. La transizione energetica può essere molto positiva per la Valle d’Aosta».
Il 27 dicembre 2020, è stata avviata la campagna vaccinale anti covid, per la quale Roberto Barmasse, assessore alla sanità, salute e politiche sociali, si ritiene soddisfatto. Lo sforzo organizzativo è stato enorme, soprattutto per la terza dose. La variante Omicron è arrivata anche in Valle d’Aosta: i primi 2 casi sono un uomo di mezza età e una donna giovane. «La velocità nelle somministrazioni è essenziale in questo momento – ha affermato l’assessore – Riguardo alla vaccinazione under 12, per adesso si è avuta una buona risposta e i pediatri stanno aiutando molto, vaccinando sia negli hub sia negli ambulatori».
Per quanto concerne il Piano regionale per la salute e il benessere sociale, la piattaforma democratica ha ricevuto le risposte di circa 500 utenti: sono state analizzate circa 1800 pagine e 40 sono stati i contributi effettivi al Piano. Molti utenti hanno analizzato il Piano nella sua interezza, il tempo di permanenza media sul sito è stato di 1 ora e 43 minuti. Il Piano è ancora in fase di elaborazione, in quanto ha dovuto fare i conti con la crisi sanitaria e con il taglio delle risorse. Si è valutata una riorganizzazione funzionale del territorio: l’Ospedale deve essere il fulcro di una sanità che integra l’attività territoriale. «Andranno, quindi, potenziati i servizi a domicilio, anche con la telemedicina, che sarà sicuramente la medicina del futuro», ha aggiunto l’assessore.
Sono stati, poi, forniti aiuti ai nuclei familiari in maggiore difficoltà, soprattutto in seguito alla pandemia.
Luciano Caveri, assessore all’Istruzione, università, politiche giovanili, affari europei e partecipate, ha affermato che «ci sono settori da presidiare in modo collegiale, come le risorse del Pnrr di derivazione europea, che devono essere coordinati con i fondi comunitari in cui affermare le specialità del nostro territorio interamente montano e frontaliero».
Ha precisato che le società partecipate sono 13 a partecipazione diretta e 28 a partecipazione indiretta; molto buoni gli introiti da Cva, positivo l’andamento del Casino de la Vallée, risultato positivo per Inva.
Riguardo all’istruzione, l’assessore ha ipotizzato che anche nell’anno scolastico 2022/23 si dovrà procedere alla chiusura di alcune scuole materne, in alcuni paesi di alta montagna, a causa dello scarso numero di bambini. «Il tema della demografia va affrontato, anche a livello sociologico e psicologico», ha affermato Caveri.
Jean-Pierre Guichardaz, assessore ai beni culturali, turismo, sport e commercio ha affrontato il tema dei grandi eventi, la cui strategia è un fattore di attrazione turistica nella regione. Vi trova, infatti, terreno fertile, sia per la disposizione dei territori pronti ad accogliere eventi di grande portata, sia per l’importante macchina organizzativa. Sono organizzati gare di coppa del mondo di sci, concerti di artisti di levatura internazionale, tappe del Giro d’Italia e del Tour de France.
Con la riapertura del castello di Aymavilles, attualmente sono otto i castelli gestiti direttamente dalla Regione. Si tratta di luoghi ideali per un turismo culturale di alta qualità. Per valorizzare al meglio il patrimonio culturale e storico, sono stati sviluppati siti internet per raccontare, tutelare e valorizzare questo patrimonio, a fini turistici e commerciali.
Per la ripartenza del mercato turistico nei prossimi anni, gli operatori turistici assicurano un’accoglienza che non ha nulla da invidiare ai competitor e la Regione si sta attivando per rafforzare le competenze.
Carlo Marzi, assessore alle Finanze, innovazione, opere pubbliche e territorio, ha detto: «Il tema della digitalizzazione è di difficile comprensione, perché molte volte lo si confonde con quello della tecnologia». È stata impressa un’accelerazione a tutta una serie di processi: nel 2021 si è, infatti, passati da 10mila a 17mila abitazioni private collegate alla la fibra pubblica.
L’intenzione è di investire 24 milioni di euro per poter permettere ai player privati di terminare i lavori.
Per la didattica a distanza, sono staati investiti 23 milioni di euro.
«La vera sfida è di individuare un modello di società per la digitalizzazione, perché bisogna pensare all’inclusione sociale», ha continuato l’assessore.
Per quanto concerne il sostegno della casa e delle imprese, è necessario cercare di mantenere in piedi alcune delle peculiarità economiche e sociali che hanno contraddistinto la storia della Valle d’Aosta e verificare le azioni poste in essere.
Davide Sapinet, assessore all’agricoltura e risorse naturali, ha spiegato che, nell’ambito dell’agricoltura valdostana, è presente una generazione di ragazzi che hanno deciso di continuare l’attività di famiglia o di intraprendere un percorso nuovo. La politica deve garantire un sostegno a queste attività.
È stata decisa una proroga del Programma di sviluppo rurale. Negli anni 2023/2027 vi sarà la nuova programmazione, punti caratterizzanti della quale sarà il sostegno alle aziende, in un momento caratterizzato dall’aumento dei costi delle energie e delle materie prime.
Inoltre, si sta cercando di affrontare anche l’importante tema della convivenza tra uomo e fauna selvatica.
Erik Lavevaz, presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha parlato di un percorso di consultazione per lo sviluppo sostenibile: si tratta di una strategia di sviluppo a livello regionale, con un adattamento al nostro territorio, mettendone in evidenza i punti deboli e le eccellenze. Lo sviluppo sostenibile riguarda anche per i campi sociali, al fine di migliorare la vita di ognuno.
Dopo le dimissioni dell’assessore Minelli, numerosi sono i piani ancora in fase di approvazione. Sarà sviluppata una road map per la gestione dei trasporti e della viabilità e mobilità della Regione. Il Piano sarà approvato entro febbraio 2022.
Riguardo ai rapporti tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e il Governo italiano, Lavevaz ha parlato di un ascolto continuo, anche grazie alla collaborazione del senatore Lanièce. L’atteggiamento del Governo è, però, molto centralista, in particolare in relazione al Pnrr: le Regioni hanno chiesto di far parte della cabina di regia e la risposta è stata negativa. Vi è stato anche un aumento rilevante delle impugnative.
Nel mese di gennaio 2022, si provvederà a rimettere in piedi la squadra di Governo, riempiendo la casella mancante.
Per quanto concerne il Covid, Lavevaz ha detto: «Oggi abbiamo armi più affilate per combattere la pandemia. La ricaduta sociale è, quindi, minore. Il virus si modifica spesso ma una buona parte della popolazione è vaccinata, dunque in grado di rispondere in maniera diversa da un punto di vista sanitario. Questo vuol dire che il sistema adottato fin dall’inizio deve essere cambiato: va introdotto l’obbligo vaccinale per tutti», ha concluso il presidente.

Pubblicato / aggiornato
il 28/12/2021 alle 18:53
Categoria:
Politica e Amministrazione