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Rapporti finanziari con lo Stato e variazione di Bilancio all’attenzione del Consiglio Valle

Rapporti finanziari con lo Stato e variazione di Bilancio all’attenzione del Consiglio Valle

Il Consiglio Valle, giovedì 15 marzo, ha trattato insieme due iniziative: le interpellanza sull’Illustrazione al Consiglio regionale dell’accordo in fase di stipulazione con il Governo in merito alla definizione dei rapporti finanziari tra Stato e Regione e sulla Costituzione di tavoli di lavoro per la risoluzione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione.

Elso Gerandin (Mouv’) ha ammesso, in apertura, che si trattava di iniziative in parte superate dagli eventi. L’intento era conoscere lo stato dell’arte nella trattativa con lo Stato per la partecipazione della Valle d’Aosta al risanamento della finanza pubblica con, nel 2018, un prelievo di 99 milioni di euro. “A dicembre 2017 è stato approvato un bilancio dei sogni – ha affermato – e invece Uv, Uvp; Epav e Pd lo hanno voluto come prova di forza, asseritamente in difesa dei principi dell’autonomia ma di fatto senza contenuti“. Ora, ha aggiunto, la Regione ha oltretutto perso il suo interlocutore, che era il viceministro Morando. Gerandin ha dunque chiesto quale sia il percorso della trattativa con lo Stato.
Albert Chatrian (Alpe) ha affermato che le due iniziative mettevano in evidenza la “schizofrenia del senatore Lanièce” che ha votato a favore dell’emendamento con il quale lo Stato ha imposto alla Valle d’Aosta il prelievo da 99 milioni. Da pochi giorni, il Consiglio ha incontrato gli imprenditori del settore agricolo, ha ricordato il capogruppom che hanno denunciato la situazione drammatica nella quale versano. Ora il dato politico è che i 100 milioni di euro continuano a non esserci e che, nella variazione di Bilancio, 10 milioni di euro sono stati tolti al settore agricolo (7 nel 2018 e 2,5 nel 2019). “Non sappiamo dove siano stati tagliati e, lunedì 19 marzo, lo chiederemo all’assessore Testolin. Ma già sappiamo che La variazione ridimensiona anche le Opere pubbliche, le Attività produttive; non è stata votata dall’assessore all’Istruzione“, ha aggiunto Chatrian, ricordando all’assessore Guichardaz che non potrà utilizzare gli avanzi di amministrazione del 2017 per recuperare il Bon de Chauffage.
Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha ricordato di aver invitato la Giunta a un comportamento prudenziale, in sede di approvazione del Bilancio, che non avrebbe pregiudicato la difesa della Valle d’Aosta e non avrebbe creato false illusioni nelle categorie economiche.
Laurent Viérin, nella risposta, è partito affermando che nulla di nuovo è stato detto dai colleghi di minoranza se non per confermare la diversa visione dei fronti opposti sulla medesima problematica. Il presidente della Regione ha ricordato che la questione finanziaria è annosa e lo Stato deve ancora alla Valle d’Aosta 244 milioni: “Se si deve intervenire con risorse ridotte non è per una scelta bensì per un obbligo“. Lo Stato non ha impugnato il Bilancio 2017 né quello per il 2018, mentre è stata la Regione a contestare l’indebita richiesta di contribuzione da parte del Governo. Viérin ha difeso la variazione di Bilancio affermando che “immette nuove risorse“. Rispetto alla trattativa, Viérin ha affermato che la proposta formulata allo Stato è stata di cancellare il dovuto pe ril 2018 e di spalmare su più annualità i 144 milioni del 2017. Ma ha concluso che solo una norma di attuazione può risolvere definitivamente la questione che, diversamente, continuerà a consentire allo Stato di vessare la Valle d’Aossta.
Nella sua replica, Pierluigi Marquis ha affermato di non aver di fatto ricevuto risposta: “Qual è la situazione generale dei conti, rispetto al gioco delle tre carte che si continua a fare?“, ha chiesto, affermando che la battaglia deve continuare ma facendo attenzione a ciò che si scrive e a come lo si scrive. Ha chiesto anche chiarezza nei rapporti con Finaosta, per capire sino a che punto è possibile attingere per coprire le risorse mancanti. Elso Gerandin ha chiesto per quale ragione la Valle d’Aosta non si sia mai seduta a un tavolo per trattare i rapporti con lo Stato, mentre le altre Regioni e Province autonome lo hanno fatto. “Questo è il fallimento di un progetto politico che non sa spiegare ai Valdostani perché siamo fuori da questa partita“, ha concluso. Albert Chatrian ha contestato l’approccio di Viérin, che parte da presupposti non che tendono a mistificare la realtà. 

Pubblicato / aggiornato il 15/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione