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140 milioni di euro di danni alla RaVdA dalla gestione del Casino

140 milioni di euro di danni alla RaVdA dalla gestione del Casino

Notificati mercoledì 7 febbraio, contestualmente, i provvedimenti di citazione a giudizio della Corte dei Conti e gli avvisi di conclusione delle indagini della Procura della Repubblica.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Aosta ha concluso, dopo due anni di lavoro, le indagini contabili e penali sulla gestione del Casino de la Vallée S.p.A. di Saint-Vincent.
La Procura regionale della Corte dei Conti e la Procura della Repubblica di Aosta, hanno notificato – mercoledì 7 febbraio – i provvedimenti di citazione in giudizio di ventidue persone (21 delle quali componenti la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta e il Consiglio Valle, oltre a un esponente di vertice della struttura burocratica regionale). Altresì concluse le indagini nei confronti di otto persone tra amministratori della casa da gioco e assessori regionali al Bilancio, Finanze e Patrimonio.
Le indagini delle Fiamme Gialle hanno quantificato e definito il danno cagionato alle casse pubbliche in 139.965.096,56 euro, ottenuto dalla somma degli importi approvati dall’autorità politica allora in carica ed erogati, con varie modalità, alla Casa da gioco, nonostante ricorressero “plurimi, univoci e tutti coerenti segnali di crisi strutturale”, attraverso quattro delibere di concessione di finanziamento o di aumento di capitale, da 50, e poco meno di 10, 60 e 20 milioni di euro approvate, rispettivamente, il 20 luglio 2012, 20 settembre 2013, 23 ottobre 2014 e 10 dicembre 2015.
Le indagini penali hanno portato ad accertare il falso in bilancio continuato e in concorso nonché la truffa ai danni dello Stato continuata e in concorso, con danno di rilevante gravità, contestati agli amministratori e all’intero Collegio sindacale in carica negli anni 2012-2015.
Il reato di truffa ai danni dello Stato continuata e in concorso, con danno di rilevante gravità, è stato contestato ai tre assessori pro tempore della Regione autonoma Valle d’Aosta nel periodo 2012-2015, tutti con specifica delega al Casino de La Vallée.
Le indagini penali condotte hanno portato a ritenere “consapevole della disastrosa situazione economico-patrimoniale del Casino de La Vallée e della assoluta inconsistenza dei piani di sviluppo aziendale, l’intera governance della partecipata regionale in carica dal 2012 al 2015”. Ciò nonostante, “aveva esposto nei bilanci societari, attraverso studiati artifizi contabili, perdite di esercizio inferiori a quelle reali per decine di milioni di euro, nascondendo volutamente in questo modo la reale condizione economica societaria, fattore che – se correttamente illustrato – non avrebbe mai permesso di assicurarsi i finanziamenti pubblici dalla società finanziaria regionale deputata allo loro erogazione”.
Analogamente, le indagini delle Fiamme Gialle hanno fatto ritenere pienamente consapevoli gli assessori regionali al Bilancio delegati ai rapporti con la partecipata e in carica nelle date di approvazione delle delibere, della reale situazione finanziaria della casa da gioco. “Risulta infatti come abbiano raggirato e indotto in errore la stessa Regione – e quindi la collettività – nonché la società finanziaria regionale cui è demandato il servizio di tesoreria, avendo consciamente presentato nella sede deliberativa bilanci di esercizio riportanti perdite dissimulate – quindi falsi – e piani di sviluppo industriale conseguentemente irrealizzabili”.
La Procura regionale della Corte dei Conti, ritenendo le deduzioni presentate inidonee a superare gli addebiti formulati con l’invito del 27 giugno 2017, ha citato a giudizio, per responsabilità amministrativa, i ventuno componenti la Giunta e il Consiglio regionale nonché il coordinatore del Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio della Regione autonoma Valle d’Aosta, contestando loro, in via principale a titolo di dolo e, in via gradata a titolo di colpa grave, i fatti per i quali il Nucleo di polizia economico-finanziaria ha indagato. Inoltre, ha addebitato loro un danno erariale – ripartito tenendo conto dell’apporto causale di ciascuno – quantificato complessivamente in circa 140 milioni di euro.
Con l’atto di citazione, il Pubblico Ministero contabile ha evidenziato come “i ripetuti interventi di soccorso finanziario al Casino, pur se condotti con l’ostentato intento di perseguire finalità pubblicistiche, poiché posti in essere in spregio di ogni regola collocata a presidio di economicità, efficacia ed efficienza dell’utilizzo di risorse finanziarie pubbliche, si siano risolti nella ingiustificata dissipazione di provviste erariali di enorme consistenza”, avendo dirottato tale denaro di proprietà della collettività “in operazioni di salvataggio di una società controllata in perdurante perdita, trascurando i numerosi ed inequivoci segnali che univocamente indicavano la pressoché certa evaporazione delle nuove risorse somministrate per prolungare, in modo artificiale, la continuità aziendale di un soggetto imprenditoriale che non presentava prospettive di risanamento realmente credibili”.
Il Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Valle d’Aosta ha fissato la data di udienza del giudizio al 27 giugno prossimo.

Pubblicato / aggiornato il 07/02/2018 alle 12:00
Categoria: Cronaca