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Amnesty international: sul covid un monito all’Italia che vale anche per la Valle d’Aosta

Amnesty international: sul covid un monito all’Italia che vale anche per la Valle d’Aosta (©amnesty.it) - La copertina della presa di posizione di Amnesty international Italia sulla gestione covid

Venerdì 14 gennaio 2022, Amnesty international Italia ha preso posizione sulle misure adottate dal Governo per combattere il covid.

Scrive l’organizzazione umanitaria: «La recente comparsa della variante Omicron è un chiaro promemoria di ciò che accade quando non riusciamo a mettere i diritti umani in primo piano in tutti gli sforzi per affrontare la pandemia».

Amnesty International Italia sollecita il Governo ad ancorare i propri interventi «ai principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione. Qualsiasi politica di salute pubblica, inoltre, deve essere basata sull’evidenza scientifica più aggiornata e verificabile, motivata da comprovate ragioni oggettive e accompagnata da metodi di comunicazione chiari e trasparenti».

Nello specifico, sollecita il Governo a «riconsiderare attentamente» se prorogare lo stato di emergenza oltre il 31 marzo 2022, «in quanto tutte le misure di carattere emergenziale devono rispondere ai principi di necessità, temporaneità e proporzionalità».

In relazione al diritto all’informazione da parte dei cittadini, Amnesty scrive: «Avere accesso a informazioni accurate, tempestive e accessibili è anche una componente cruciale del diritto alla salute, in modo che gli individui possano prendere decisioni informate sulla propria salute».

Amnesty International «non sostiene i mandati di vaccinazione obbligatoria generalizzati ed esorta gli stati a considerare qualsiasi requisito di vaccinazione obbligatoria solo come ultima risorsa e se questi sono strettamente in linea con gli standard internazionali sui diritti umani». Amnesty International riconosce che ci sono alcune eccezioni limitate che possono permettere agli Stati di imporre l’obbligo di vaccinazione, «purché questi requisiti soddisfino i principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione. Questo significa che ci sono casi in cui l’obbligo di vaccinazione può essere giustificato, purché sia stabilito dalla legge, ritenuto necessario e proporzionato a uno scopo legittimo legato alla protezione della salute pubblica, e fornisca garanzie e meccanismi di monitoraggio per assicurare che questi requisiti non si traducano in violazioni dei diritti umani. Inoltre, tutti gli stati devono assicurarsi che qualsiasi proposta di obbligo di vaccinazione sia mirata, limitata nel tempo e adottata solo come ultima risorsa. Deve anche essere accompagnata da una logica basata sull’evidenza che spieghi perché l’obiettivo non possa essere raggiunto con misure meno restrittive».

Per quanto riguarda il green pass rafforzato, Amnesty scrive: «deve trattarsi di un dispositivo limitato nel tempo e il governo deve continuare a garantire che l’intera popolazione possa godere dei suoi diritti fondamentali, come il diritto all’istruzione, al lavoro e alle cure, con particolare attenzione ai pazienti non-covid che hanno bisogno di interventi urgenti e non devono essere penalizzati».

In ogni caso, Amnesty International Italia chiede che siano previste misure alternative – come l’uso di dispositivi di protezione e di test covid-19 – «per permettere anche alla popolazione non vaccinata di continuare a svolgere il proprio lavoro e di utilizzare i mezzi di trasporto, senza discriminazioni».

Un monito anche per il Governo della Valle d’Aosta

Parole, quelle di Amnesty international Italia, che sono rivolte allo Stato ma che possono a pieno titolo riferirsi anche al livello del governo locale.

Annunciando l’entrata della Valle d’Aosta in Area arancione, da lunedì 17 gennaio 2021, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha dichiarato in un proprio comunicato: «L’attenta analisi dei dati relativi ai ricoveri ci porta a riflessioni severe nei confronti della scelta di non vaccinarsi. Emerge infatti che della totalità dei positivi covid curati nel nostro nosocomio la stragrande maggioranza (42 persone) o non ha il vaccino oppure è vaccinata in maniera inefficace (da più di 120 giorni). Colpisce in particolare che 6  dei 7 pazienti Covid in terapia intensiva non abbiano ricevuto il vaccino. Quella di non vaccinarsi è una scelta di pochi, che però può avere gravi conseguenze per tutti. La situazione della Valle d’Aosta ne è purtroppo l’esempio lampante: la situazione ospedaliera sarebbe radicalmente diversa se tutta la popolazione fosse vaccinata. Con le regole in vigore, piccolissimi numeri sui ricoveri possono far cambiare la collocazione della regione: vaccinarsi è oggi più che mai un segno di responsabilità e di solidarietà, cui siamo chiamati tutti indistintamente se vogliamo contribuire alla ripartenza della Valle d’Aosta».

Dopo queste frasi, finalizzate ad attribuire a una minoranza della popolazione – che agisce nella piena legittimità e rivendicazione dei propri diritti – la responsabilità di situazioni che sono invece frutto della gestione del covid da parte degli organismi politici e sanitari, rileggiamo quelle di Amnesty: «Amnesty International Italia continua a sollecitare il governo ad ancorare i propri interventi ai principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione».

Pubblicato / aggiornato il 16/01/2022 alle 11:07
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Categoria: Salute