Vai al contenuto

Pare non interessare la proposta di Uvp di allargare il Rassemblement

Pare non interessare la proposta di Uvp di allargare il Rassemblement

Il Conseil des Communautés di Union valdôtaine progressiste vuole riaprire il percorso di Rassemblement, ampliando anche a chi non vi aveva aderito (Alpe e Mouv’) e a chi non era stato coinvolto (PnV).

Premesso che, al momento, nessuna richiesta di incontro o dialogo è pervenuta ai destinatari da Uvp, la risposta dei diretti interessati non sembra entusiastica.
Alpe, già il 6 marzo, aveva scritto in una propria nota: “Gli appelli al ricompattamento quasi meccanico di un fronte autonomista unico oggi suonano stonati e inopportuni, se non c’è la volontà di riconoscere che certi comportamenti politici incoerenti e ballerini, così come il sistema clientelare su cui si è basato il potere negli anni, hanno finito per minare l’ideale stesso dell’autonomismo, facendo sì che tanti valdostani non lo sentano più come proprio e vadano a ricercare nei partiti nazionali le risposte alle loro istanze”. Il presidente, Alexis Vallet, segnala che il direttivo si riunirà nella serata di lunedì 12 marzo ma di non aver “capito bene cosa Uvp intenda“.
L’Assemblea di Pour notre Vallée è invece convocata per venerdì 9 marzo. Il coordinatore, Fabio Gradi, così si esprime: “Ritengo che sia tardi per parlare di Rassemblement. Sia come tempi, ma soprattutto come modalità. Un tavolo a cui siedono sempre i soliti protagonisti della scena politica non avrebbe senso, soprattutto dopo il verdetto delle urne. Noi crediamo nel progetto di cambiamento proposto per le politiche iniziato il 10 marzo dell‘anno scorso. Progetto a cui UVP aveva aderito e, successivamente, da cui ne è inspiegabilmente uscito“.
Mouv’ scrive in una nota che, “prendendo atto della delicata situazione in cui versa la Valle d’Aosta, ritiene non sia l’Autonomia ad essere stata sconfitta dalle urne o dalle vicende giudiziarie, bensì una classe politica compromessa e che ha avvolto la comunità in una serie infinita di problemi irrisolti, di impoverimento finanziario e di degrado morale. Per non dire del degrado dell’immagine percepita di una Valle intrisa di scandali e vicende giudiziarie, mettendo in pericolo la stessa Autonomia.
Non è, dunque, il solo riunire l’autonomismo che risolverà i problemi della Valle d’Aosta, bensì il mettere nuovamente al centro della politica l’Autonomia come risorsa e valore da difendere e ciò in un tutt’uno imprescindibile con la pretesa di etica, di trasparenza amministrativa, di una visione per il futuro, che si rivelano indispensabili per chi intenda gestire la cosa pubblica“.
Il coordinatore, Mauro Caniggia Nicolotti, aggiunge: “Aspettiamo che ce lo chiedano e poi valuteremo, anche se mi pare che Elso Gerandin sia stato chiaro in Consiglio Regionale e lo siano stati gli articoli di commento alla situazione politica pubblicati sul nostro sito”.

Pubblicato / aggiornato il 08/03/2018 alle 12:00
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione