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Un’interlocuzione RaVdA-Governo per la tutela dell’energia rinnovabile

Un’interlocuzione RaVdA-Governo per la tutela dell’energia rinnovabile (©Gianfranco Zanata per Bobine.tv) - Il Palazzo della Regione autonoma Valle d'Aosta

Un’azione politica per avviare un’interlocuzione con Governo centrale per modificare il Decreto Legge Sostegni ter che colpisce il comparto dell’energia rinnovabile.
La Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta, in accordo con i gruppi di maggioranza e all’interno di un confronto con le altre Regioni e Province autonome, avvierà un’interlocuzione con il Governo e con il Parlamento per modificare il Decreto Legge Sostegni ter, «poiché la norma presenta nella sua attuale formulazione aspetti critici e profili di illegittimità anche rispetto all’autonomia regionale».

Per la Regione autonoma Valle d’Aosta «la scelta dell’Esecutivo colpisce in modo incomprensibile e con modalità tecniche gravemente distorsive, oltre che con evidenti profili di illegittimità costituzionale, il comparto dell’energia rinnovabile. Un orientamento che appare incomprensibile se si pensa alle vigenti normative sulle politiche energetiche internazionali, nazionali ed europee, che vedono proprio nelle rinnovabili il futuro della produzione di energia pulita anche per contrastare i cambiamenti climatici».

Tutto ciò costituisce per la Valle d’Aosta «una minaccia, poiché rischia di danneggiare in particolare la società Cva e aziende leader del settore idroelettrico ponendo a rischio i flussi finanziari che la Regione percepisce in forma indiretta attraverso la distribuzione dei dividenti dalla controllata FinAosta» ha affermato la RaVdA in una nota.

Il decreto prevede un conguaglio (solo a carico dei produttori di energia rinnovabile) tra i prezzi che si determinano nel mercato tra febbraio e dicembre 2022 e la media dei prezzi che si sono determinati negli ultimi 11 anni (2010-2020). «Non si considera che la maggior parte dei produttori hanno già venduto l’energia a valori significativamente inferiori a quelli attesi per il 2022. Ciò provocherebbe danni economici molto elevati in quanto dovrebbero essere restituiti importi notevolmente superiori a quelli incassati» ha aggiunto la Regione.

Pubblicato / aggiornato il 10/02/2022 alle 17:46
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Categoria: Politica e Amministrazione