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Le risposte dei candidati alle domande di Rete democratica

Le risposte dei candidati alle domande di Rete democratica

Il 13 febbraio, facendo riferimento ad alcuni punti della propria proposta programmatica per la Valle d’Aosta del 2030, Rete democratica aveva scritto ad alcuni candidati alle elezioni politiche per conoscere la loro posizione.

La lista Vallée d’Aoste non risponde punto per punto ma fa un discorso complessivo: “Siamo lieti di poter condividere con altre forze autenticamente autonomiste e progressiste le riflessioni sul futuro assetto della Valle d’Aosta. Ci stiamo confrontando in questi giorni con la popolazione valdostana su temi concreti con lo sguardo ben aperto al futuro.
La nostra non è solo una corsa elettorale, ma lavoriamo su un progetto politico serio, autentico e concreto. Condividiamo valori e ideali con una visione del futuro per lo sviluppo socio-economico da qui a 20 anni, quindi con una prospettiva che accompagna e va oltre quella proposta da Aosta 2030.
Siamo convinti che ci siano dei pilastri al centro dell’azione politica e tra questi la stabilizzazione dei rapporti finanziari tra la Regione e lo Stato. Siamo convinti che solo così potremo garantire alla comunità valdostana la possibilità concreta di gestire le risorse per il suo sviluppo socio-economico. Per quanto riguarda il complesso normativo statutario per noi è necessario che il carattere pattizio dello Statuto speciale sia riconociuto e concretizzato nella costituzionalizzazione del principio della « previa intesa » tra Stato e Regione.
Intendiamo sostenere politicamente i governi che lavorino per un’azione riformatrice e di modernizzazione del paese, che si impegnino a promuovere l’autonomia delle regioni in particolare quelle a Statuto Speciale che mettono in campo un’esperienza originale e pluridecennale che deve essere presa come punto di riferimento e modello a livello nazionale anzichè bersagliata.
Il dialogo e il confronto tra forze che conoscono e condividono un medesimo milieu culturale autonomista e progressista, dovrà consentire alla Valle d’Aosta di portare in sede parlamentare una maggiore sensibilità verso il valore dei principi del federalismo e dell’autonomia andando a rafforzare la collaborazione e la convergenza tra questi soggetti politici. Promuovere il rispetto dell’autonomia che deriva dallo Statuto speciale significa infine lavorare in maniera coordinata per la promulgazione delle norme di attuazione non ancora emanate anche in materia di zona franca. Una visione moderna di questo rinnovato impegno si tradurrà necessariamente nella capacità di rappresentare le esigenze specifiche dei territori montani per porre in evidenza la loro fragilità, le loro particolarità socio-economiche, da sostenere con politiche che favoriscano il mantenimento della popolazione sul territorio nel rispetto ambientale e per la promozione delle produzioni tipiche e valorizzazione della rete culturale alpina. Per questo la collaborazione transfrontaliera e le reti di comunicazione che sappiano valorizzare il trasporto ferroviario e infrastruture di collegamento efficienti che favoriscano un utilizzo per la mobilità dei residenti e l’afflusso dei turisti“.
La lista Pour tous-Per tutti-Pe tcheut non ha risposto.
Questi i punti e le risposte ricevute da Movimento 5 Stelle, Potere al Popolo e Risposta civica:

Rovesciamento nella ripartizione di competenze fra Stato e Regione Autonoma.
M5S:competenza primaria della Regione Autonoma su tutte le materie escluse quelle di competenza dello Stato
PalP: Perché ? Cosa vuol dire ? La Regione acquisisce la competenza in materia di politica estera ? Di difesa ? Se invece si intende che ogni materia sarà di competenza regionale, salvo quelle indicate espressamente come di competenza statale, la questione va meglio approfondita. Oggi l’autonomia non è compressa o condizionata dallo Stato, ma dalla globalizzazione neo liberista che attraverso i trattati europei impone alla Stato e quindi alle regioni tagli alla spesa sociale e sfruttamento delle persone e dell’ambiente.
Chiederemo l’autonomia per cui siamo pronti, l’autonomia che ci serve per il benessere dei molti e non di pochi, per vivere in un mondo senza frontiere e non in un feudo locale amministrato dai soliti noti. Cominciamo a far funzionare bene l’autonomia che abbiamo, prima di chiederne altra.
RC: Il parere è positivo anche se la materia è molto complessa e delicata. Attualmente ci sono troppe sovrapposizioni di competenze fra Stato e Regioni, sia con quelle ordinarie, ma anche con quelle speciali. E’ una materia che richiede una revisione complessiva in un senso più ordinatamente federalista e responsabile.

Obbligo nelle elezioni regionali della indicazione preventiva, come parte integrante del Programma di ogni Lista o Coalizione di liste, della squadra di governo, cioè del Presidente  e  degli Assessori che si intendono nominare in caso di vittoria.
Obbligo nella composizione delle liste per le elezioni regionali di una presenza di almeno il 40% di ognuno dei due generi.
M5S: Riteniamo fondamentale dare indicazione preventiva del programma elettorale, delle coalizioni e della futura squadra di governo: i cittadini devono sapere a chi andrà il loro voto e quale programma elettorale sarà svolto e applicato nelle successive legislature. Elezione a suffragio universale, diretta e segreta del Presidente della Regione. Consiglio regionale composto da 26 consiglieri piu 1 (Presidente della Regione) eletto attraverso gli strumenti della democrazia diretta. Riformulazione dello Statuto e inserimento della presenza all’interno delle liste di almeno il 40 % diognuno dei due generi.
PalP: Si tratta dell’ennesima riproposizione di un sistema presidenziale che svuota la politica di contenuti e promuove lo scontro tra c.d. leaders. Gli uomini forti, tipo Rollandin o Viérin, hanno già fatto abbastanza danni alla Valle. Noi siamo per un sistema che abbia al centro il Consiglio regionale e il Parlamento.
Nulla da obiettare, ma questo provvedimento non basta senza la previsione della doppia preferenza di genere, sia per promuovere la parità uomo e donna, sia per sconfiggere clientelismo e mafie, che oggi si basano sul sistema delle tre preferenze.
RC:  È una modificazione importante per ridare trasparenza e qualità all’agire delle forze politiche. L’importante è l’indicazione preventiva della squadra di governo, cosa che induce a scelte migliori qualitativamente, le sottopone al giudizio degli elettori, evita i mercanteggiamenti al ribasso del dopo elezioni.
Condividiamo l’idea di fissare una percentuale più alta di quella attuale, è tuttavia da valutare se usare questa formulazione o puntare più drasticamente sul 50% obbligatorio. Occorre però considerare anche la necessità di leggi elettorali coerenti con lo stesso obiettivo che implementino meccanismi, come ad esempio la doppia preferenza di genere, che contribuiscasno ad ottenere l’effetto desiderato: una composizione delle istituzioni sostanzialmente paritaria.

Separazione della carica di Presidente della Regione da quella di Prefetto
M5S: Come gia fatto presente durante la nostra campagna elettorale, vogliamo la distinzione del la figura del Prefetto da quella del Presidente della Regione e l’introduzione nello statuto di un osservatorio antimafia con funzione consultiva e di monitoraggio sia delle attività regionali e sia all’interno delle società partecipate.
PalP: Già proposto nel nostro programma. Se serve per avere più democrazia, ci accontentiamo di meno autonomia.
RC: La formulazione proposta dall’Agenda è condivisibile perché il Prefetto comunque rimarrebbe di nomina del Consiglio regionale sulla base di precisi requisiti. Si eviterebbe  in tal modo una inopportuna sovrapposizione fra due importanti cariche.

Previsione in Statuto della tutela e valorizzazione delle lingue e culture francoprovenzale e walser.
Riformulazione degli articoli 39 e 40 dello Statuto, prevedendo in modo più chiaro e didatticamente più efficace che in Valle d’Aosta  “una parte” delle discipline non linguistiche possa essere insegnata in francese o in un lingua straniera comunitaria.

M5S: Valorizzazione delle lingue francofone e walser per la tutela della tradizione e della cultura e velano/traino del turismo culturale. Ma non obbligatorietà della lingua francese per la partecipazione ai procedimenti concorsuali in quanto elemento discriminatorio e in violazione del Trattato dell’ Unione Europea (Trattato di Maastricht). Revisione del provvedimento degli adattamenti con consultazione e confronto con gli attori principali del mondo della scuola: dirigenti, insegnanti e famiglie.
PalP: Salvo scimmiottare l’identarismo unionista, non pare il tema più urgente per la popolazione valdostana. Entrambe le lingue e culture sono già tutelate da diverse normative statali e regionali.
Non ci bastano les adaptations, la riforma Gelmini o la buona scuola ? Oggi per Statuto, all’insegnamento della lingua francese è dedicato un numero di ore settimanali pari a quello della lingua italiana. Questo consente ai valdostani di essere bilingui, un’opportunità rispetto ai rapporti transfrontalieri e all’Europa. Per il resto, in una scuola già appesantita e con poche risorse, la priorità deve restare il corretto insegnamento delle altre materie. L’apprendimento di altre lingue straniere può essere fatto diminuendo il numero di studenti per i docenti di inglese (sdoppiare le classi e assegnare due docenti per classe), utilizzando un esperto di lingua, incentivando e finanziando soggiorni all’estero per i giovani. Insomma, non serve modificare lo Statuto, ma dare più risorse alla scuola pubblica.
RC: La Costituzione già prevede la tutela delle lingue minoritarie, il riconoscimento anche statutario del ruolo e dell’importanza del francoprovenzale e del walser è un riconoscimento opportuno del valore della lingua materna di buona parte dei residenti in VdA.
La proposta come descritta dall’Agenda 2030 mira a favorire l’opzione di una scuola valdostana trilingue, è una opzione condivisibile anche se le modalità di riformulazione dello Statuto e soprattutto della sua applicazione sono tutte da studiare e approfondire, così come l’elaborazione del modello scolastico regionale, che deve essere formulato con l’apporto non solo di esperti scientifici ma dei docenti che operano nella scuola valdostana.

Revisione della normativa finanziaria prevedendo espressamente in Statuto la quota di tributi erariali spettanti alla Regione e la quota destinata allo Stato.
M5S: previsione in statuto della quota di tributi erariali spettanti alla Regione e la quota spettante allo Stato.
PalP: Siamo d’accordo. Sul piano finanziario, si tratta di definire un accordo chiaro e stabile, Stato e Regione, rispetto alle risorse disponibili, al fine di evitare la “politica del rubinetto” e l’indegno mercato delle vacche a cui assistiamo ad ogni tornata elettorale. Bisognerebbe attuare l’articolo 119 Cost: il soggetto che legifera e governa mette i soldi a copertura di ciò che decide e dovrebbe essere lo stesso che, mettendoci la faccia, chiede parte di quei soldi ai cittadini, ferma restando, naturalmente, la perequazione fiscale. Tutto questo, però, se non aboliamo il fiscal compact e il pareggio di bilancio, serve a poco. Le imposte andranno comunque a pagare gli interessi imposti dal capitalismo finanziario.
RC: È una modificazione di grande impatto, ed è necessaria se si vuole arrivare a rapporti finanziari chiari e stabili fra lo Stato e la Regione Autonoma.

Pubblicato / aggiornato il 27/02/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione