Savt richiama al senso di responsabilità il Consiglio Valle
(©Google Maps) -
La sede del Savt ad Aosta
«Nel momento in cui pare che si stia andando verso la conclusione dello stato di emergenza legato alla pandemia, è fondamentale avere un Governo forte e in grado di affrontare la fase di ripartenza economico-sociale del post Covid-19, decisiva per il futuro della Valle d’Aosta». È questo il messaggio lanciato dal Direttivo confederale del Savt che, durante la riunione di venerdì 18 febbraio 2022, ha richiamato al senso di responsabilità il Consiglio Valle, sottolineando che «vi sono temi importantissimi da affrontare, nel breve-medio termini, e non sarebbe comprensibile né giustificabile che le attuali fibrillazioni portassero ad una nuova crisi, con il conseguente ulteriore stallo dell’attività politico-amministrativa».
Secondo il sindacato, la «prima tematica alla quale fare fronte è la crisi energetica che rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese. Su questo, in attesa che si possano adottare dei provvedimenti regionali di sostegno, è fondamentale che si dia vita a una massiccia campagna di informazione verso le famiglie, affinché intanto aderiscano alla possibilità offerta dalla Cva di avere lo sconto in bolletta del 40%».
L’organizzazione sindacale ha anche affrontato la questione sanitaria.
«A seguito della pandemia e delle difficoltà che le persone hanno dovuto affrontare a livello sanitario, occorre dare vita al fondo sanitario integrativo regionale.
In ambito sanitario non è più rinviabile l’approvazione del Piano per la salute e il benessere sociale. Questo atto programmatico è più che mai fondamentale visto che è necessario andare a porre rimedio alle lacune emerse nell’attuale modello di gestione durante la pandemia, in particolare con l’obiettivo di rafforzare il presidio sul territorio».
Il Savt ha anche posto l’attenzione sui salari: «preso atto che i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa e che le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese, è sempre più necessario aprire un confronto relativo alla contrattazione regionale di primo o di secondo livello nei vari settori produttivi. C’è la necessità di integrare quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, che si dimostrano non del tutto adeguati a garantire il giusto potere di acquisto».
Pubblicato / aggiornato
il 18/02/2022 alle 17:31
Categoria:
Politica e Amministrazione