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Minoranza Consiglio Valle: queste le interpellanze

Minoranza Consiglio Valle: queste le interpellanze
Foto Federico Donato –

I gruppi di minoranza del Consiglio regionale della Valle d’Aosta hanno anticipato le interpellanze che presenteranno nella seduta consiliare di mercoledì 7 e giovedì 8 marzo.

I consiglieri di minoranza presenteranno un’interpellanza riguardante l’estensione del contributo della Valle d’Aosta alla finanza pubblica, stabilita dal Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018. Precisando che la Valle dovrebbe versare allo Stato 167 milioni (99 milioni per il 2018, 44 milioni per il 2019 e 24 milioni per il 2020), Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha aggiunto che tale disposizione contrasta con una sentenza della Corte costituzionale che, nel 2015, aveva stabilito la cessazione del pagamento dal 2017. “Riguardo alla questione dei 99 milioni per il 2018, non sappiamo se la maggioranza sta operando. Non vi sono atti al momento – ha continuato Marquis -. La fine della legislatura è molto vicina e, stando così le cose, la Valle d’Aosta risulta indebolita al tavolo delle trattative con lo Stato“. Sempre Marquis ha esternato il proprio “stupore per il macato coinvolgimento della 2a Commissione consiliare alla vigilia del perfezionamento della relativa pratica con lo Stato“.
Alla voce dell’ex presidente della Giunta si è affiancata quella di Elso Gerandin (Mouv), il quale ha affermato che “la questione dei 99 milioni è stata presentata, dalla maggioranza e dal presidente della Valle d’Aosta, come una battaglia per l’autonomia. Siamo tutti concordi nel sostenere che non si possa parlare di autonomia se non vi è l’autonomia finanziaria…Tuttavia, nel dicembre 2017, la Giunta non ha impegnato, mettendo in disponibilità di spesa, 99 milioni. Inoltre, in Consiglio, chiederemo chiarimenti riguardo la provenienza dei 12 milioni che la Giunta ha garantito agli enti locali quali maggiori trasferimenti“. Secondo il consigliere del Mouv’ il governo regionale intende ottenere tali risorse tagliando in altri settori. Sul punto, è intervenuto Claudio Restano: “Speriamo che la paralisi dell’Amministrazione e la ricerca di fondi non generi dei tagli nel settore della sanità. La nomina di un commissario all’Ausl è un esempio di cattiva amministrazione politica e, come se non bastasse, ha avuto luogo in un momento delicato in quanto la riforma del dipartimento avverrà senza la direzione strategica e senza un dirigente cosciente della realtà locale“.
In conclusione, Chantal Certan ha anticipato una seconda interrogazione, che riguarderà la trasparenza nei vari iter che hanno portato alla nomina, a novembre, i nuovi dirigenti e tecnici degli Assessorati: “Alcuni iter non sono chiari – ha affermato il consigliere di Alpe -. Vi sono alcune nomine particolari… sembra che alcuni partiti nominino sempre le stesse persone. Inoltre, vi sono dirigenti nominati a novembre che, a gennaio, avevano già incarichi molti importanti“.

Pubblicato / aggiornato il 27/02/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione