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Le fotografie di Stefano Torrione esposte al Forte di Bard

Le fotografie di Stefano Torrione esposte al Forte di Bard

Il Forte di Bard ospiterà, da giovedì 29 marzo a domenica 2 settembre, la mostra fotografica La Guerra bianca, Fotografie di Stefano Torrione.

La sala espositiva del Museo delle Fortificazione e delle Frontiere ospiterà oltre 70 immagini realizzate dal fotografo valdostano, che conducono il pubblico sul fronte dei ghiacciai della Grande Guerra.  
Il reportage è stato realizzato in occasione del centenario della Grande Guerra e pubblicato da National Geographic Italia nel numero di marzo 2014 (il primo servizio di un’edizione straniera a essere tradotto e ripreso dal sito internazionale).
Il fotografo ha dedicato tre anni a percorrere la linea del fronte, sulla lunga cresta di confine tra il Passo dello Stelvio e l’altopiano carsico, dove le truppe austro-ungariche e italiane si affrontarono in zone impervie in cui mai si era combattuto, fino a 3.000 metri di altitudine, tra le cime e i ghiacciai delle Alpi centrali e orientali. L’itinerario del fotografo, accompagnato dall’alpinista Marco Ganola, segue le tracce lasciate dalle migliaia di uomini mandati a combattere e a morire in condizioni proibitive: trincee, baracche, gallerie scavate nella roccia, postazioni di combattimento, ma anche armi e oggetti personali ritrovati in quota, testimonianza di uno degli eventi più tragici della storia dell’umanità. 
Le fotografie di Torrione raccontano innanzitutto la storia di una scoperta personale: quella legata all’emozione di ritrovare le tracce di una guerra in luoghi che prima di allora non avevano visto nulla di umano, le quote più elevate del fronte italo-austriaco, l’Adamello, l’Ortles, il Cevedale, la Marmolada. Le foto consegnano alla memoria collettiva la drammatica esperienza che vissero centinaia di uomini scaraventati a vivere, combattere e morire in condizioni proibitive, estate e inverno, a temperature che superavano i 30 gradi sotto zero.  Le tracce ancora vive e presenti di quella immane tragedia – i muri a secco e in calcestruzzo aggrappati al granito, le trincee, le matasse di filo spinato arrugginite, cannoni abbandonati – contrastano con la bellezza del paesaggio di quei luoghi. A causa del riscaldamento globale, molti di quei resti sono riaffiorati facendo ritrovare un tempo che si credeva perduto. Un viaggio iconografico per ricordare cosa è stata la Guerra Bianca che venne combattuta tra le truppe del Regno d’Italia e dell’Impero austro-ungarico.

Pubblicato / aggiornato il 19/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Tempo libero