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I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 21 febbraio

I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 21 febbraio

A inizio della seduta di mercoledì 21 febbraio, sono state trattate le mozioni, iniziando da quella presentata dai gruppi Movimento 5 Stelle e Coalition Citoyenne-Mouv in merito alla realizzazione del nuovo ospedale.

Il testo, così come emendato in Aula dai proponenti, è stato respinto con 28 astensioni (UV, UVP, PD-SVdA, EPAV, AC-SA-PNV, ALPE) e 5 voti a favore (M5S e CCM), ed era volto ad impegnare la Giunta regionale a mettere fine definitivamente all’attuale iter di realizzazione del nuovo ospedale e a destinare maggiori fondi ad investimenti in ambito sanitario per il mantenimento degli standard qualitativi necessari alla tutela della salute pubblica.
Nell’illustrazione il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha citato alcuni stralci della relazione della Corte dei Conti
 sulla gestione del servizio sanitario per il 2016 a suffragare l’intento di questa mozione: mettere una pietra tombale sul progetto del nuovo ospedale, ripartendo da zero e con un approccio diverso con la nuova Legislatura. Al fine di evitare fraintendimenti sull’impegnativa, il Consigliere Cognetta si è detto favorevole a modificare il testo proposto, precisando che, con l’espressione “terminare” l’iter, intendeva mettere immediatamente fine al progetto avviato.
Il Consigliere Alberto Bertin (CCM) ha confermato la propria contrarietà alla costruzione del nuovo ospedale nell’area individuata, tenuto conto delle difficoltà oggettive (ritrovamenti archeologici, disguidi per la prossimità col centro città). Bertin ha quindi dettagliato le spese sinora sostenute: 6 milioni di euro solo in progetti, cui vanno aggiunti i lavori preparatori, raggiungendo circa 15 milioni di euro, senza peraltro che si sia concretizzato nulla. Il Consigliere ha auspicato che si fermi l’emorragia di denaro pubblico e si metta un punto a capo.
L’Assessore alla sanità ha spiegato che non ci sono le condizioni per accettare questa mozione poiché su un problema così complesso è necessario continuare il lavoro di approfondimento iniziato in quinta Commissione consiliare. Per Luigi Bertschy, l’obiettivo è quello di concludere e completare la fase di indagine archeologica per avere così la possibilità di disporre di tutti gli elementi necessari ad assumere delle future decisioni politiche. Nel 2018, ha proseguito, lavoreremo a questo scopo già valutando come gli attuali ritrovamenti incidano sulla realizzazione dell’opera.
Anche il Capogruppo di Coalition Citoyenne-Mouv ha concordato sul fatto che, rispetto alle buone intenzioni iniziali, oggi non si può proseguire con questo intervento. Elso Gerandin ha quindi riferito l’opportunità di ristrutturare il Parini, concentrandosi sulle aree già costruite.
Il Capogruppo del M5S ha inviato a fare un bagno di umiltà e a interrompere definitivamente il progetto di ampliamento per concentrarsi sull’unica soluzione possibile: il decentramento dell’ospedale. Stefano Ferrero ha quindi annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti in quanto, di fronte all’evidenza di non poter continuare, il Governo regionale deve assumersi tutte le responsabilità, anche dal punto di vista patrimoniale, di voler proseguire in questo baratro che sta portando ad uno spreco di risorse pubbliche. Per Ferrero, va anche chiusa la società COUP, in quanto ormai inutile. Stefano Ferrero ha concluso affermando che sono stati buttati al vento milioni di euro, con la complicità di una politica che si è rivelata essere, nel migliore dei casi, incompetente.
