Gli allevatori protestano sotto Place Deffeyes: chiediamo fatti
Martedi 6 marzo, la terza Commissione del Consiglio Valle ha audito i rappresentanti dell’Association régionale des éleveurs valdôtains, del Mouvement Montagne e dell’Association régionale propriétaires d’alpages en Vallée d’Aoste.
L’Arev, sostenuta dai propri associati, riunitisi in Piazza Deffeyes, ha nuovamente denunciato la situazione vissuta dagli allevatori Valdostani.
Tre gli aspetti posti all’attenzione dei commissari.
Innanzitutto lo stato di avanzamento dell’attuale Piano di sviluppo rurale. Dice il presidente, Jean-PAusl Chadel: “i pagamenti sono ancora fermi al 10% di quanto dovuto nel periodo 2014/20 e il clima di incertezza e crisi finanziaria è aggravato dai numerosi e fuorvianti annunci lanciati dai vertici regionali. I due pilastri sui quali si basano le agevolazioni comunitarie sono infatti in grave crisi di funzionamento. Per il malfunzionamento dei Caa (Centri di assistenza agricola, ndr), gli aiuti arrivano a una piccola parte di imprese:le poche che hanno firmato l’accesso alla riserva nazionale. Il secondo pilastro, quello degli aiuti a superficie e per gli investimenti, è bloccato da un iter contorto è inefficace. Noi chiediamo una chiara e precisa presa di posizione politica rispetto al sistema regionale degli anticipi, oltre allo smantellamento dell’importazione attuale. Chiediamo un organismo pagatore regionale oppure il passaggio dell’intero sistema di imputazione dati sulla piattaforma nazionale, evitando un passaggio che genera errori e incoerenze“.
Rispetto alla prossima Programmazione, gli allevatori chiedono un confronto urgente per la stesura del prossimo Per, perché rischia di partire con importi ridotti “a causa dell’incapacità di spendere quanto previsto nella programmazione attuale – continua Chadel -. Il nostro auspicio è che, questa volta, ci ascoltino e non s’incappi in una nuova serie di errori di progettazione“.
In materia di valorizzazione delle produzioni, l’arev ha spiegato che continua a sollecitare la Cooperativa produttori Latte e Fontina, il Consorzio Fontina, l’Instritut agricole régional e l’Assessorato regionale dell’Agricoltura affinché i singoli produttori non siano allontanati dalle scelte strategiche. “Il legame tra la qualità del latte prodotto e il prezzo percepito stenta a essere percepito“, dice il presidente di Arev, che conclude “Gli allevatori sono fortemente indebitati marimandare i confronti con la politica a ottobre, quando sarà insediato il nuovo Consiglio Valle e dopo la pausa estiva significherebbe condannare alla chiusura troppe aziende“.
Luca Bianchi, presidente della Commissione, ha valutato positivamente il fatto che il mondo del l’allevamento abbiamo ammesso, durante l’incontro, di non aver posto attenzione sufficiente alla qualità del prodotto e si è fatto promotore di un tavolo di confronto al quale invitare l’Assessorato all’Agricoltura, l’Area, le associazioni di categoria non presenti all’audizione e tutti i gruppi politici.
I consiglieri Albert Chatrian (Alpe) ed Elso Gérandin (Mouv’) hanno però annunciato che prepareranno “un documento da discutere nell’ultima adunanza del Consiglio Valle di questa legislatura, il 27 e 28 marzo, affinché possano essere messi in campo nuovi anticipi“.
“Meglio che niente – ha commentato Chadel – ma le soluzioni devono essere più strutturali“. “Dalla politica ci aspettiamo un impegno, non solo di essere ascoltati. Ora servono i fatti”, ha concluso Michel Celesia, presidente di Mouvement montagne.
Invece Bernard Clos, presidente di Arpav, ha posto l’accento sul fatto che in assenza di un reddito, le conseguenze non potranno che essere l’abbandono della montagna e il suo conseguenze degrado, il cui costo sarebbe pagato dall’intera comunità, sotto forma di aumento del rischio idrogeologico
Pubblicato / aggiornato
il 06/03/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione