Le frasi sui non vaccinati non piacciono alle minoranze
(©RaVdA) -
Il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Erik Lavevaz
Le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, contestualmente all’annuncio dell’entrata della regione in Area Arancione, non sono piaciute a Potere al Popolo, ad Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta, a Pour l’Autonomie, a Valle d’Aosta futura e a Pays d’Aoste Souverain.
Potere al Popolo
Secondo Potere al Popolo, che ha diffuso nota il 16 gennaio 2022, Lavevaz avrebbe dovuto dire: «Chers valdôtains,
– In oltre due anni di pandemia non abbiamo potenziato la sanità pubblica. In generale, non siamo riusciti a rendere il nostro ospedale attrattivo per convincere nuovi medici a trasferirsi qui da noi per lavoro, neppure ci siamo preoccupati di aumentare in modo significativo il personale sanitario tramite nuove assunzioni, né di rivedere le norme sull’esame di francese nei concorsi in Sanità, né di ampliare di fatto le strutture, di aumentare i posti letto (per evitare di chiudere interi reparti e trasformarli in reparti covid), di rafforzare la medicina territoriale e i presidi di prossimità.
– Non abbiamo assicurato a tutti la possibilità di proteggere se stessi e gli altri, altrimenti, da buoni autonomisti che tengono al “bien-être” del proprio popolo, ci saremmo fatti carico del costo di mascherine e di tamponi. Invece abbiamo fatto arricchire tantissimo le aziende del settore, le farmacie, i centri privati.
– Non abbiamo potenziato il trasporto pubblico locale, anzi, abbiamo soppresso alcune tratte e spinto le persone a muoversi con mezzi propri.
– Non ci siamo curati della scuola: non abbiamo attivato una campagna di tracciamento preventivo dei contagi, non abbiamo individuato soluzioni per i problemi endemici dell’edilizia scolastica.
– Non abbiamo implementato forme di sostegno al reddito e misure contro la povertà e il generale aumento dei prezzi e delle bollette di casa. Anzi, abbiamo ritardato notevolmente il pagamento dei contributi all’affitto e reso la vita praticamente impossibile alle fasce più deboli per accedere ad altre misure di sostegno contro il carovita.
– Insieme al governo nazionale, ci siamo gentilmente genuflessi ai voleri delle multinazionali, in primis di Big Pharma, il grande produttore dei vaccini. Abbiamo fatto finta di niente, mentre i tre quarti del mondo veniva privato del vaccino, perchè le suddette multinazionali non hanno socializzato i brevetti, aumentando enormemente la circolazione virale e l’avvento di nuove varianti.
– Abbiamo dato vita a una comunicazione istituzionale alquanto confusa e ballerina, abbiamo smesso di rispondere al telefono del numero info-covid e info-tamponi, confondendo i cittadini e abbandonandoli a se stessi e alla propria responsabilità personale,
Bien à vous».
Invece, Potere al Popolo sintetizza il messaggio di Lavevaz interpretandole in questo modo: «Chers valdôtains, È tutta colpa dei non vaccinati, Adieu».
Il comunicato si conclude con questa affermazione: «Noi di Potere al Popolo non condividiamo la scelta di chi non si vaccina perché riteniamo i vaccini un’arma collettiva fondamentale contro la pandemia oltre che un atto dovuto a se stessi e per il bene di tutta la comunità.
Ma scaricare tutte le proprie mancanze e soprattutto la mancanza di volontà di un’intera dirigenza politica sui non vaccinati, ci sembra veramente un comportamento opportunista e irresponsabile, che alimenta soltanto la rabbia sociale e non risolve i problemi».
AduVdA
Scrive invece AduVdA, il 17 gennaio 2022: «Sorge il dubbio che la Giunta autonomista voglia scimmiottare il presidente della Repubblica francese Macron e il suo “Je veux emmerder les non-vaccinés”.
In questi giorni, abbiamo assistito ad una serie di dichiarazioni di diversi politici locali contro i non vaccinati.
Il presidente Lavevaz e gli assessori Caveri e Guichardaz hanno inveito contro una parte non insignificante dei loro cittadini, con una rabbia che pare proporzionale, paradossalmente, al grado di impotenza e incapacità dei politici stessi».
Adu Vda prosegue: «Possiamo comprendere la frustrazione del semplice cittadino o dell’operatore sanitario rispetto ai no vax, ma le dichiarazioni dei politicanti, soprattutto se non accompagnate da provvedimenti reali, servono solo a cercare capri espiatori, a creare divisione e a nascondere le responsabilità del Governo regionale.
Il presidente Lavevaz è lo stesso che in piena pandemia si era inventato una legge autonomista anti covid, che occhieggiava proprio ai no vax, salvo poi farsela bocciare dalla Corte costituzionale.
L’assessore Caveri, soprattutto mentre era in vacanza alle Seychelles, non ha saputo preparare la scuola alle prevedibili ondate di contagi e di DAD. Non ci risultano, inoltre, sue azioni di controllo delle varie scuole parentali promosse da genitori no vax.
L’assessore Guichardaz, che delira su trattamenti speciali per i non vaccinati che si ammalano, dimentica che se la sanità valdostana non si è fatta trovare pronta alla sfida della pandemia è anche a causa dei tagli e delle politiche sbagliate dei vari assessori alla sanità, da lui sostenuti in questi anni.
Insomma, il Governo regionale smetta di fare tweet, post o comunicati stampa contro i non vaccinati, ma faccia il suo lavoro: rafforzi la sanità pubblica – ad esempio, togliendo da subito il limite del francese per le nuove assunzioni – riorganizzi la protezione civile e programmi finalmente una scuola adeguata ad affrontare questi tempi difficili».
Pour l’Autonomie
Preso atto che con l’ordinanza firmata dal Ministro Speranza, da lunedì 17 gennaio 2022 la Valle d’Aosta è tornata di nuovo in zona arancione, Aldo Di Marco e Marco Carrel, rispettivamente presidente e capogruppo di Pour l’Autonomie, ritengono sia venuto il momento di fare alcune considerazioni, anche alla luce delle dichiarazioni di alcuni rappresentanti della Giunta regionale apparse recentemente a mezzo stampa e social network.
«Durante tutta questa legislatura, segnata dall’emergenza pandemica, abbiamo più volte affermato che se l’evidente e persistente crisi sanitaria e socio-economica che attanaglia la nostra Regione è certamente stata scatenata dalla pandemia in sé, dalle misure di contenimento e dai provvedimenti delle regioni a colori, altrettanto certamente a giocarvi un ruolo di primo piano è stata anche e soprattutto l’incapacità manifestata chiaramente dal Governo regionale di mettere in atto una qualsivoglia forma di progettazione lungimirante in grado di valutare i rischi ed elaborare strategie alternative per garantire la sicurezza sanitaria ed economica della nostra comunità. Due anni di emergenza pandemica avrebbero dovuto insegnare che non ci sono certezze assolute e ogni proclama basato su pretese tali è destinato a scontrarsi con la realtà, ma pare che la lezione sia rimasta lettera morta per la nostra Giunta che si trova sempre a dover rincorrere – e troppo spesso a farsi travolgere – dagli eventi mentre invece sarebbe ben più saggio anticiparli o almeno saperli gestire – scrive Di Marco in una nota -. Per altro, in un frangente così difficile per la nostra Regione, ci saremmo aspettati che lo spirito di comunità prevalesse sulle controversie tra i diversi schieramenti e che quindi le forze di maggioranza collaborassero attivamente con quelle di minoranza per dare soluzioni e studiare strategie atte ad alleviare il peso che grava sulle spalle di tutti i valdostani. Per contro quello a cui oggi invece assistiamo è uno sconfortante spettacolo in cui si preferisce rifiutare il confronto piuttosto che aprirsi a nuove visioni condivise, individuare un nemico anziché assumersi l’onere di scelte che hanno mancato l’obiettivo, e alimentare l’odio invece che l’unione. Pour l’Autonomie prende le distanze da questo modo di concepire la politica e di ricoprire una carica rappresentativa che – val la pena ricordarlo – ha il dovere precipuo di provvedere al benessere e alla tutela di tutta la popolazione. La compattezza necessaria ad uscire da questa crisi non si ottiene con soluzioni divisive o “trattamenti speciali” di oscura memoria, bensì mantenendo ben saldi i valori di rispetto e condivisione che da sempre ci hanno caratterizzato come comunità e che vieppiù vanno sostenuti e ribaditi anche in un periodo di estrema difficoltà come quello che stiamo vivendo».
«L’esperienza di oltre un anno di legislatura ha evidentemente dimostrato che il modus operandi di questo Governo regionale relativamente all’emergenza pandemica, consiste nell’emanare ordinanze, senza coinvolgere ma anzi escludendo la minoranza dalla sua gestione – afferma Carrel -. Nonostante questo atteggiamento fosse ben chiaro fin dagli esordi, a più riprese come Gruppo Consiliare Pour l’Autonomie non siamo mai venuti meno a quello che consideravamo il nostro dovere, presentando all’Assemblea delle proposte fattive con cui intendevamo dare il nostro contributo finalizzato a mobilitare risorse e suggerire soluzioni. Parimenti abbiamo più volte sottolineato il rischio a cui ci esponevano una prolungata immobilità e l’incapacità di adottare provvedimenti che potessero mettere la nostra Regione al riparo dalle conseguenze ponderabili e imponderabili connesse a questa pandemia, e dai contraccolpi sui nostri comparti di Turismo, Scuola, Sanità, Lavoro e Sport. Malgrado gli sforzi fatti e le iniziative presentate, la nostra buona volontà si è infranta contro l’evidenza di come la Giunta non abbia mai mostrato un minimo di interesse nel prestare ascolto delle nostre ragioni, e al contempo di come abbia preferito sottovalutare le nostre motivate preoccupazioni arroccandosi dietro dichiarazioni rassicuranti, poi contraddette regolarmente dall’evolvere della situazione. L’attuale passaggio in zona arancione non ci stupisce quindi più di tanto, avendolo largamente previsto e temuto. Quel che stupisce è invece il tentativo per altro maldestro e poco originale, di alcuni rappresentanti del Governo regionale di soffiare sul già incandescente clima di odio sociale individuando un capro espiatorio esterno come causa di tutti i mali, mentre per contro si sarebbe più auspicabilmente contribuito alla pacificazione degli animi dei valdostani stremati da due anni di pandemia facendo una dettagliata ed esaustiva autocritica – se non un vero mea culpa – ed assumendosi almeno una buona parte della responsabilità delle attuali difficoltà in cui versa la nostra Regione. Solo con queste premesse, a nostro giudizio, si sarebbero potute gettare le giuste basi per un nuovo corso condiviso e condivisibile che conseguisse l’obiettivo di trasportarci, senza ulteriori costi sociali ed economici, oltre questa temibile pandemia».
Valle d’Aosta futura
La nota a commento di Valle d’Aosta futura è datata 18 gennaio 2022 e il direttivo si rivolge ai cittadini: «Da quale virus ci siamo fatti troppo facilmente contagiare? Anni, decenni di ostentati buonismi, di sentimenti positivi, di volontà di inclusione anche dell’ultimo povero immigrato, di lectio magistralis su ogni forma più o meno ipocrita di politically correct e oggi alla prima grave emergenza, alla prima vera sfida della nostra epoca, non c’è più niente di tutto ciò, solo odio, rancore, acredine, violenza verbale gli uni contro glia altri in una spirale inarrestabile.
A gran voce il nostro cuore si ribella a tutto ciò, non ci appartiene e vogliamo credere non appartenga alla maggioranza dei valdostani. L’escalation di comunicati, di post, di dichiarazioni che abbiamo vissuto e subìto in questi ultimi giorni anche e soprattutto da parte di molti uomini delle nostre istituzioni ci lasciano esterrefatti. Soprattutto chi ha ruoli istituzionali apicali, oltre ad essere responsabile delle deleghe che affida, ha l’onere e l’onore di rappresentare un’intera comunità e non può e non deve, per il rispetto che ogni cittadino legittimamente merita, scivolare e permettere che si vada verso queste miserie dialettiche. Le parole, che peraltro potrebbero diventare penalmente rilevanti mai come ora sono pietre. Un vero leader responsabile unisce le persone e non le divide, non trova colpe ma cerca rimedi, non mostra odio ma coltiva l’amore e la cooperazione.
Cogliamo purtroppo l’impressione che questa esacerbata guerriglia dialettica rivolta alla galassia riduttivamente denominata “No Vax” si riveli in realtà una mera foglia di fico per celare una oggettiva grave difficoltà ad affrontare questa situazione dal punto di vista politico, sanitario, scolastico, dei trasporti e non ultimo sul piano economico e sociale».
Valle d’Aosta futura si pone alcune domande:
- I parametri nazionali che determinano in modo lineare le colorazioni delle singole Regioni e di conseguenza le relative pesanti restrizioni sono molto stringenti soprattutto per quanto concerne l’occupazione degli ospedali. Abbiamo fatto abbastanza nelle sedi competenti del Governo centrale per far valere la nostra reale peculiarità regionale? E’ stato posto con forza il tema dell’esiguo numero dei posti letto disponibili del nostro unico vecchio Ospedale? Tra le due maggiori ondate emergenziali abbiamo sufficientemente investito energie e risorse per aumentare i posti letto disponibili o si poteva fare di più e meglio?
- Sono purtroppo molti anni che discutiamo sterilmente delle gravi carenze del nostro comparto sanitario, di una nuova struttura ospedaliera che risponda al meglio alle esigenze della nostra comunità’, alla creazione di una Sanità territoriale più’ presente e vicina al paziente, all’implementazione della prevenzione, cosa è stato fatto nel concreto di tutto ciò?
- Perché le Cure Domiciliari Precoci dove l’impegno pro bono di centinaia di Medici e Operatori Sanitari ha ottenuto in questi lunghi mesi risultati molto significativi non sono state minimamente considerate almeno quale complemento ai protocolli sanitari ufficiali? (protocolli peraltro sospesi dal TAR del Lazio pochi giorni fa).
- Come vengono computati i numeri che mediaticamente ci vengono forniti e che riferiscono di una stragrande maggioranza di soggetti “non vaccinati” presenti sia nei reparti Covid ordinari che in Terapia Intensiva? Per amore di trasparenza chiediamo: quanti sono i soggetti “non vaccinati” e quanti quelli che hanno ricevuto una o due dosi di siero e che non hanno ancora compiuto il ciclo completo delle di tre dosi in considerazione del fatto che ci risulta che anche coloro che hanno ricevuto le prime due dosi sono annoverati come “non vaccinati”?
- E tutti i nostri Operatori Sanitari che in prima linea, con turni sfiancanti, per quasi due anni hanno sempre curato ogni paziente con professionalità, coscienza e dedizione senza alcuna distinzione di sorta, come si possono sentire oggi di fronte a farneticanti affermazioni relative a “trattamenti sanitari speciali” riservati ad alcuni pazienti?
- A livello socio-economico la nostra Regione in questi ultimi due anni maledetti ha perso purtroppo circa 4 milioni di presenze per all’incirca 600 milioni di Euro di mancati introiti, di valore perso. Verso il nostro tessuto socio economico, primariamente verso quello terziario, gli sforzi economici pubblici in termini di supporto non solo economico, di aiuti e sussidi alle attività, di cui molte di esse ormai agonizzanti, sono stati congrui ed adeguati oppure si poteva e doveva fare di più?
- Cosa si è fatto in concreto per arginare il preoccupante aumento della povertà assoluta? Si conosce ancora il senso del termine solidarietà?
- Cosa sarà del nostro tessuto sociale domani a fine emergenza politico-sanitaria dopo queste profonde lacerazioni sociali, come guariremo le forti discriminazioni in atto? In che modo risalderemo interi pezzi di comunità, come faremo ad includere tutti in un percorso comune di vivere civile, nel segno di un reale spirito di Comunità?
Valle d’Aosta futura sostiene che il suo «non vuole essere un J’Accuse gratuito e indiscriminato, sappiamo che è molto più facile criticare che agire, vorremmo solo trovare uno spazio comune dove ragionare serenamente per provare a fare meglio, tutti insieme in un sano spirito di Comunità, perché nessuno rimanga indietro, perché nessuno debba sentirsi discriminato e abbandonato. E perché nessuno debba un giorno pentirsi se questo accade. La Valle d’Aosta non lo merita».
Pays d’Aoste Souverain
Il commento di Pays d’Aoste Souverain è arrivato in redazione il 18 gennaio 2022: «Quando l’alienazione morale ha il sopravvento sull’intelletto aumenta i problemi e allontana le soluzioni.
Se le affermazioni del Presidente Erik Lavévaz potevano avere un minimo di giustificazione, le dichiarazioni degli assessori Jean-Pierre Guichardaz e Luciano Caveri oltre a sfociare nell’illegalità, in quanto fomentatrici di odio e discriminazione, non sono degne di rappresentanti politici dell’intera comunità valdostana. PAS chiede quindi un’immediata presa di distanza dell’intero consiglio regionale da tali affermazioni».
Pays d’Aoste Souverain, attraverso il suo portavoce Christian Sarteur, si interroga inoltre «sull’operato dell’amministrazione regionale, sulla pianificazione politica e amministrativa nel prossimo semestre e quale strategia intenda applicare negli anni a venire per uscire dall’attuale crisi.
Tutti i vari settori dell’economia, Turismo, Agricoltura, Edilizia, Etc. sono in fortissima sofferenza. Sanità e Istruzione, nonostante l’ottimo lavoro dei vari operatori, continuano a essere prive di mezzi dimostrando inevitabili carenze.
La Cultura pare non avere alcuna importanza e non si vede all’orizzonte alcuna iniziativa a riguardo, tra l’altro indispensabile per ricucire la frattura creatasi nella società».
Pubblicato / aggiornato
il 19/01/2022 alle 08:19
Categoria:
Politica e Amministrazione