Il Capogruppo dell’UV ha ricostruito l’iter del progetto di ampliamento dell’ospedale Parini e le fasi della sua realizzazione, interrotte di fatto dal 2014 in modo da consentire i rilievi archeologici. Augusto Rollandin ha specificato che in questi anni, tenuto conto che gli impegni finanziari non potevano essere spesi per quest’opera, sono stati stornati per altre esigenze sanitarie. Pertanto, ha detto Rollandin, i fondi non sono stati spesi in maniera difforme. Il Capogruppo dell’UV ha annunciato che gli approfondimenti vanno terminati e sarà elaborato un nuovo progetto che tenga conto delle sopravvenute esigenze.
Il Capogruppo dell’UVP ha ricordato che questo progetto nasce dalla necessità sia sanitaria sia organizzativa, condivisa da tutti anche attraverso l’esito del referendum, di radunare in un unico polo quanto ad oggi distribuito sul territorio. Per Nello Fabbri, l’opera andrà certamente ridimensionata, pertanto la mozione riprende l’intenzione della maggioranza in merito al nuovo ospedale. Fabbri ha parlato di un’opera necessaria per la sanità valdostana, per cui tutte le somme spese non rappresentano uno spreco. Non si può interrompere un iter, anche per questioni amministrative, ma il progetto andrà rivisto nella maniera più opportuna.
La Consigliera Patrizia Morelli (ALPE), premettendo che il suo gruppo era fra i sostenitori della costruzione di un nuovo ospedale esterno alla città, ha voluto sottolineare che il responso del referendum del 2007 è stato arbitrariamente interpretato dalla maggioranza Rollandin che ha accantonato l’ipotesi premiata dai cittadini valdostani di recupero dell’ex Mauriziano per privilegiare una nuova costruzione ad Est, in un’area che già si sapeva essere a rischio di ritrovamenti archeologici. Cosa che, a suo dire, si è puntualmente verificata, portando alla luce reperti ben più importanti del previsto. Ha inoltre ricordato che il gruppo ALPE si è sempre chiaramente dissociato dalla realizzazione del parcheggio, opera che è costata alla comunità 40.000 euro a posto, per un totale di 20 milioni. Per Morelli, costruire il parcheggio è stato come mettere il carro davanti ai buoi, spendendo tanto denaro pubblico senza la certezza di poter realizzare l’ospedale. La Vicepresidente si è quindi chiesta cosa sia sensato fare e, a nome del gruppo, ha rilevato che al momento non ci sono elementi sufficienti per valutare quale sia la soluzione migliore e poter prendere una decisione definitiva. Per Morelli, questa Legislatura disastrata non è nelle condizioni di scegliere una strada, vista anche la mancanza di impegni finanziari a disposizione. La Vicepresidente ha concluso specificando che la posizione di ALPE è pertanto di astensione.
Il Consigliere Stefano Borrello (AC-SA-PNV) ha rappresentato l’importanza di considerare adeguatamente le evoluzioni delle cosiddette analisi in situ, per contestualizzare le esigenze progettuali che man mano intervengono nel procedere del cantiere. Pur valorizzando la mozione di indirizzo, il Consigliere Borrello ha annunciato il voto di astensione del gruppo.
L’Assessore alle attività produttive è intervenuto per rilanciare la possibilità di formulare nuove ipotesi, compresa quella di una ristrutturazione di viale Ginevra senza escludere neppure la costruzione di un nuovo ospedale. Una volta chiuso il percorso in essere, va capita esattamente la direzione da intraprendere, che si scontra inevitabilmente con criticità. Jean-Pierre Guichardaz ha sottolineato che questo non è un tema che deve essere di scontro, ma ogni possibilità va considerata, perché la popolazione ha bisogno di una struttura moderna.


 


L’Assessore alle opere pubbliche relazionerà in terza Commissione sul vallo di protezione della frana di La Saxe a Courmayeur. È quanto prevede una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Il testo, presentato dal gruppo Alpe, impegna, infatti, l’Assessore alle opere pubbliche a informare la Commissione del motivo per il quale l’opera non è ancora stata collaudata e, in particolare, delle motivazioni date dai professionisti incaricati a rilasciare questo certificato, nonché delle intenzioni dell’Assessore e del Governo regionale su come procedere per tale opera ancora incompiuta.
L’iniziativa è stata illustrata dal Consigliere Chantal Certan che ha sottolineato l’importanza che ogni azione di scientificità venga supportata da prove verificabili: questa è un’opera, ha sottolineato, che ha bisogno di un certificato di collaudo che determina che i lavori sono stati fatti ad arte e che sono conclusi, ma questo certificato non c’è ancora, alcune opere sono state fatte, ma non ancora terminate.
L’Assessore alle opere pubbliche si è detto disponibile a relazionare in Commissione sul vallo di protezione e sulla reale utilità dell’opera. Mauro Baccega ha anche annunciato che intende organizzare un dibattito pubblico, al fine di dare risposte concrete e scientifiche, con il supporto di tecnici, perché è giusto che i valdostani sappiano e abbiano contezza di quello che si è fatto in questo periodo per la loro sicurezza e come sono stati spesi i soldi a loro tutela.
Certan, nella replica, ha affermato che non cascherà nelle provocazioni dell’Assessore e ha parlato di stravaganti dibattiti pubblici con lei sollecitati dall’Assessore: per Chantal Certan, il dibattito con la popolazione e i comitati – non con lei – doveva farlo prima, quattro anni fa. La Consigliera ha comunque chiarito che se l’Assessore organizzerà in questi giorni un incontro pubblico, come è avvenuto per tutti gli incontri pubblici, lei e il gruppo Alpe saranno presenti.


 


Il Consiglio Valle ha affrontato le problematiche riguardanti gli operatori socio sanitari in occasione del rinnovo contrattuale 2016-2018 discutendo una mozione presentata congiuntamente da Coalition Citoyenne-Mouv, da Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée, dal Movimento 5 Stelle e da ALPE.
Il testo, approvato all’unanimità così come emendato in Aula su proposta dell’Assessore alla sanità, impegna il Governo regionale a demandare al Comitato regionale per le politiche contrattuali (previsto dalla legge regionale n. 22/2010 in merito alle procedure di contrattazione collettiva di comparto), l’emanazione di una specifica direttiva che permetta al Comitato regionale per le relazioni sindacali di seguire, nell’ambito dell’attuale rinnovo contrattuale 2016/2018, la soluzione definitiva di tutti gli aspetti, giuridici ed economici, del personale OSS operante presso l’Azienda di servizi alla persona J.B. Festaz.
Il Capogruppo di CC-M ha illustrato la mozione auspicando di poter chiudere questa fase delicatissima, a volte strumentalizzata. Per Elso Gerandin, queste persone meritano una prospettiva chiara e si potrebbe cogliere l’occasione di chiarire diversi aspetti.
Il Consigliere Claudio Restano (AC-SA-PNV) ha voluto sottolineare il ruolo significativo svolto nella comunità valdostana dalle assistenti domiciliari e dei servizi tutelari (ADEST) sin dagli anni Ottanta, anche mettendo a rischio la propria salute pur di portare aiuto. Il Consigliere ha ricordato che oggi, a fronte della riqualificazione del personale, non vi è il corrispondente inquadramento contrattuale. Questo passaggio, ha detto Restano, è dovuto, per garantire a queste persone che hanno sempre dimostrato abnegazione al lavoro la possibilità di svolgere le proprie mansioni e soprattutto per ricollocare, anche presso l’Azienda USL, il personale che chiedeva, essendo soggetto a prescrizioni sanitarie, di svolgere il proprio lavoro con un impegno fisico minore rispetto a quello richiesto in microcomunità.
L’Assessore alla sanità ha concordato di trovarsi nel momento più opportuno per riconoscere il percorso di riqualificazione delle OSS, che rappresentano un bene ed è attraverso la loro professionalità che si possono dare risposte ai servizi per gli anziani presenti nella nostra comunità. Luigi Bertschy ha espresso la volontà di lanciare un segnale chiaro e concreto in favore delle OSS. L’Assessore ha quindi riferito di incontri con le organizzazioni sindacali e ha proposto alcuni emendamenti alla mozione per coinvolgere i sindacati visto l’importante ruolo che rivestono in favore dei lavoratori, in modo da imprimere non solo un indirizzo politico, ma anche operativo, e al fine di raggiungere finalmente il traguardo del riconoscimento della qualifica delle OSS.
Il Presidente della Regione ha rappresentato l’importanza delle OSS e della loro professionalità che nei decenni ha garantito gli standard qualitativi dell’apprezzato welfare valdostano e ha ricostruito il percorso, condotto sin dal 2016, che ha permesso di superare alcune criticità, quando si è rilanciato il loro ruolo, che era stato messo in discussione. Il Presidente ha anche ricordato le riqualifiche ADEST e la possibilità di mobilità. Ora, ha evidenziato Laurent Viérin, vanno portate a compimento la riorganizzazione del welfare e la definizione del contratto per riconoscere quanto dovuto. Il Presidente ha infine ribadito l’impegno a concludere l’iter, affinché si possa chiudere la questione con un esito positivo. Laurent Viérin ha specificato che non si vuole giocare sulla pelle delle persone, ma si sta lavorando seriamente: è in ballo un riconoscimento contrattuale, non si tratta di una questione politica.
Il Capogruppo del M5S ha parlato di fughe all’indietro, piuttosto che in avanti in questi anni. Stefano Ferrero ha sostenuto che non c’è stata quell’attenzione che l’argomento meritava. Per Ferrero è arrivato il momento di fissare una calendarizzazione degli impegni, andando oltre ai proclami e assumendosi le responsabilità del caso. Il Capogruppo ha poi osservato che la società avrà sempre più bisogno di questi operatori, far finta di nulla è antistorico. Inoltre, per Ferrero non è giusto tenere in sospeso per così tanto tempo queste persone che peraltro svolgono mansioni anche pesanti.
Il Capogruppo dell’UV ha evidenziato quanto sia stata essenziale la formazione di questi operatori: è un tassello che ha permesso di raggiungere il traguardo, altrimenti irrealizzabile. Augusto Rollandin ha parlato di un accordo contrattuale che rende merito a chi ha saputo lavorare e svolge un ruolo importante nel sistema sanitario pubblico.
Il Capogruppo di CC-M ha concordato sugli emendamenti, ringraziando per la disponibilità espressa dal Governo e auspicando un voto favorevole unanime da parte dell’Aula.


