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RaVdA chiede margine sui ricoveri contro le distorsioni statistiche covid

RaVdA chiede margine sui ricoveri contro le distorsioni statistiche covid (©Consiglio Valle) - Erik Lavevaz

Mercoledì 19 gennaio 2022, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha scritto al ministro alla Sanità per chiedere un margine di tolleranza nel calcolo dell’occupazione dei posti ospedalieri utilizzato per la collocazione dei territori italiani nelle diverse fasce di rischio (Area bianca, gialla, arancione o rossa). 

Scrive Erik Lavevaz: «La situazione attuale, con la Valle d’Aosta unica “zona arancione” sul territorio nazionale, è frutto di una distorsione legata ai piccoli numeri della nostra realtà. Con i 33 posti disponibili in terapia intensiva, ciascun caso di ricovero porta a un incremento del 3% dell’occupazione totale: si tratta di un’evidente distorsione, che con le norme in vigore può avere conseguenze gravissime per tutto il sistema regionale. Questo si è verificato la scorsa settimana, quando un singolo ricovero non-covid (persona ospedalizzata per politrauma, poi rivelatasi positiva al Covid-19) ha fatto passare la percentuale di occupazione delle terapie intensive dal 18% al 21%, portando alla zona arancione per il territorio regionale». 

Il presidente spiega poi al ministro che «il sistema sanitario valdostano offre il più alto numero di posti in terapia intensiva rispetto alla popolazione: i dati Agenas evidenziano come i letti già disponibili siano 26,6 ogni 100.000 abitanti, rispetto a una media nazionale di 16,3. Si tratta di una situazione virtuosa e non ulteriormente migliorabile in tempi stretti: nonostante questo, un incremento di 4 casi può portare la Valle d’Aosta dalla zona gialla (6 ricoveri, pari al 18%) alla zona rossa (10 ricoveri, pari al 30,1%). Anche eventi accidentali o puntuali porterebbero a ingiustificati cambiamenti di scenario, con gravi ripercussioni sul tessuto socio-economico». 

La Valle d’Aosta propone quindi che «nelle regole di conteggio delle occupazione dei reparti venga inserito un margine di tolleranza pari a un piccolo numero di ricoveri, in modo da evitare che distorsioni statistiche abbiano conseguenze sostanziali nella valutazione. Chiediamo che venga consentito un margine di almeno 5 ricoveri per la terapia intensiva e di 20 per l’area medica che possano essere esclusi dai calcoli per l’occupazione. Questo non porterebbe alcuna variazione sostanziale per i calcoli delle realtà maggiori, ma consentirebbe di rendere la norma adeguata anche contesti di piccole dimensioni come quello della Valle d’Aosta». 

La proposta, sostiene Lavevaz, si pone in continuità con la richiesta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di andare verso una revisione del sistema dei colori per le regioni, e si limita a evidenziare «un’ulteriore necessità legata a ogni forma di parametrazione per contesti con numeri limitati». 

Italia Viva sostiene la richiesta

In una serie di incontri a Roma, il segretario di Stella alpina Carlo Marzi ha «rappresentato le ripercussioni sociali ed economiche causate dal passaggio della regione in zona arancione nel periodo di maggiore affluenza turistica, segnalando la necessità di focalizzare sugli esiti della vaccinazione della popolazione la nuova classificazione del territorio».

Il presidente nazionale di Italia Viva e vicepresidente della Camera dei deputati, Ettore Rosato, ha condiviso tali preoccupazioni «nella consapevolezza che gli attuali parametri di valutazione del rischio applicati ad una regione con particolari specificità (numero di abitanti e presenza di un solo presidio ospedaliero) come la Valle d’Aosta, possono produrre esiti non proporzionati».

Rosato si è impegnato a portare la problematica nelle sedi opportune.

Pubblicato / aggiornato il 21/01/2022 alle 12:52
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Categoria: Salute