Confcommercio: situazione di crisi per il commercio e il turismo in VdA
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La sede di ConfCommercio Valle d'Aosta e Bcc Valdostana
L’Italia e la Valle d’Aosta si trovano nuovamente a dover affrontare un periodo di crisi. È questo l’allarme lanciato da Confcommercio che chiede al Governo la proroga della Cig Covid.
«Dal primo gennaio è scaduto il divieto di licenziamento – ha commentato Graziano Dominidiato, presidente Confcommercio VdA – ma se non si riescono a tenere le aziende in piedi, si è costretti a licenziare nuovamente il personale. Nei centri storici e nelle nostre località sciistiche mancano i turisti e il ritorno dello smart working è sempre più impattante e problematico. A ciò si aggiungono anche le chiusure temporanee a causa covid o quarantene».
Secondo Confcommercio «se il Governo non interverrà con una proroga degli ammortizzatori covid, sono a rischio, in tutta Italia, altri 50mila posti di lavoro solo nel settore dei pubblici esercizi. Inoltre a seguito dell’esaurimento degli effetti della Cassa integrazione covid, scaduta il 31 dicembre 2021 e che, se non prorogata, rischia di generare gravi ripercussioni sulla tenuta occupazionale del settore, migliaia di posti di lavoro sono a rischio.
La richiesta di ulteriori 13 settimane di Cassa covid riguarda soprattutto quelle attività che stanno subendo le conseguenze delle limitazioni e dall’incertezza creata dal risalire della curva dei contagi».
Agenzie viaggi e tour operator
Le agenzie viaggi e i tour operator si ritrovano in una «situazione drammatica, nuovamente fermi a seguito delle restrizioni e lontanissimi dalla possibilità che il turismo possa tornare alla normalità». A lamentare la situazione è la sezione valdostana della Federazione italiana Associazione imprese viaggi e turismo (Fiavet).
Con la ripresa dei contagi, le strutture ricettive e le agenzie viaggi hanno subito un ulteriore crollo del fatturato.
«Le misure proposte nel nuovo decreto – commenta Chiara Fabbri, presidente Fiavet VdA – non permetteranno al comparto del turismo di ripartire, ma serviranno per cercare di mantenere i posti di lavoro. Determinante sarebbe togliere il divieto per viaggi turistici nella maggioranza dei paesi esteri. Registriamo anche un fortissimo calo per gli ingressi in Italia dall’estero».
L’associazione ha lanciato un appello al Governo: «chiediamo di poter lavorare, mantenendo l’occupazione dei dipendenti».
Pubblicato / aggiornato
il 14/01/2022 alle 10:43
Categoria:
Economia e Lavoro