 


En conclusion des travaux de sa réunion, le Conseil régional a approuvée à l’unanimité une résolution présentée par les groupes ALPE, AC-SA-PNV, M5S et CC-M, concernant le Comité pour les Adaptations. Le texte invite et engage l’Assesseur à l’éducation et à la culture à intégrer et à rendre opérationnel le Comité pour les adaptations d’une composante véritablement scientifique spécialisée dans l’éducation bi-plurilingue et dans la construction des connaissances des différentes disciplines scolaires dans plusieurs langues.
Il consigliere Chantal Certan (ALPE) ha affermato che questa risoluzione vuole proporre un passo in avanti per uscire dalla impasse in atto, tenuto conto anche della situazione politica, e per non essere ancora più in ritardo in vista del prossimo anno scolastico. Certan ha sottolineato che c’è ancora un mese di tempo, bisogna mettersi subito al lavoro al fine di assicurare un inizio anno scolastico 2018-2019 sereno. Forse sarà necessario compiere salti mortali, ha detto la Consigliera, ma ne varrà la pena, anche per non sprecare tutto l’impegno profuso dalle scuole e dagli insegnanti che, malgrado le difficoltà, hanno comunque cercato di garantire una scuola di qualità.
L’Assessore all’istruzione ha espresso apprezzamento per il tono propositivo della risoluzione su un tema troppo spesso utilizzato per compiere a macchia di leopardo manovre politiche. Emily Rini ha ricordato che sulla scuola, sull’educazione dei nostri ragazzi, non si possono portare avanti strumentalizzazioni. Ha quindi spiegato che la ratio della sperimentazione è quella di offrire nuove possibilità agli studenti: non avendo prodotto i risultati auspicati, l’Assessore ha confermato che questa sperimentazione va rivista. La sperimentazione si conclude ad agosto: è chiara l’intenzione dell’Amministrazione regionale di non proseguire in questa sperimentazione. Rini ha confermato l’intenzione di procedere immediatamente, partendo dal lavoro degli insegnanti, tenendo conto delle risultanze del Comitato tecnico nominato dalla Giunta, fermi restando gli obiettivi che ci si è posti. Pur non assumendosi impegni temporali, l’Assessore ha annunciato un voto favorevole e convinto alla risoluzione.
Chantal Certan ha ribadito che questo è l’ultimo treno che passa per poter mettere mano in maniera condivisa a questa situazione. Ha infine chiesto, a nome dei gruppi di opposizione, di essere coinvolti nei lavori.

Il Consiglio Valle ha anche respinto, con 30 voti di astensione e 5 a favore, una mozione presentata congiuntamente dal Movimento 5 Stelle e da Coalition Citoyenne-Mouv sulla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.
La mozione intendeva impegnare il Governo regionale a sospendere le assegnazioni dei bandi pubblicati nello scorso mese di novembre per l’individuazione di uno o più partner nazionali o internazionali, anche in associazione di impresa, per la realizzazione del piano di rilancio dei giochi – area slot e Online, settore Live –, oltre che per la progettazione e realizzazione di eventi e gestione pubblicitaria per il piano di rilancio della Casino de la Vallée spa. Inoltre, il testo sollecitava il Governo regionale, qualora non si dovesse, entro tempi certi, raggiungere l’obiettivo del riequilibrio economico finanziario, a procedere celermente alla realizzazione di una procedura pubblica per l’individuazione di un’azienda a cui affidare la gestione della Casa da gioco.
Nell’illustrazione, il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha detto che non bisogna esternalizzare il Casinò a pezzi: prima bisogna avere un quadro completo della situazione, altrimenti sarà difficile trovare un’azienda cui affidare la gestione della Casa da gioco. Cognetta ha, inoltre, sottolineato che legare il marchio del Casinò di Saint-Vincent ad un’altra azienda può pregiudicare fortemente la privatizzazione della gestione, così come esternalizzare il settore Slot e quello del gioco Online è pericoloso, visto che sono le due uniche aree che hanno le migliori performance in termini di costi-ricavi. Il Consigliere ha poi ribadito che il Piano di rilancio non ha funzionato e che bisogna capire fino in fondo dove si sta andando, perché ora si sta andando proprio male.
L’Assessore al bilancio e società partecipate ha risposto che sarebbe semplice condividere tout court quanto detto dal collega Cognetta, visto che a suo tempo il gruppo UV non ha votato il Piano industriale, ma l’incarico che riveste ora impone serietà e responsabilità, e pertanto si sta lavorando per portare avanti, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, un’attività per tenere in equilibrio una società che è la seconda impresa valdostana in attività. Per quanto concerne i bandi, è stata fatta una verifica e sono state rilevate delle criticità, tra le quali la durata quinquennale che è stata prontamente limitata al 2019, ossia alla durata del piano aziendale e all’impegno che l’Amministratore unico si è assunto per mettere in ordine le situazioni economico-finanziarie e gestionali della società. L’Assessore Renzo Testolin ha poi precisato che sono state fatte delle osservazioni sui bandi che non sono stati assegnati e ci sono delle opportunità, anche alla luce di nuovi eventi normativi e tecnici in divenire, che possono portare al risultato che è contenuto in questa mozione. Riguardo all’individuazione di un’azienda cui affidare la gestione della Casa da gioco, l’Assessore ha detto che oggi bisogna lavorare per riuscire a creare i presupposti per rendere il più solida possibile questa azienda per poi deciderne l’evoluzione. Alla luce di queste considerazioni e in vista dell’audizione dell’Amministratore unico, Giulio Di Matteo, che si terrà in quarta Commissione nel pomeriggio di oggi, Testolin ha chiesto il ritiro della mozione.
Il Consigliere del M5S ha replicato di non voler ritirare la mozione, perché un’indicazione politica deve essere data e non si può lasciare tutta la responsabilità all’Amministratore unico. Cognetta ha quindi posto una serie di domande rispetto alla situazione di cassa del Casinò, i contratti di aggiudicazione, i rapporti con le banche, l’attuazione del piano. Temi che saranno sottoposti all’Amministratore unico durante la riunione della quarta Commissione di oggi pomeriggio.


 


 L’Assemblea regionale si riunirà nuovamente mercoledì 7 e giovedì 8 marzo.





Pubblicato / aggiornato il 21/02/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione