Piccole manovre pre-elettorali 7
La politica è comunicazione. Lo vediamo in questi giorni, con un proliferare di uffici stampa e di account sui social network.
La coalizione Favre-Lanièce si affida a un team con il coordinamento di Bruno Baratti e la collaborazione di Pierpaolo Civelli e Genny Perron. La coalizione Marcoz-Trione ha invece la terna Roberto Roux-Moreno Vignolini-Simone Marengo.
Le altre liste sono più autogestite (mettendo a frutto l’esperienza in precedenti consultazioni elettorali o referendarie) mentre il Movimento 5 stelle ha individuato una figura per i rapporti con la stampa (Daniela Asaro).
Ma la corazzata della comunicazione è altrove: nei palazzi del potere.
Facciamo una mappa.
L’ufficio stampa della Regione autonoma Valle d’Aosta, che con l’ultima Giunta Rollandin si era ridotto al lumicino della coppia Sandra Bovo-Riccardo Nicolini, è ora in versione extralarge. Tornata Bovo dopo il breve esilio a casa e il temporaneo rientro come dirigente all’Assessorato Agricoltura, si sono progressivamente aggiunti: Ugo Lucio Borga, Marisa Gheller, Luca Casali e Donatella Bredy.
Scendendo di un piano, si arriva alla Presidenza del Consiglio Valle, dove il responsabile dell’Ufficio stampa è Silvia Carrel, affiancata da Michèle Meloni.
I gruppi consiliari possono avere loro consulenti, ma c’è stata una recente moria. Sono sopravvissuti solo Paolo Ciambi (Alpe) e Jenny Cagniney (Mouv’), mentre sono scomparsi – per cause diverse – Christian Diémoz (UV), Simona Campo (PD), Ivana Crétier (Stella alpina), Giovanni Pellizzeri (Pour notre Vallée), Sabina Thoux (UVP).
Spostandosi a Saint-Christophe, sede dell’Assessorato Agricoltura, una Struttura si occupa di Promozione della qualità, supporto alle imprese e semplificazione delle procedure. Fra le competenze: “gestisce l’informazione e la comunicazione all’utenza inerenti le tematiche e le attività dell’Assessorato e degli enti funzionali“. All’Agricoltura, lavora anche Cristina Deffeyes, ex vice capo Ufficio Stampa della Giunta.
Torniamo ad Aosta. In Comune, della comunicazione si occupa Francesco Mileto.
Nel Consiglio permanente degli enti locali, l’addetto stampa è Francesca Jaccod.
Di che saturare di informazioni le redazioni. Praticamente un addetto stampa per ogni testata…
Eppure, più numerosi diventano i comunicatori, più difficile diventa il lavoro degli operatori dell’informazione. Per esempio, l’ultima conferenza stampa di Giunta risale al 29 gennaio. In gennaio, se ne sono svolte due su cinque. Quella di lunedì 27 febbraio non figura nell’elenco degli appuntamenti pubblicato sul sito regionale, dunque si può presumere che febbraio sarà “non pervenuto”.
Ancora: da quando Laurent Viérin è presidente, la conferenza stampa di Giunta di svolge nella Saletta Viglino. Si è dovuta presentare esplicita richiesta per poter accedere al locale prima dell’inizio dell’incontro, visto che gli organizzatori ritenevano che si potesse attendere fuori dalla porta, sotto i portici di Palazzo regionale. Come si deve settimanalmente sollecitare l’invio del file con l’elenco di tutte le delibere adottate, più interessante del comunicato riepilogativo.
Tornando alla Saletta Viglino, va detto che è poco funzionale: i relatori sono mal illuminati per le riprese e le foto; i giornalisti dispongono di una minuscola ribaltina per consultare la documentazione e prendere appunti. Tutti indizi della disattenzione, da parte dei comunicatori, alle esigenze dei giornalisti. Confermata dal fatto che, con sempre maggior frequenza, ai giornalisti, ai fotografi e agli operatori di ripresa è ostacolato l’accesso ai luoghi adiacenti le riunioni di pubblico interesse: vietato l’ingresso al Foyer del Consiglio Valle e vietate le riprese (salvo poi fare marcia indietro e consentirle, a fine riunione) in occasione dell’incontro fra i Capigruppo e i rappresentanti dell’associazionismo civico, in presidio anticorruzione a Place Deffeyes; obbligo allo stazionamento nell’androne di Palazzo regionale (dove c’è un solo divanetto) in occasione degli incontri che si svolgono in Saletta Viglino; di nuovo, obbligo di stazionamento nel medesimo androne in occasione di riunioni che si svolgono in Sala Giunta, al secondo piano, dove c’è una sala d’aspetto sempre utilizzata nelle precedenti circostanze. Per non dire del numero di volte che ci sentiamo dire che non è necessario aspettare, tanto “sarà diffusa una nota a fine incontro“. Inutile spiegare che il nostro lavoro non consiste nell’affidarci alle note.
Se questo metodo darà i risultati attesi, lo dirà il doppio esito elettorale.
Stay tuned!
Pubblicato / aggiornato
il 19/02/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
