La sinistra progressista chiede una donna al Quirinale
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Il Palazzo del Quirinale, a Roma
Le delegazioni politiche di Area Democratica, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica si sono incontrare per fare una valutazione in merito alla prossima elezione del presidente della Repubblica e del delegato regionale valdostano che, insieme alla deputato Elisa Tripodi e al senatore Alberto Lanièce, farà parte dei grandi elettori.
È stata condivisa la valutazione che, «dopo oltre settanta anni di presidenze maschili, sia questo il momento opportuno per dare finalmente un segnale forte e per fare in modo che l’articolo 51 della Costituzione, che afferma la parità di genere nell’accesso alle cariche pubbliche, trovi finalmente realizzazione nella carica più rappresentativa dello Stato italiano». L’indicazione comune è quindi di operare attivamente per l’elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica, come richiesto anche dall’appello lanciato da Dacia Maraini e da tante donne della cultura e dello spettacolo.
«Una donna custode della Costituzione antifascista, dell’unità del Paese e garante delle Istituzioni, comprese quelle locali, dei diritti della persona, del lavoro, della tutela dell’ambiente e del progetto d’integrazione europea. Autorevole per il percorso compiuto, senza zone d’ombra rispetto alle leggi della Repubblica.
Ricordando che per pregiudizio maschile alle donne si chiede sempre di più, riteniamo che siano molte le donne candidabili e adeguate alla carica. Probabilmente, più degli uomini – precisa una nota -. In un Paese normale non dovrebbero esistere distinzioni legate al genere ma l’Italia è un paese dove il tasso di femminicidi rappresenta più del 40% degli omicidi commessi, dove non esiste parità salariale e dove le donne vengono ancora concepite come “il genere” destinato alla cura della casa e della famiglia».
Pubblicato / aggiornato
il 10/01/2022 alle 09:26
Categoria:
Politica e Amministrazione