Consiglio comunale a Saint-Vincent il 29 marzo 2022
(©Comune di Saint-Vincent) -
Il Consiglio comunale di Saint-Vincent, riunito il 29 marzo 2022
Il Consiglio comunale di Saint-Vincent si è riunito, martedì 29 marzo 2022, e si è aperto con un minuto di silenzio per le vittime della guerra in Ucraina.
Il sindaco Francesco Favre, nelle proprie comunicazioni, ha commemorato il 75° anniversario di apertura del Casino de la Vallée dicendo: «Non scordiamoci la sua importanza, per tutta la regione, e speriamo che compia gli 80 anni in modo splendido, dopo l’uscita dal concordato».
Dopo aver approvato i verbali della seduta precedente, il Consiglio è passato alla trattazione delle interpellanze, entrambe presentate dal gruppo di minoranza Saint-Vincent Insieme per cambiare.
La prima era intitolata: “Che ne è della funicolare di Saint-Vincent”. Il capogruppo Maurizio Castiglioni ha ricordato che ci si appresta a vivere la quarta stagione senza questo collegamento fra la cittadina e lo stabilimento termale. Ha colto l’occasione per evidenziare anche le pessime condizioni nelle quali versa il parcheggio delle Terme, dove «la pulizia lascia molto a desiderare».
Il sindaco Favre ha confermato che la funicolare è ferma dall’aprile 2019, perché manca la revisione ventennale: «Ci risulta che il gestore abbia chiesto un contributo alla Regione per la revisione ma bisogna trovare un accordo per il costo non coperto da contributo». L’auspicio è di sbloccare la situazione entro l’anno, riaprendo l’impianto nel 2023. Il sindaco ha anche comunicato che il gestore ha chiesto un contributo di 4,5 milioni di euro per la riqualificazione della Fons Salutis.
Il consigliere Castiglioni ha ipotizzato che gli elementi per arrivare a un accordo siano molteplici e ha invitato l’Amministrazione a proseguire, con fermezza, nel chiedere il rispetto dell’accordo di project financing siglato nel 2012.
La seconda interpellanza era dedicata alla modalità di attuazione dell’art. 22 della l.r. 33/2009. Il consigliere Erik Camos ha spiegato che l’intento era di fare chiarezza rispetto all’incendio sviluppatosi in una falegnameria in frazione Moron. Ha chiesto se corrisponda al vero che, in occasione dello sviluppo delle fiamme, si sia manifestata una carenza idrica da parte degli idranti.
Il sindaco Favre ha espresso solidarietà e vicinanza alla famiglia che ha subito l’incendio e ha invitato tutti a partecipare alla raccolta di fondi che è stata aperta. Ha poi risposto che gli idranti sono funzionanti e regolarmente manutenuti ma, per la loro posizione in prossimità della vasca, offrono poca pressione. L’Amministrazione si è impegnata a completare l’acquedotto della collina. Quando la nuova vasca di Moron sarà messa in funzione, garantirà maggior portata ma non maggior pressione agli idranti.
Il consigliere Camos ha evidenziato che l’aspetto più importante è la portata di un idrante e ha sollecitato l’apertura della nuova vasca. In relazione alla pressione, ha suggerito di effettuare alcune prove per capire dove risiedano le criticità e siano individuate le necessarie soluzioni.
Sono state quindi discusse le mozioni. Quellapresentata dal gruppo di minoranza Iiriri-Jacquemet Saint-Vincent concerneva la riformulazione del Piano di sostenibilità economica del progetto di rilancio della stazione sciistica e revisione del impianti di risalita del Col de Joux.
La consigliere Carmen Jacquemet ha spiegato che lo scopo della mozione era dii favorire il rilancio serio, strutturato e credibile delle stazione turistica. Ha riepilogato la situazione di contesto nella quale si colloca il Col de Joux e ricordato i risultati degli studi commissionati, in particolare quello all’Università della Valle d’Aosta. Ha poi ripetutamente posto l’accento sui pericoli rappresentati dal cambiamento climatico rispetto alla sostenibilità economica di una strategia basata sullo sci, ulteriormente aggravata dalle ridotte possibilità di accesso alle risorse idriche per l’innevamento artificiale. Ha infine chiesto che il Piano sia elaborato sulla base di dati certi e si poggi su solide collaborazioni e programmi di attività che rendano la stazione sostenibile e autonoma nel suo complesso. In caso contrario, ha ipotizzato possa paventarsi il rischio di un danno erariale all’ente comunale.
L’assessore Alex Sabolo ha ricordato che, nel programma elettorale, c’è scritto: “sfruttare le possibilità del Col de Joux per ampliarne l’offerta in tutte le stagioni”, quindi l’intento di potenziamento non è legato alla sola pratica dello sci ma a tutte le attività compatibili con la località. Ha aggiunto che le revisioni costano 680mila euro e che «I ricavi sottostimati e i costi sovrastimati dalla precedente Amministrazioni hanno falsato le risultanze dello studio predisposto dall’Università». Ha poi evidenziato il desiderio della maggioranza di costruire un progetto inclusivo e diversificato, in grado di rivitalizzare il tessuto economico della cittadina nel suo complesso.
Il capogruppo Antonio Iiriti ha espresso perplessità rispetto al fatto che, in questo momento storico, ci sia l’impellenza di procedere in questa direzione. Ha sostenuto che le sue preoccupazioni sono fondate su numerose relazioni. «Prima fare questa operazione pensateci e fate tutte le valutazioni tecniche, sociali, economiche e d’impatto, per essere certi che non si tratti di una scelta azzardata e dunque pericolosa», ha concluso.
Il consigliere Camos – facendo riferimento agli impegni previsti nella variazione al Bilancio successivamente discussa – ha espresso perplessità per la «disparità fra le parole dell’assessore Sabolo (che parla di studi e valutazioni) e l’assenza di un piano di attività e marketing».
Il sindaco Favre ha sostenuto che la legittimità di questa operazione non deve essere messa in discussione. Rispetto all’opportunità dell’investimento, ha affermato che «è impossibile pensare ad acquisizione di aree e compiere azioni di marketing se non si ha la certezza dell’infrastruttura. Portato a compimento il bando per la manutenzione, si potrà lavorare al piano di gestione e sviluppo».
Il capogruppo Castiglioni ha detto: «Anche la nostra lista voleva mettere in sicurezza l’infrastruttura ma avevamo uno sviluppo temporale più ampio. In questi due anni, il mondo è cambiato e il piano di sviluppo non può non tenerne conto. Bisogna agire come il buon padre di famiglia e quindi gli impegni di spesa previsti per il prossimo triennio non li ritengo essere supportati da valutazioni sufficienti».
La mozione è stata respinta e la consigliere Jacquemet ha espresso dispiacere per il fatto che non ne sia stato colto l’aspetto positivo e collaborativo.
La mozione del gruppo Saint-Vincent insieme per cambiare era sulla riqualificazione della Camera mortuaria nel Cimitero comunale. La consigliere Giacinta Merlin, nella consapevolezza che la precedente gestione era «scadente», ha chiesto di ovviare al «decadimento e squallore» della struttura, anche per rispetto alle persone che deve accogliere e dei loro familiari.
Il sindaco Favre ha risposto che, dal 1° aprile, i defunti potranno essere nuovamente vegliati negli ambienti casalinghi. Tuttavia ha aggiunto che la riqualificazione della Morgue è prevista e le risorse necessarie saranno stanziate dopo l’approvazione del Rendiconto.
La mozione è stata approvata all’unanimità.
È stata approvata una modifica alle schede allegate alla convenzione tra l’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Cervin e i Comuni del comprensorio per l’esercizio associato di funzioni comunali nell’anno 2022. Il sindaco Favre ha spiegato che vi è stato un risparmio di circa 50mila euro sui servizi alla persona conseguenti a maggiori trasferimenti da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta.
È stata approvata (con votazione nominale e minoranza contraria) la prima variazione al Bilancio di previsione 2022/24. L’assessore Leo Bréan ha spiegato che si tratta di una variazione con piccoli numeri ma interventi importanti per migliorare il territorio (manutenzioni, asfalti e apertura del capitolo di spesa per il Col de Joux). 81mila euro di maggiori spese correnti comprendono 35mila euro per il Col de Joux e la restante parte per strade e marciapiedi (in particolare su via Roma). Fra le spese in conto capitale, sono previsti 60mila euro di efficientemente del sistema di illuminazione e 24mila euro per progetti di fattibilità.
Il consigliere Camos ha suggerito, in assenza di certezza, di rinviare l’impegno di risorse per il Col de Joux. «Noi non abbiamo impegnato soldi sul Col de Joux – gli ha risposto il sindaco Favre -. Ma dobbiamo disporre della copertura economica per l’eventuale riapertura».
Il capogruppo Castiglioni ha riferito di aver già espresso in Commissione alcune perplessità e si è rammaricato che, rispetto alle cifre dei trasferimenti poi comunicati, si sia voluto comunque procedere con l’aumento dell’imposizione fiscale decisa nel corso della precedente seduta di approvazione del Bilancio, giustificandola con la necessità di coprire i costi per il Col de Joux. Il sindaco gli ha risposto che le imposte non sono state aumentate ma ripristinate: «E comunque non per il Col de Joux ma per sviluppare la cittadina». Il capogruppo Castiglioni ha allora chiesto l’istituzione di una Commissione d’inchiesta, per fare chiarezza sulla riduzione dell’imposizione fiscale decisa nel 2020. La richiesta è stata respinta perché non è stata lesa l’onorabilità del consigliere nel corso della seduta. Il consigliere Castiglioni ha replicato di ritenere comunque opportuno fare chiarezza, a beneficio della cittadinanza, esaminando la vicenda tramite audizioni con coloro che, all’epoca, rivestivano i ruoli amministrativi e politici apicali. «Ci sono gli atti, ci sono le delibere. I cittadini sarebbero sconcertati da una simile iniziativa», gli ha risposto il sindaco. «Una lettura degli atti con esperti, n sede di Commissione Bilancio, potrà essere sufficiente», ha proposto il presidente del Consiglio Frédéric Piccoli, chiudendo la questione.
È stato approvato con tre astensioni il Regolamento comunale per la concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi e ausili finanziari e per l’attivazione di vantaggi di qualunque genere a persone, enti pubblici e privati, comprese le Associazioni. Il sindaco Favre ha spiegato che il Regolamento è stato adeguato ale esigenze territoriali rispetto al modello fornito dal Celva. La consigliere Merlin ha sollevato (come nella precedente seduta consiliare) la questione del reddito delle famiglie di fatto o di quelle con genitori separati, nel dubbio che le agevolazioni arrivino ai non abbienti e non a chi cerca di tratte indebiti benefici dal sistema. Il segretario ha suggerito di dirimere la questione in sede di applicazione delle misure da parte degli Uffici.
Le 10 domande di Ciambi sul Col de Joux
Il giorno successivo a quello della seduta consiliare, l’ex presidente del Consiglio comunale di Saint-Vincent ha inviato una lettera aperta al Consiglio attuale, contenente dieci domande sul futuro del Col de Joux.
Scrive Ciambi: «Gli impianti di risalita di Col de Joux sono un lusso. Lo sono sempre stato. Negli anni d’oro del Casinò, i finanziamenti necessari provenivano dalla Casa da Gioco. In seguito, dal 2007 al 2012, la Legge Regionale n. 15/2007 ha fatto entrare nelle casse comunali complessivamente 7.300.000 euro, che hanno coperto ben più dei costi di gestione della stazione sciistica. Dal 2013, invece, il Comune ha dovuto gestire Col de Joux con le proprie finanze, con costi non indifferenti: dal 2011 al 2014, per esempio, la spesa media annua, comprensiva di compenso al gestore e detratto il canone del gestore, è stata di 249.000 euro. Ora, dieci anni più tardi, queste spese non potranno che essere maggiori, come indicato dallo studio del 2020 dell’Università della Valle d’Aosta, che, nello scenario più sfavorevole, prevede 336.000 euro all’anno. Oggi, con i costi di energia e carburanti alle stelle, 336.000 euro potrebbero non bastare. Sono oltre 3 milioni di euro in 10 anni, oltre 6 milioni in 20 anni…
Alle domande che seguono non chiedo risposte, che, naturalmente, possono essere fornite solo durante le sedute del Consiglio comunale e solo su eventuali richieste dei consiglieri.
Le domande, invece, sono spunti che ritengo utili per le ultime valutazioni, prima che la revisione degli impianti di risalita sia aggiudicata e che la situazione divenga irreversibile. Molti degli interrogativi che pongo sono già stati esposti in più occasioni dai consiglieri in aula, ma le risposte fornite mi sono parse parziali e insoddisfacenti.
Mi metto nei panni di coloro che, vincendo le elezioni del 2020, desiderano portare avanti quanto promesso. È comprensibile. Ma, in questo momento, la scelta più coraggiosa potrebbe essere quella di rinunciare ad alcune promesse.
- Che cosa vi fa ritenere che gli operatori turistici cambieranno idea su Col de Joux rispetto al passato? Infatti, almeno dal 2013 è attivo un servizio skibus che, nei mesi invernali, collega le principali attività ricettive di Saint-Vincent e Châtillon alle località sciistiche. Online si trova ancora qualche locandina o pagina web, nelle quali si promuove il collegamento per Champoluc, Ayas, Valtournenche, Cervinia, La Thuile, Courmayeur, ma non per Col de Joux. Inoltre, lo studio dell’Università della Valle d’Aosta riporta un’indagine presso gli albergatori di Saint-Vincent: 8 su 10 ritengono di nessuna importanza il mantenimento della stazione sciistica ai fini del risultato economico del proprio albergo. Lo dimostrano i dati turistici: nel bimestre dicembre 2019/gennaio 2020, benché gli impianti di Col de Joux fossero chiusi, Saint-Vincent ha registrato il record di presenze turistiche nell’ultimo decennio.
- Dai registri giornale degli impianti risulta che, nelle sei stagioni dal 2012/2013 al 2017/2018, la seggiovia in tre occasioni, a causa della scarsità di neve, è stata costretta ad aprire dopo le festività di fine anno e, in una stagione (2014/2015), addirittura il 17 gennaio. Le condizioni meteorologiche della stagione 2021/2022 sono sotto gli occhi di tutti. Ritenete che la gestione degli impianti di risalita a Col de Joux potrebbe sopravvivere a situazioni meteo sfavorevoli sempre più frequenti?
- In estate Col de Joux funziona già molto bene, con elevato afflusso di turisti. Perché sarebbero necessarie ulteriori attrazioni legate a un costoso impianto di risalita? Non se ne possono creare altre che ne fanno a meno e che hanno un impatto inferiore sulle finanze comunali?
- Siete d’accordo con il sindaco Francesco Favre che, nel Consiglio comunale del 30 novembre 2020, dichiarò quanto segue: “L’amministrazione non è in grado di farsi carico dei costi chiaramente espressi dall’Università nello studio effettuato […] Il project financing rimane il metodo di finanziamento più interessante. Per questo, ci stiamo adoperando per trovare partner interessati”?
- Oppure, siete d’accordo con il medesimo sindaco Francesco Favre, che, un anno e mezzo dopo, sceglie di procedere alla revisione e alle gestione degli impianti esclusivamente con risorse finanziarie comunali?
- Che analogia ci può essere fra impianti di Col de Joux, piscina e campo da calcio? Col de Joux dista 24 minuti di auto dal capoluogo e servizi analoghi – anzi, superiori – sono presenti a Torgnon, che dista sempre 24 minuti di auto. La piscina e il campo da calcio, invece, sono nel capoluogo, cioè a “chilometri zero” e, se fossero chiusi, residenti e turisti dovrebbero percorrere svariati chilometri per avere quei servizi che ora hanno a casa propria.
- Lo studio dell’Università della Valle d’Aosta non individua un sostanziale indotto dimostrabile derivante dalle attività turistiche effettuate a Col de Joux. Avete elementi concreti per ritenere il contrario?
- Ritenete che le spese di gestione che, come visto, potranno superare i 300.000 euro all’anno, saranno sostenibili per le casse comunali?
- Siete certi che questo sia il momento migliore per scegliere di spendere oltre 300.000 euro all’anno nella gestione di un impianto di risalita a 16 km dal capoluogo?
- Siete certi che non vi siano modi migliori per impiegare, a favore della popolazione di Saint-Vincent, oltre 300.000 euro all’anno?
Pubblicato / aggiornato
il 30/03/2022 alle 15:06
Categoria:
Politica e Amministrazione