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Una ricerca sull’annessionismo valdostano

Martedì 18 gennaio 2022, è stato presentato un progetto di ricerca sull’annessionismo valdostano che sarà condotto congiuntamente dalla Fondation Émile Chanoux e dall’Istituto storico della resistenza e della società contemporanea della Valle d’Aosta. Hannp firmato una convenzione con tale finalità.

Il presidente della Fondation Chanoux, Marco Gheller, ha sottolineato l’importanza della ricerca nata dall’incontro dei due enti, il cui obiettivo è di arrivare a una pubblicazione che possa colmare alcune lacune: «C’è, però, ancora molta strada da fare, poiché il materiale è tanto. Sarà necessario cercare di ottenere contributi pubblici e privati. La modalità per affrontare il percorso non deve essere dogmatica: quante più persone decidono di mettersi insieme e affrontare un tema così importante, meglio è per la ricerca», ha spiegato Gheller.

Il presidente dell’Istituto storico della resistenza, François Stévenin, ha spiegato che sul tema sono stati scritti molti testi e articoli ma non è stato, in realtà, sviscerato fino in fondo. Sono trascorsi 77 anni dalla fine della guerra e i protagonisti di quel periodo non ci sono più, dunque ci si può affidare solo ai documenti: «Si tratta di un tema molto difficile e delicato. Adesso si tratta di andare a effettuare una verifica, attraverso una ricerca approfondita, per fare il punto della situazione senza più nessuna strumentalizzazione in chiave politica».

La ricerca sarà coordinata da Alessandro Celi e Andea Désandré. Il gruppo di ricerca è in corso di costituzione. Si presume che il lavoro occuperà un ampio lasso di tempo di circa cinque anni, auspicando che i condizionamenti imposti dallo stato di emergenza non abbiano ulteriormente a incidere.

È stato Celi a esporre gli interrogativi che si stanno ponendo lui e i colleghi e le modalità di ricerca che s’intendono attuare, spiegando che, per il momento, sono state individuare alcune macroaree a cui hanno ricondotto gli archivi all’interno dei quali effettuare la ricerca dei dati storici. Le aree in questione sono: l’area geopolitica nel quadro della Valle d’Aosta, l’area militare, l’area economica, l’area culturale e quella della dialettica centro-periferia. Una serie di piste di approfondimento sono state definite, partendo dalle informazioni oggi disponibili. Sono in corso le verifiche su quali fondi siano diventati disponibili (ovvero non siano più coperti da vincolo di segretezza), quali lo saranno a breve e quali non lo sono. Per esempio, il fondo Petigat non è ancora stato riordinato e quindi non se ne conoscono i contenuti ma si sa che è accessibile.

Tra i principali interrogativi che si pongono, ha riassunto Stévenin, vi sono le motivazioni che hanno portato a prendere in considerazione l’ipotesi dell’annessionismo, quale sia stato l’atteggiamento del Vaticano nei confronti del clero valdostano, quale fosse la posizione degli altri Paesi, come si è mossa l’economia dell’epoca, il motivo che ha spinto la Francia ad abbandonare completamente la Valle d’Aosta e perché abbia persino evitato di prendere posizione al riguardo.

Pubblicato / aggiornato il 19/01/2022 alle 17:56
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Categoria: Cultura / Video