Bonus spesa: la maggior parte delle domande da Italiani e residenti nel Quartiere Cogne
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L’andamento e l’erogazione dei buoni spesa per l’anno 2021 è stato uno fra i temi trattati all’interno della terza Commissione del Consiglio comunale di Aosta, competente in materia di politiche sociali, politiche abitative e pari opportunità, riunita mercoledì 2 febbraio 2022.
Sono stati stanziati 500mila euro circa per gli aiuti Covid-19 per la spesa a domicilio, erogata durante il primo lockdown, o per il bonus spesa.
Il 70% delle 733 domande ammesse per l’ultima tranche di aiuti è stata presentata da italiani, l’11% da marocchini, il 4% da rumeni e dominicani e l’1% da cinesi.
Nel 2021 in 733 hanno chiesto i buoni spesa (100 euro a persona), a fronte di 217 mila euro messi a disposizione (non impiegati solo 2.257 euro), di cui 37 mila euro finanziati dal Comune.
«Una domanda su due è arrivata dal centro-ovest cittadino (Quartiere Cogne e Saint-Martin), una zona che, ad oggi, si conferma l’area più in difficoltà dal punto di vista economico.
La zona est della città (San Rocco-Dora), che ha una forte urbanizzazione, vanta un benessere complessivo. Qui infatti solo il 9% ha richiesto un buono spesa. Il centro storico è, invece, sempre stato polarizzato, suddiviso quindi in grandi ricchezze e in grandi povertà» ha spiegato l’assessore.
Tra i 19 e i 29 anni ci sono state 52 domande, 558 tra i 30 e i 59 e 123 tra i 60 e i 94 anni. L’80% della famiglie richiedenti è composta al massimo da quattro persone e sono state 161 le richieste da nuclei composti da un solo utente
La parola è passata al consigliere Fabio Protasoni: «nella platea delle domande, il 40% è composto da lavoratori. ecco questo colpisce perché è sintomo che nonostante questa percentuale abbia un lavoro, il bisogno economico è comunque presente e crescente. Il restante 60% è composto da pensionati, disoccupati».
Il consigliere Luciano Boccazzi ha aggiunto: «la situazione è preoccupante, in modo particolare nel Quartiere Cogne e nel centro storico dove si registrano percentuali alti. La sensazione è che, in futuro le richieste di aiuto saranno in costante aumento».
La seduta si è conclusa con l’approvazione del nuovo regolamento disciplinante l’assegnazione e la gestione degli orti comunali e abrogazione del regolamento di assegnazione e gestione degli orti comunali.
«Gli appezzamenti sono tre, dislocati in varie zone della città a cui si aggiungono altri due appezzamenti di dimensioni più ridotte.
Si rivolgono non solo agli over-60, ma a tutta la popolazione aostana: il 60% è, infatti, dedicato agli over-60, e il 40% agli under 60.
Gli orti sono soggetti una graduatoria.
Si voleva percorrere la strada di concessione biennale. Poi, una volta fatte alcune verifiche, abbiamo optato per mantenere la concessione annuale.
Una ventina di orti non sono coltivati, perché la gente rinuncia a prenderli in carico. Ecco questo ci pone sotto gli occhi la necessità di rimettere a posto questi appezzamenti» ha spiegato Forcellati.
Pubblicato / aggiornato
il 02/02/2022 alle 15:01
Categoria:
Politica e Amministrazione